Italian Coding Festival 2023 è qui!

ITALIAN CODING FESTIVAL 2023

L’Associazione Dschola organizza nel 2023 la seconda edizione di Italian Coding Festival!

Obiettivo dell’evento è incentivare l’insegnamento e l’apprendimento dell’Informatica avvicinando in modo creativo al coding gli studenti della scuola primaria, della secondaria di primo e secondo grado.

Italian Coding Festival è dedicato a Scratch e App Inventor strumenti software creati dal MIT di Boston (Usa) ideali per creare semplici programmi, giochi, app e favorire la creatività digitale.

Dopo otto edizioni di Italian Scratch Festival e due anni di pausa forzata, si ampliano gli strumenti a disposizione per la realizzazione dei progetti che includeranno App Inventor.

 

La partecipazione al Festival è gratuita ed è aperta a tutte le scuole d’Italia per la presentazione di:

  • progetti sviluppati in Scratch dagli studenti della scuola primaria (classi terza, quarta e quinta) e della secondaria di primo grado
  • app sviluppate con App Inventor dagli studenti del biennio della scuola secondaria di secondo grado.

Il tema di quest’anno sarà ancora uno degli obiettivi dell’Agenda 2030, e precisamente, l’Obiettivo 7 Energia Pulita ed Accessibile!

 

Vi invitiamo a partecipare numerosi inviando i progetti e le app ludico-educative più significative ed originali sviluppate in Scratch ed App Inventor prodotte dai vostri studenti. E che vinca il migliore!

Consulta il Regolamento 2023

Iscriviti al Festival con il tuo gruppo o la tua classe

Dall’Islanda al Piemonte: la visita della Sund School di Reijkijavik

La Sund School di Reijkijavik è stata ospite di due scuole dell’Associazione DSchola il 17 e 18 ottobre.

I primi contatti sono avvenuti nella scorsa primavera: i prof. islandesi volevano entrare in contatto con scuole innovative e confrontare i loro metodi di insegnamento e apprendimento. Il gruppo inizialmente composto da una ventina di insegnanti è cresciuto fino a coinvolgere praticamente tutti gli insegnanti e lo staff: una delegazione di 54 persone! 

Nella  prima giornata  il 17 ottobre, gli ospiti hanno avuto la possibilità di partecipare a lezioni nelle delle due scuole Dschola: l’ITIS Majorana di Grugliasco, guidato da Tiziana Calandri e l’IIS Alfieri di Asti, guidato da Stella Perrone.  In entrambi gli istituti piemontesi. gli insegnanti hanno coordinato  il programma della visita ai laboratori, focalizzandosi su attività scientifiche ed artistiche.

Nella giornata successiva, il 18 ottobre, è stata organizzata una giornata di riflessione e di scambio.  I lavori introdotti dalla DS Calandri e dal referente della Sund School, Leifur Ingi Vilmurdarson, sono proseguiti con la presentazione di Silvana Rampone dell’USR Piemonte che ha parlato delle opportunità dei programmi europei, – Scarica la presentazione  Internazionalization plan at USR Piemonte_Silvana Rampone

A seguire Eleonora Pantò e Dario Zucchini hanno presentato l’Associazione  Dschola e le attività svolte — Scarica la presentazione DSchola_presentation_Panto_Zucchini

Fabio Nascimbeni dell’European Training Foundation , co-organizzatore della visita e punto di contatto con la scuola,ha parlato di inclusione, vedi la pubblicazione. 

Nella seconda parte della mattina “Voices from the schools”, le scuole hanno presentato i loro lavori.   L’Itis Majorana ha presentato le attività di contrasto alla dispersione scolastica con la partecipazione diretta delle studentesse e degli studenti che hanno portato  la musica e le voci del progetto Emozionarte project con la prof Anna Desanso, mentre il prof Riccardo Bnà presentato il progetto Open Lab –  OPEN lab

 

Le  insegnanti dell’IIS Alfieri hanno presentato i   progetti degli studenti sul contrasto al Bullismo IIS_VAlfieri_18_ottobre_2022

Molto significative le presentazioni dei colleghi islandesi, sulle strategie di apprendimento, l’educazione ambientale, la valutazione formativa e l’organizzazione del tempo scuola.  

La mattina di confronto ha evidenziato punti in comune  nelle problematiche da affrontare e nuovi spunti per tutti.

L’accoglienza della delegazione islandese conferma la direzione intrapresa dalle scuole italiane di aprirsi alla cultura e agli ideali comuni europei in un’ottica di sviluppo delle competenze di cittadinanza  e competenze linguistiche che restano tra gli obiettivi fondanti dell’attuale sistema d’istruzione.

Il percorso di conoscenza reciproca è agli esordi: la Sund School è pronta ad ospitare i colleghi italiani per ricambiare la visita.

 

 

Chiude il Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale

Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) riserva il 27% delle risorse alla transizione digitale, oltre 50 miliardi di euro. Nel nuovo governo il MITD però non è più previsto e ora c’è chi si chiede: chi porterà a termine i progetti  rispettando la scadenza del 30 giugno 2026? Chi sarà il responsabile dell’Innovazione? Ma serve ancora un responsabile dell’Innovazione? e cos’è oggi l’innovazione?

Troppo spesso, affermare che le tecnologie sono sempre nuove è risultato un alibi per non uscire dalla fase di sperimentazione. Avverrà invece – prima o poi – che i dispositivi digitali entrino nell’uso comune e siano perfino considerati “vecchi”, perché usati da tutti e trasversali.

Per capire meglio di che si tratta bisognerebbe anche chiedersi quali erano gli obiettivi dell’ex Ministero; vediamoli dal sito ufficiale:

  1. Diffondere l’identità digitale, assicurando che venga utilizzata dal 70% della popolazione;
    Bene! per farci cosa? i servizi online sono davvero ancora troppo pochi, con accesso complicato e procedure spesso confuse. Poiché l’identità digitale è un mezzo non un fine, il punto 1 dovrebbe invece garantire almeno il 70% delle procedure online e senza più code agli sportelli. Ma questo vorrebbe dire sviluppare applicazioni WEB accessibili e usabili e riformare le procedure interne degli uffici pubblici, ridurre la burocrazia, semplificare le leggi. Un lavoro che deve partire dal legislatore e dall’interno della pubblica amministrazione. Davvero: è inutile avere linee guida e nuove leggi, quando servono nuove procedure uniformi e invece ogni branca della Pubblica Amministrazione ha le proprie. Le code agli sportelli degli uffici pubblici sono ancora folte: peggio di prima, indipendentemente dallo SPID.
  2. Colmare il gap di competenze digitali, con almeno il 70% della popolazione che sia digitalmente abile;
    Ancora? Usiamo tutti uno smartphone, anche gli anziani e i bambini, solo che – mannaggia a noi! – usiamo molto (troppo!) le app  divertenti e usabili e poco e male le app rognose, fatte male e che erogano servizi inutili o ci fanno perdere tempo con i clic-day peggio che in una sala slot… O forse non riesce a diffondersi una nuova versione del senso civico, che faccia capire ai renitenti che le app fatte male ma istituzionali hanno una propria piena dignità? Alla fine è meglio educare all’obbedienza digitale o  sviluppare app e servizi semplici, efficaci e immediati? Amazon e Google ci riescono, senza formare nessuno, e ci guadagnano pure…
  3. Portare circa il 75% delle PA italiane a utilizzare servizi in cloud;
    Perché? quale sarebbe il vantaggio? Da un lato il GDPR ci chiede di proteggere i dati della nostra vita e poi ci viene detto invece di collocarli sul cloud in datacenter improbabili e insicuri, appaltati a terzi. I nostri datacenter nazionali, infatti, non sono all’altezza di quelli di Microsoft, Amazon o Google: alcuni sono buoni, ma molti non sono altrettanto robusti, ridondanti e sicuri. Se poi scegliamo il datacenter realizzato con la regola dell’appalto “de noantri”, ovvero al costo più basso con compromissione di efficienza e sicurezza, rischiamo seriamente di perdere tutto al primo incidente o al primo fallimento dell’azienda che ci ospita. Ricordiamoci cosa è successo nel 2001 al provider Galactica (il più innovativo del suo tempo), fallito da un giorno all’altro: migliaia di aziende si sono trovate improvvisamente senza connessione, senza sito web e posta elettronica. Anche il cloud non è un fine, ma un mezzo alternativo ai datacenter locali, che tutti i ministeri hanno e che una volta  gestivano in proprio come un gioiello di famiglia: nel mio settore è mitico il datacenter del MIUR, collocato in un bunker a Monteporzio Catone. Avere i dati spalmati in più punti aumenta la resilienza, certo, ma i datacenter posti in normali capannoni in zone industriali sono perfino più vulnerabili da qualsiasi evento, calamità, attacco e anche furto. In qualsiasi caso, senza vere applicazioni e servizi online, cambiare datacenter non aggiunge nulla; magari fa risparmiare a breve termine, ma sul lungo periodo mette in pericolo i dati e produce un overhead legalistico non indifferente, per il rispetto del GDPR.
  4. Raggiungere almeno l’80% dei servizi pubblici essenziali erogati online;
    La lezione del covid non è servita e neanche il MITD ha svoltato: sono riprese le code infinite agli uffici pubblici, che certo non sono gestiti dal MITD medesimo, ma dagli enti locali e da altri ministeri; i servizi online spesso sono solo dei sistemi di pagamento o  prenotazione, dove è già tutto occupato per mesi. Per avere una carta di Identità o un passaporto un cittadino onesto deve aspettare anni, come nelle peggiori dittature. Il problema non è l’innovazione e non si risolve stampando smart card o erogando SPID; bisogna piuttosto sviluppare software, app fatte bene, sicure, e dare al software lo status giuridico per gestire in autonomia  le procedure legali e non soltanto le transazioni economiche. Oggi possiamo abilitare un software a prendere decisioni e firmare atti? Se il software è scritto male, di fretta e realizzato in subappalto sfruttando giovanotti volenterosi ma senza esperienza… meglio di no, che ne dite?
  5. Raggiungere, in collaborazione con il Mise, il 100% delle famiglie e delle imprese italiane con reti a banda ultra-larga. 
    Questo è invece un vero punto strategico: la fibra ottica non è soltanto un mezzo, uno strumento, ma un’infrastruttura condizionante e abilitante; purtroppo, però, non arriva dappertutto, va bene solo nelle città, e le linee business hanno costi scandalosi anche per le PA; mentre  le linee domestiche – che sono praticamente uguali – costano poche decine di euro al mese.

Forse, la fibra ottica era l’unico obiettivo concreto per un ministero specifico dell’Innovazione. Bisognava aprire cantieri ovunque e posare cavi, cosa in teoria neanche troppo difficile, con impatto ambientale quasi a zero; ma le energie invece si sono disperse quasi tutte nei progetti sulla rete unica che non era certo la priorità e neppure l’obiettivo da raggiungere.

Insomma, non dobbiamo rincorrere le innovazioni, dovremmo semplicemente farle funzionare. Con gli slogan innovativi – lo abbiamo visto – non si realizza poi molto. Ora il ministero specifico non c’è più e tocca a tutti gli altri farsi carico di far funzionare le cose… ma, senza software e APP sviluppati bene, i server non “servono” a nulla, ed è  inutile anche spostarli sul cloud.

Linux Day 2022

Dopo due anni di sospensione torna a Torino il Linux Day, la manifestazione nazionale per la promozione e la divulgazione di Linux e del software libero e open source.

L’accesso è libero e gratuito, e non è richiesta nessuna registrazione.

E’ un’ottima occasione per imparare e approfondire cose nuove  e di partecipare al Linux Install Party per avere assistenza nell’installazione di Linux  anche al Restart Party se hai qualche dispositivo elettronico che vorresti riparare

Quest’anno il Linux DAy si svolgerà al Campus Einaudi, su Lungo Dora Siena (blocco D2, aule A1, A2, B1, B2), sede del Dipartimento di Economia e Statistica dell’Università degli Studi di Torino e vicinissimo al centro.  Linee bus: 3, 19, 68

e se non sei a Torino, qui trovi l’elenco di tutte le sedi italiane del Linux Day 2022! 

Webinar progetto Learning from Extremes

Home Page Progetto LFE

Mercoledì 28 settembre alle ore 16 ci sarà la possibilità di intervistare  – il prof. Nikos Zygouritsas – uno degli esperti del progetto Learning from the Extremes,  per avere informazioni e chiarimenti sulla open call per finanziare attrezzature e connettività nelle scuole rurali

Topic: Learning from the Extremes Info

Time: Sep 28, 2022 04:00 PM Rome

Join Zoom Meeting

https://us06web.zoom.us/j/85179643546?pwd=R0c4NS8ybmErRVk5K2NURHZKYjJkQT09 

Per altre informazioni scrivere a info@associazionedschola.it

Olimpiadi di informatica 2022

Le  Olimpiadi di informatica 2022 si sono concluse il 23 settembre    con la Cerimonia di Premiazione presso l’Ist. Sella di Biella, scuola fondatrice dell’Associazione Dschola. 
91 ragazzi si sono sfidati nella giornata precedente e circa la metà si sono guadagnati una medaglia. 
Particolarmente apprezzata la Lectio Magistralis del prof. Marco Aldinucci, ordinario al dipartimento di informatica e responsabile del laboratorio di Calcolo Parallelo dell’Università di Torino.
Un grazie a tutti gli organizzatori: al Comitato Olimpico guidato dal prof Luigi Laura, all’AICA con una ricca delegazione guidata dal presidente RAffaele Marafioti, al MUR rappresentata  dalla prof. Anna Brancaccio, Dirigente Dir. Gen. Ordinamenti Scolastici – Ministero Istruzione, al Dirigente Scolastico Giovanni Marcianò e al suo Collaboratore Sandro Lardono. 
Unico rammarico.. solo 3 ragazze sono state premiate.. c’e’ ancora molto fare per questo! 

Riparte il Progetto DIDEROT 2022/23

Partecipa con la tua classe alla nuova edizione del 𝐏𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐃𝐢𝐝𝐞𝐫𝐨𝐭 della @Fondazione CRT!
Un’opportunità unica per i giovani studenti delle scuole primarie e secondarie del Piemonte e della Valle d’Aosta per essere al centro di percorsi didattici innovativi: dalle performing arts alle STEM, dall’ambiente all’astronomia.
Anche noi [nome partner] partecipiamo al #ProgettoDiderot realizzando la linea didattica Programmo e Invento
⏰ Iscrizioni delle classi a partire da 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐨𝐥𝐞𝐝𝐢̀ 𝟏𝟐 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟒!

Opportunità per le scuole rurali

Home Page Progetto LFE

Il progetto europeo Learning for extreme ha predisposto un bando per finanziare progetti di scuole rurali in Europa, compresa l’Italia.

Il bando scade a fine settembre e può essere presentato da scuole singole o da reti di scuole e si rivolge a scuole senza o con limitata connessione alla rete e con dispositivi /attrezzature insufficienti: il progetto finanzia il pagamento della connettività , l’acquisto di tablet, pc, stampanti 3D o altri dispositivi.

Le scuole sono invitate a presentare un progetto utilizzando il modulo presente sul sito https://learningfromtheextremes.eu/submit-proposal/

entro il 30 settembre 2022. 

Per maggiori informazioni si allega il comunicato stampa in italiano

Learning from the Extremes affronterà le disuguaglianze 

e in inglese LfE_Press_Release 

e il volantino in inglese  LfE_Leaflet_v1  

I referenti del progetto sono disponibili a fornire ulteriori indicazioni direttamente, Chi fosse interessato  a partecipare ad una call di approfondimento con i può contattare l’associazione Dschola. 

 

Giovani diplomati, ma senza patente e – quindi – senza lavoro

A forza di Green Deal, Smart City, mobilità sostenibile, monopattini e piste ciclabili, soprattutto in città, i ragazzi rinunciano sempre più volentieri all’automobile e perfino alla patente. Bravi ragazzi, ma siamo proprio sicuri che non avere neanche la patente di guida sia davvero una scelta “qualificante”?

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La ricreazione non è per tuttə

Copertina di Dagospia

Mentre i big del Web (Google, Apple,,…)  piazzano i loro prodotti nelle scuole pubbliche per offrire ai piccoli «le competenze del futuro», nella Silicon Valley e nei dintorni abitati da dirigenti del settore tecnologico sono sempre più popolari le «Waldorf Schools», che promuovono l’approccio educativo sviluppato a partire dal 1919 da Rudolf Steiner: apprendimento attraverso attività ricreative e pratiche.

Un report di Milena Gabanelli e Francesco Tortora per www.corriere.it , riassunto su Dagospia, fa il punto su una situazione nota quanto curiosa; più che gli allarmi sulla salute varrebbe la pena di approfondire le vere motivazioni di queste scuole esclusive. Puro sfizio? una semplice moda?  la voglia di distinguersi di chi se lo può permettere? Forse una spiegazione esiste, anche se non piacerà a molti di noi.

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