Grande è la confusione sotto il cloud: la situazione è eccellente?

Abbiamo scovato chi sembra compiacersi della rinuncia alla capacità di classificazione e organizzazione, sovrapponendo la gerarchia della logica con quella delle forze armate e interpretando la frammentazione da consumo compulsivo di intrattenimento come una sorta di obiezione di coscienza generazionale:

https://www.italian.tech/2021/10/13/news/e_se_nel_futuro_ci_dimenticassimo_di_file_e_cartelle_-321065141/

Che tristezza!

Squ(all)id Game

Quello qui sotto è solo uno degli esempi di articolo dedicato all’invasione da parte della serie di Netflix della mente di bambini e adolescenti.

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/ldquo-vuoi-cambiare-tua-vita-rdquo-roma-sono-spuntati-287018.htm

Implicazione più frequente? La censura, of course. Esercitare le potestà e l’etica genitoriali è davvero troppo faticoso.

Meglio lasciare dispositivi non sottoposti a parental control nelle mani di bimbi e ragazzi, magari soli nella propria cameretta, e maledire i fornitori dei servizi o rivolgere loro petizioni aperte ai media.

Che tristezza!

Fake identity

Come molti sanno, è in via di installazione Windows 11. Tra le novità, la possibilità di utilizzare – chissà perché… – roba del mondo Android. Ed ecco che, come se niente fosse, c’è chi dà del tutto serenamente indicazioni per aggirare le identificazioni previste.

Del resto, il consumo compulsivo a fini di cazzeggio con fornitura ai gestori del servizio di dati falsi è alla base dell’uso di Facebook, WhatsApp, Tik-Tok e via (de)socializzando prima della soglia di età minima prevista dalle norme vigenti. Che qualcuno considera una pratica di libertà.

Che tristezza!

Facial Food

In alcune scuole scozzesi è attivo un sistema che permette di pagare la mensa sfruttando il riconoscimento facciale: basta entrare e lo scanner riconosce il fanciullo e addebita il pranzo. La tecnologia è stata scelta per ridurre le code e come misura anti-COVID e anche perché prima usavano nientemeno che le impronte digitali!

Leggi l’articolo completo su Punto Informatico:

https://www.punto-informatico.it/riconoscimento-facciale-pagare-mensa-scolastica/

Anche a tavola vige la massima sicurezza! C’è pure la Brochure del progetto:

https://www.north-ayrshire.gov.uk/Documents/EducationalServices/facial-recognition-parental-flyer.pdf

Che tristezza!

Negli ultimi sei mesi il 91.5% del malware è stato distribuito su connessioni crittografate!

HTTPS Loves Malware

A chi si occupa di sicurezza e ai docenti di informatica e sistemi consigliamo la lettura di questo articolo: https://edge9.hwupgrade.it/news/security/secondo-watchguard-negli-ultimi-sei-mesi-il-915-del-malware-e-stato-distribuito-su-connessioni-crittografate_101283.html

Secondo WatchGuard, le connessioni crittografate (protette, sicure, a prova di privacy, e così via) invece che garantirci una improbabile privacy sono diventate il principale veicolo di attacchi informatici e infezioni di malware!!!

In pratica le connessioni crittografate (anche con autenticazione a più fattori) vengono usate dagli Hacker e dai Malware per veicolare attacchi che non vengono intercettati dai firewall, proprio perché crittografate!!! Basta un pc infetto che si collega in vpn o un sito infetto in https per sferrare attacchi nella massima riservatezza e privacy… proprio quello che serve agli hacker 😉

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Nuova app Erasmus+ per Android e iOS

Grazie alla nuova app Erasmus+ per Android e iOS, gli studenti possono ottenere la Carta europea dello studente per accedere a servizi, musei, attività culturali e offerte speciali nell’università e nel paese di cui sono ospiti.

ll programma ERASMUS per lo scambio culturale tra gli studenti universitari europei è stato lanciato nel 1987. Nel 2017 è arrivata la prima versione dell’app dedicata. La nuova app ora permette di cercare e selezionare la destinazione tra gli istituti partner, firmare il contratto di apprendimento online, scoprire eventi e consigli utili relativi alla destinazione, entrare in contatto con altri studenti.

Lo scopo è di creare uno spazio universitario europeo e di semplificare le procedure amministrative.

Erasmus + è uno dei programmi che hanno funzionato di più nel progetto dell’Unione europea. Nel 2019, prima dell’arrivo della pandemia di Coronavirus, hanno preso parte oltre 940 mila persone. A maggio i fondi per Erasmus + sono stati rinnovati fino al 2027 con addirittura un raddoppio che li ha portati a 28 miliardi di euro per i prossimi 7 anni.

https://erasmusapp.eu/

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.euf.project.erasmus&hl=it

https://apps.apple.com/it/app/erasmus/id1234624026

CODEFEST 2021: festival e mostra del codice sorgente, il linguaggio dei nostri device

Ogni aspetto della nostra vita – che siamo insegnanti o studenti, anziani o bambini, al lavoro, a casa o a divertirci – è legato a strumenti digitali. Siamo immersi costantemente in un ambiente che mescola oggetti fisici e rappresentazioni virtuali, ma della parte digitale spesso ignoriamo tutto: non sappiamo come funziona, chi l’ha costruita, per quali scopi. Non sappiamo vedere al di là degli schermi e non sappiamo che l’anima che permette tutto questo è una sola: il programma, anzi il codice sorgente. Niente altro che un testo, ma un testo potente, come un contratto o una legge. Un testo che modifica il mondo. Un testo scritto da persone speciali, i programmatori, in qualche linguaggio speciale. Ormai i linguaggi di programmazione che fanno funzionare il nostro mondo sono 8 mila contro le 7 mila lingue conosciute al mondo. Meritano, quindi, una riflessione linguistica, letteraria, culturale.

Il Festival della cultura del codice sorgente, della sua storia, del suo futuro

Si svolgerà fra il 27 settembre e l’8 ottobre 2021 il CodeFest, primo Festival al mondo dedicato al Codice Sorgente. Per la prima volta al centro dei riflettori c’è quello che fa funzionare il digitale. Il Festival è rivolto a studenti, docenti, studiosi, sviluppatori e imprenditori, hackers, musicisti, artisti, ma anche al pubblico generale, ad appassionati e curiosi, insomma a chiunque voglia andare oltre il sipario.
Il Festival è organizzato dall’Università di Torino (Dipartimento capofila: Filosofia e Scienze dell’Educazione, con la collaborazione dei Dipartimenti di Fisica e Informatica) insieme con l’Associazione Codexpo.org ed è un evento aperto a tutti; quello che avviene durante il Festival è accessibile online agli utenti registrati tramite il sito web.
Ogni pomeriggio si alterneranno incontri con esperti di tutto il mondo, concerti ispirati al codice sorgente (Maestro Campogrande) o programmati in tempo reale, esperienze di calligrafia che riscrive teoremi (Polello), spettacoli teatrali (Hello Ada su Ada Byron), attività ed esperienze aperte a tutti, laboratori, seminari e incontri sulla storia, la scrittura, la lettura del codice sorgente.

La prima Mostra al mondo del codice sorgente come fenomeno linguistico, letterario, artistico

Durante il Festival verranno inaugurati il primo Museo e la prima Mostra del codice sorgente come fenomeno linguistico, letterario, artistico. La Mostra, in dieci sale tematiche, visitabile online, ha come obiettivo la diffusione della cultura della programmazione ed è rivolta a tutti, agli allievi delle scuole secondarie e ai loro docenti, agli esperti, ai programmatori, al mondo universitario, alle famiglie e a agli interessati all’argomento.
L’Associazione Codexpo.org, promotrice dell’iniziativa, ha scelto di realizzarla insieme agli studenti di una classe quarta dell’I.I.S. «Avogadro» di Torino nell’ambito dei percorsi PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) con lo scopo di approfondire la cultura e quindi la cittadinanza digitale. Una decina di ragazzi hanno lavorato alla preparazione delle varie sale che saranno da loro stessi presentate, il 5 ottobre alle ore 18,30, a compagni, docenti, genitori, alle scuole, ma anche a tutti i curiosi esperti o no.

Il valore formativo e didattico di questa esperienza concreta in cui gli allievi sono protagonisti attivi e che resterà visibile a tutti online è una delle scelte che la Associazione ha fatto, anche nella ottica e con l’invito a proseguire ad arricchire ed allestire nuove stanze, oggetto di riflessioni e di lavoro, rivolto alle classi degli istituti superiori di tutta Italia.

L’estate Calda dei RansomWare – GDPR al tappeto!

Gli attacchi e i virus “RansomWare” si stanno pericolosamente diffondendo ovunque e chi li sviluppa ora è talmente spavaldo che attacca direttamente gli esperti di sicurezza o i fornitori di software in modo che saranno essi stessi, a loro insaputa, ad infettare tutte le aziende che usano i loro software. Criptano tuti i file, se riescono anche i backup, e chiedono un riscatto. In seguito, in totale spregio alla privacy e al GDPR, vendono tutti i dati sottratti sul dark-web. Già perché ultimamente proprio la normativa su Privacy e GDPR ci ha impegnato molto – e probabilmente troppo – sul piano leguleio ma non ci ha dato reali strumenti di difesa: abbiamo ignari responsabili del trattamento, improbabili DPO e amministratori di sistema tirati per la giacca…
Dum Romae consulitur, Sagantum expugnatur” – abbiamo perso tempo con i cookie e le informative e ora siamo completamente disarmati di fronte a questi attacchi che – ironia della sorte – ci rubano proprio i dati che la legge ci chiede di proteggere.
Come fare?

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Esageruma Nen! Per Torino non è ancora finita!

Tra le varie notizie emergenziali, olimpiche, vacanziere, no-caicose, è spuntata quella che certifica definitivamente il fallimento della Torino industriale, disoccupazione e povertà a livelli record. Per chi lavora nelle scuole torinesi e piemontesi, questa affermazione non è certamente una novità assoluta; ma leggerla fa tutto un altro effetto:

Torino, una città del Sud

Torino in crisi da 15 anni. O aiuti dal governo o l’industria verrà spazzata via

Premesso che le città del sud sono bellissime – e come qualità della vita anche molto meglio di Torino – si parla finalmente di un “faro” del governo sul capoluogo piemontese, magari con la speranza di far tornare a splendere quella che già dal 1675 veniva chiamata la “Ville Lumiere“.

A noi che viviamo la scuola e abbiamo la responsabilità di preparare i giovani al futuro, qualunque esso sia, che ci piaccia o no, sia consentita una riflessione più ampia.

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