10 ore al giorno di duro lavoro e manco ti pagano!

Lezione di educazione civica.  Non voglio fare le solite prediche: non voglio raccontare quanto è sostenibile l’agenda 2030, quanto sono malvagie le piattaforme e quanto sono trendy le smart city. Lo hanno già fatto più e più volte  – e meglio di me – molti colleghi. Questa volta sono curioso. Faccio domande e lascio parlare.

“Ragazzi, prendete lo SmartPhone, andate nelle impostazioni del ‘benessere digitale’ e ditemi quante ore al giorno lo state usando”

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PNRR – Scuola 4.0: dove cominciare?

Proviamo a fare il punto sul progetto che vuole cambiare la scuola

In questi giorni si sente parlare spesso di scuola 4.0, progetto di innovazione finanziato dal PNRR.

La trattazione e l’analisi del Piano Scuola 4.0 sarebbero ampia e richiederebbero un’analisi approfondita; non è questa la sede per farlo nel dettaglio (chi volesse leggere tutto il progetto, può cliccare qui).

In questo articolo mi voglio soffermare sulla sostanza del progetto. A tal proposito, nel mondo social, si sente parlare non solo di innovazione, ma nahce di cambiamento o di digitalizzazione. Attenzione, però: questi termini non sono affatto sinonimi.

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Raspberry PI 400 per esagerare con i Next Generation Labs

Il Raspberry Pi 400 è una versione del computer Raspberry Pi inserito all’interno della tastiera come già il mitico Commodore 64; è realizzato con la stessa tecnologia di uno smartphone ed è quindi estremamente potente ed efficiente: Ha un processore quad-core Cortex-A72 e 4 GB di RAM  e può essere utilizzato come un computer tradizionale, ma con la possibilità di essere collegato a ben due monitor. Viene venduto a 120 euro iva compresa. con tanto di tastiera (ovviamente!), mouse, alimentatore, cavi e… (incredibile dictu – mai dimentica la sacralitù del liceo) un ricco manuale, con numerosissimi esempi e progetti  didattici. Può quindi essere il nostro migliore alleato per realizzare laboratori e aule del futuro: scopriamo come.

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Joy PI per la gioia delle Next Generation Classroom

La progettazione delle Next Generation Classroom  sta entrando nel vivo, ed è perciò ora di cercare i dispositivi davvero utili per le nostre aule. I finanziamenti sono decisamente consistenti e i più attenti si saranno già resi conto della significatività del numero minimo di classi da attrezzare per ogni scuola indicato in piattaforma! Il numero magico è volutamente alto – segno che questa volta si fa sul serio e che non è più una sperimentazione – e pertanto, se non scegliamo con attenzione, rischiamo facilmente di sforare il finanziamento previsto. Leggi tutto “Joy PI per la gioia delle Next Generation Classroom”

Italian Coding Festival 2023 è qui!

ITALIAN CODING FESTIVAL 2023

L’Associazione Dschola organizza nel 2023 la seconda edizione di Italian Coding Festival!

Obiettivo dell’evento è incentivare l’insegnamento e l’apprendimento dell’Informatica avvicinando in modo creativo al coding gli studenti della scuola primaria, della secondaria di primo e secondo grado.

Italian Coding Festival è dedicato a Scratch e App Inventor strumenti software creati dal MIT di Boston (Usa) ideali per creare semplici programmi, giochi, app e favorire la creatività digitale.

Dopo otto edizioni di Italian Scratch Festival e due anni di pausa forzata, si ampliano gli strumenti a disposizione per la realizzazione dei progetti che includeranno App Inventor.

 

La partecipazione al Festival è gratuita ed è aperta a tutte le scuole d’Italia per la presentazione di:

  • progetti sviluppati in Scratch dagli studenti della scuola primaria (classi terza, quarta e quinta) e della secondaria di primo grado
  • app sviluppate con App Inventor dagli studenti del biennio della scuola secondaria di secondo grado.

Il tema di quest’anno sarà ancora uno degli obiettivi dell’Agenda 2030, e precisamente, l’Obiettivo 7 Energia Pulita ed Accessibile!

 

Vi invitiamo a partecipare numerosi inviando i progetti e le app ludico-educative più significative ed originali sviluppate in Scratch ed App Inventor prodotte dai vostri studenti. E che vinca il migliore!

Consulta il Regolamento 2023

Iscriviti al Festival con il tuo gruppo o la tua classe

Dall’Islanda al Piemonte: la visita della Sund School di Reijkijavik

La Sund School di Reijkijavik è stata ospite di due scuole dell’Associazione DSchola il 17 e 18 ottobre.

I primi contatti sono avvenuti nella scorsa primavera: i prof. islandesi volevano entrare in contatto con scuole innovative e confrontare i loro metodi di insegnamento e apprendimento. Il gruppo inizialmente composto da una ventina di insegnanti è cresciuto fino a coinvolgere praticamente tutti gli insegnanti e lo staff: una delegazione di 54 persone! 

Nella  prima giornata  il 17 ottobre, gli ospiti hanno avuto la possibilità di partecipare a lezioni nelle delle due scuole Dschola: l’ITIS Majorana di Grugliasco, guidato da Tiziana Calandri e l’IIS Alfieri di Asti, guidato da Stella Perrone.  In entrambi gli istituti piemontesi. gli insegnanti hanno coordinato  il programma della visita ai laboratori, focalizzandosi su attività scientifiche ed artistiche.

Nella giornata successiva, il 18 ottobre, è stata organizzata una giornata di riflessione e di scambio.  I lavori introdotti dalla DS Calandri e dal referente della Sund School, Leifur Ingi Vilmurdarson, sono proseguiti con la presentazione di Silvana Rampone dell’USR Piemonte che ha parlato delle opportunità dei programmi europei, – Scarica la presentazione  Internazionalization plan at USR Piemonte_Silvana Rampone

A seguire Eleonora Pantò e Dario Zucchini hanno presentato l’Associazione  Dschola e le attività svolte — Scarica la presentazione DSchola_presentation_Panto_Zucchini

Fabio Nascimbeni dell’European Training Foundation , co-organizzatore della visita e punto di contatto con la scuola,ha parlato di inclusione, vedi la pubblicazione. 

Nella seconda parte della mattina “Voices from the schools”, le scuole hanno presentato i loro lavori.   L’Itis Majorana ha presentato le attività di contrasto alla dispersione scolastica con la partecipazione diretta delle studentesse e degli studenti che hanno portato  la musica e le voci del progetto Emozionarte project con la prof Anna Desanso, mentre il prof Riccardo Bnà presentato il progetto Open Lab –  OPEN lab

 

Le  insegnanti dell’IIS Alfieri hanno presentato i   progetti degli studenti sul contrasto al Bullismo IIS_VAlfieri_18_ottobre_2022

Molto significative le presentazioni dei colleghi islandesi, sulle strategie di apprendimento, l’educazione ambientale, la valutazione formativa e l’organizzazione del tempo scuola.  

La mattina di confronto ha evidenziato punti in comune  nelle problematiche da affrontare e nuovi spunti per tutti.

L’accoglienza della delegazione islandese conferma la direzione intrapresa dalle scuole italiane di aprirsi alla cultura e agli ideali comuni europei in un’ottica di sviluppo delle competenze di cittadinanza  e competenze linguistiche che restano tra gli obiettivi fondanti dell’attuale sistema d’istruzione.

Il percorso di conoscenza reciproca è agli esordi: la Sund School è pronta ad ospitare i colleghi italiani per ricambiare la visita.

 

 

Chiude il Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale

Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) riserva il 27% delle risorse alla transizione digitale, oltre 50 miliardi di euro. Nel nuovo governo il MITD però non è più previsto e ora c’è chi si chiede: chi porterà a termine i progetti  rispettando la scadenza del 30 giugno 2026? Chi sarà il responsabile dell’Innovazione? Ma serve ancora un responsabile dell’Innovazione? e cos’è oggi l’innovazione?

Troppo spesso, affermare che le tecnologie sono sempre nuove è risultato un alibi per non uscire dalla fase di sperimentazione. Avverrà invece – prima o poi – che i dispositivi digitali entrino nell’uso comune e siano perfino considerati “vecchi”, perché usati da tutti e trasversali.

Per capire meglio di che si tratta bisognerebbe anche chiedersi quali erano gli obiettivi dell’ex Ministero; vediamoli dal sito ufficiale:

  1. Diffondere l’identità digitale, assicurando che venga utilizzata dal 70% della popolazione;
    Bene! per farci cosa? i servizi online sono davvero ancora troppo pochi, con accesso complicato e procedure spesso confuse. Poiché l’identità digitale è un mezzo non un fine, il punto 1 dovrebbe invece garantire almeno il 70% delle procedure online e senza più code agli sportelli. Ma questo vorrebbe dire sviluppare applicazioni WEB accessibili e usabili e riformare le procedure interne degli uffici pubblici, ridurre la burocrazia, semplificare le leggi. Un lavoro che deve partire dal legislatore e dall’interno della pubblica amministrazione. Davvero: è inutile avere linee guida e nuove leggi, quando servono nuove procedure uniformi e invece ogni branca della Pubblica Amministrazione ha le proprie. Le code agli sportelli degli uffici pubblici sono ancora folte: peggio di prima, indipendentemente dallo SPID.
  2. Colmare il gap di competenze digitali, con almeno il 70% della popolazione che sia digitalmente abile;
    Ancora? Usiamo tutti uno smartphone, anche gli anziani e i bambini, solo che – mannaggia a noi! – usiamo molto (troppo!) le app  divertenti e usabili e poco e male le app rognose, fatte male e che erogano servizi inutili o ci fanno perdere tempo con i clic-day peggio che in una sala slot… O forse non riesce a diffondersi una nuova versione del senso civico, che faccia capire ai renitenti che le app fatte male ma istituzionali hanno una propria piena dignità? Alla fine è meglio educare all’obbedienza digitale o  sviluppare app e servizi semplici, efficaci e immediati? Amazon e Google ci riescono, senza formare nessuno, e ci guadagnano pure…
  3. Portare circa il 75% delle PA italiane a utilizzare servizi in cloud;
    Perché? quale sarebbe il vantaggio? Da un lato il GDPR ci chiede di proteggere i dati della nostra vita e poi ci viene detto invece di collocarli sul cloud in datacenter improbabili e insicuri, appaltati a terzi. I nostri datacenter nazionali, infatti, non sono all’altezza di quelli di Microsoft, Amazon o Google: alcuni sono buoni, ma molti non sono altrettanto robusti, ridondanti e sicuri. Se poi scegliamo il datacenter realizzato con la regola dell’appalto “de noantri”, ovvero al costo più basso con compromissione di efficienza e sicurezza, rischiamo seriamente di perdere tutto al primo incidente o al primo fallimento dell’azienda che ci ospita. Ricordiamoci cosa è successo nel 2001 al provider Galactica (il più innovativo del suo tempo), fallito da un giorno all’altro: migliaia di aziende si sono trovate improvvisamente senza connessione, senza sito web e posta elettronica. Anche il cloud non è un fine, ma un mezzo alternativo ai datacenter locali, che tutti i ministeri hanno e che una volta  gestivano in proprio come un gioiello di famiglia: nel mio settore è mitico il datacenter del MIUR, collocato in un bunker a Monteporzio Catone. Avere i dati spalmati in più punti aumenta la resilienza, certo, ma i datacenter posti in normali capannoni in zone industriali sono perfino più vulnerabili da qualsiasi evento, calamità, attacco e anche furto. In qualsiasi caso, senza vere applicazioni e servizi online, cambiare datacenter non aggiunge nulla; magari fa risparmiare a breve termine, ma sul lungo periodo mette in pericolo i dati e produce un overhead legalistico non indifferente, per il rispetto del GDPR.
  4. Raggiungere almeno l’80% dei servizi pubblici essenziali erogati online;
    La lezione del covid non è servita e neanche il MITD ha svoltato: sono riprese le code infinite agli uffici pubblici, che certo non sono gestiti dal MITD medesimo, ma dagli enti locali e da altri ministeri; i servizi online spesso sono solo dei sistemi di pagamento o  prenotazione, dove è già tutto occupato per mesi. Per avere una carta di Identità o un passaporto un cittadino onesto deve aspettare anni, come nelle peggiori dittature. Il problema non è l’innovazione e non si risolve stampando smart card o erogando SPID; bisogna piuttosto sviluppare software, app fatte bene, sicure, e dare al software lo status giuridico per gestire in autonomia  le procedure legali e non soltanto le transazioni economiche. Oggi possiamo abilitare un software a prendere decisioni e firmare atti? Se il software è scritto male, di fretta e realizzato in subappalto sfruttando giovanotti volenterosi ma senza esperienza… meglio di no, che ne dite?
  5. Raggiungere, in collaborazione con il Mise, il 100% delle famiglie e delle imprese italiane con reti a banda ultra-larga. 
    Questo è invece un vero punto strategico: la fibra ottica non è soltanto un mezzo, uno strumento, ma un’infrastruttura condizionante e abilitante; purtroppo, però, non arriva dappertutto, va bene solo nelle città, e le linee business hanno costi scandalosi anche per le PA; mentre  le linee domestiche – che sono praticamente uguali – costano poche decine di euro al mese.

Forse, la fibra ottica era l’unico obiettivo concreto per un ministero specifico dell’Innovazione. Bisognava aprire cantieri ovunque e posare cavi, cosa in teoria neanche troppo difficile, con impatto ambientale quasi a zero; ma le energie invece si sono disperse quasi tutte nei progetti sulla rete unica che non era certo la priorità e neppure l’obiettivo da raggiungere.

Insomma, non dobbiamo rincorrere le innovazioni, dovremmo semplicemente farle funzionare. Con gli slogan innovativi – lo abbiamo visto – non si realizza poi molto. Ora il ministero specifico non c’è più e tocca a tutti gli altri farsi carico di far funzionare le cose… ma, senza software e APP sviluppati bene, i server non “servono” a nulla, ed è  inutile anche spostarli sul cloud.

Linux Day 2022

Dopo due anni di sospensione torna a Torino il Linux Day, la manifestazione nazionale per la promozione e la divulgazione di Linux e del software libero e open source.

L’accesso è libero e gratuito, e non è richiesta nessuna registrazione.

E’ un’ottima occasione per imparare e approfondire cose nuove  e di partecipare al Linux Install Party per avere assistenza nell’installazione di Linux  anche al Restart Party se hai qualche dispositivo elettronico che vorresti riparare

Quest’anno il Linux DAy si svolgerà al Campus Einaudi, su Lungo Dora Siena (blocco D2, aule A1, A2, B1, B2), sede del Dipartimento di Economia e Statistica dell’Università degli Studi di Torino e vicinissimo al centro.  Linee bus: 3, 19, 68

e se non sei a Torino, qui trovi l’elenco di tutte le sedi italiane del Linux Day 2022! 

Webinar progetto Learning from Extremes

Home Page Progetto LFE

Mercoledì 28 settembre alle ore 16 ci sarà la possibilità di intervistare  – il prof. Nikos Zygouritsas – uno degli esperti del progetto Learning from the Extremes,  per avere informazioni e chiarimenti sulla open call per finanziare attrezzature e connettività nelle scuole rurali

Topic: Learning from the Extremes Info

Time: Sep 28, 2022 04:00 PM Rome

Join Zoom Meeting

https://us06web.zoom.us/j/85179643546?pwd=R0c4NS8ybmErRVk5K2NURHZKYjJkQT09 

Per altre informazioni scrivere a info@associazionedschola.it