Ritratto dello scrittore Gianni Rodari

Chi non conosce le meravigliose “Favole al telefono” di Gianni Rodari? Pubblicate per la prima volta nel 1962, sono ancora presenti in molte biblioteche di classe delle nostre scuole, così come presso alcune famiglie, dal momento che sono un vero capolavoro, sia dal punto di vista dell’originalità dell’impostazione sia da quello della matrice valoriale.

Orbene, Rodari cita per quattro volte (La giostra di Cesenatico, Sulla spiaggia di Ostia, Uno e sette, Ascensore per il cielo) Gagarin, primo cosmonauta nella storia dell’umanità.

All’epoca, infatti, il volo del pilota sovietico poteva essere citato come fatto di cronaca, noto più o meno a tutti: era appena avvenuto e aveva costituito una notizia clamorosa, trasformatasi a Occidente in una sorta di choc, considerato l’attrito tecnico-scientifico e politico-militare tra USA e URSS.

Ma come possono capire davvero i bambini di ora (e i maestri giovani )? Per molti “Gagarin” rischia di essere poco più che una strana sonorità.

Come risolvere il problema, su carta e non solo e senza alterare il testo originale? Una soluzione può essere costituita dall’uso dei codici QR, per generare i quali vi sono in rete numerose risorse gratuite.

Inseriamo l’url della voce di Wikipedia su Jurij Gagarin (o quello di qualsiasi altra pagina che ci possa essere utile), generiamo il codice e lo scarichiamo come immagine.

Possiamo poi pensare in grande – ma dobbiamo essere un editore e risolvere il problema dei diritti – e realizzare un edizione “aumentata” delle “Favole”, con il QR e tutti gli altri che possano essere utili collocati sul margine delle pagine. Oppure accontentarci – e siamo un genitore e/o un insegnante – di ritagliare e incollare i QR nella medesima posizione sulla nostra singola copia o su tutte le copie di cui disponiamo.

Basterà poi inquadrare il QR con uno smartphone – magari vecchiotto, magari senza SIM, magari ribaltato su un televisore, su una LIM o su uno schermo – e il gioco è fatto: ecco l’accesso alle informazioni aggiuntive che ci servono.

Qualcuno dirà: “Ma in fondo non è che un link!”. Verissimo. Aggiungo che questo tipo di link altro non è che una nota.

E allora, qual è la differenza? La differenza è il fatto che siamo di fronte a scelte operative che definiscono un modello molto interessante dal punto di vista culturale e cognitivo, applicabile in varie altre situazioni scolastiche (senza trascurare la formazione degli insegnanti) e per altro già presente in molte risorse destinate ai turisti:

a. il QR consente di rendere linkabili anche le realtà costituite di atomi, gli oggetti materiali;

b. il collegamento prevede due diversi supporti con funzioni diverse, l’oggetto di partenza e lo smartphone, e quindi mantiene la netta distinzione tra flusso informativo culturale principale e informazioni aggiuntive, approccio che può facilitare la strutturazione di interconnesioni logiche congruenti alla situazione formativa.

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