Le Collane di Newport

L’articolo che segue è un adattamento (a cura di Eleonora Pantò) dell’intervista a Paolo Baques, per il “Newport This Week” il 24 novembre 2004, ideatore delle Collane di Newport, un corso basato su una serie di Fibonacci, adattata per l’utilizzo in un contesto didattico multidisciplinare.
Il prof. Baques è interessato a entrare in contatto con insegnanti italiani, che vogliano approfondire la sua proposta ed usarla con i propri studenti: al fondo dell’articolo sono riportati i suoi riferimenti


In un laboratorio nel seminterrato della Salve Regina University a Newport, un gruppo di ragazzini di 10 anni della Scuola Media di Cranston-Calvert è seduto davanti al computer, ascoltando e rispondendo alle domande dell’insegnante, Pablo Baques. I bambini stanno frequenando il corso di 16 ore scritto da Baques chiamato “Le Collane di Newport”.


Nel corso si insegnano insieme matematica e filosofia, sulla base di un’intuizione di Baques:da allora l’ha insegnato a centinaia di bambini in tutto il mondo.


Le collane sono serie di numeri, che sommati, uno dopo l’altro formano uno schema che si ripete. A partire da due numeri (Baques sta lavorando ad una versione a tre, che sta perfezionando), si ottengono 5 collane: C11, C13, C14, C33, C99.


C11 per esempio, è questa 1,1,2,3,5,8,4,3,7,1,8,9,8,7,6,4,1,5,6,2,8,1,9. E poi si ripete.


Per ottenere la collana C (iniziale appunto di collana) 11 si sommano 1 e 1 per ottenere 2, poi al 2 si somma il numero precedente, 1, per ottenere 3, e avanti così fino a quanto lo schema si ripete. Molto simile alla famosa serie di Fibonacci. Tranne che nella serie di Fibonacci, quando arrivi a 8 sommi 5, e la risposta sarebbe 13. Nella collana di Baques, invece non ci possono essere numeri a due cifre. Così il 13 mangia se stesso, sommando 1 e 3 – per diventare 4.


Le quattro collane rimanenti formano schemi diversi partendo dai numeri 1 e 4, 3 e 3, 9 e 9. Non c’e’ una C12 perchè lo schema è lo stesso della C11, e lo stesso schema si applica ad altri numeri a due cifre.


Baques, un insegnante di mezz’età arrivato dall’Argentina negli Stati Uniti nel 1994 già direttore della Camera di Commercio Americana in Argentina, ha sviluppato un intero curriculum a partire dalle cinque collane, e dice di aver appena iniziato a scoprirne le possibilità.


Tornati nella loro scuola, i bambini, che hanno già imparato cosa sono le collane e come costruirle, usano il computer per comunicare con Baques.


Grazie ad un ambiente di classe virtuale in Internet (Blackboard), Baques attraverso la chat, spiega ai bambini come mettere i numeri su un foglio di calcolo, usando Excel, oppure fare grafici e disegni utilizzando una lavagna virtuale. I numeri allineati sul foglio di calcolo formano schemi diversi, resi ancora più evidenti se l’insegnante colora righe e colonne.


La classe virtuale, altra parte del sogno di Baques, riserva altre possibilità: con la collaborazione dell’artista Richard Grosvenor grazie alla lavagna virtuale, come per magia appare sul video dei bambini e, un paesaggio marino che i bambini riempiono con uccelli, barche, onde e un enorme sorridente sole splendente.


Il curriculum “Le collane di Newport” è suddiviso in quattro fasi: scoperta, creatività, produzione e comunicazione.


Nella fase di scoperta, il bambino impara cosa sono le collane e come costruirle, con il supporto dell’insegnante, che interviene per correggere, per formare altri schemi, assegnare colori, e cosi’ via.


Nella seconda fase, creatività, i bambini imparano il concetto più complesso, ovvero che i numeri possono essere utilizzati al posto di qualcos’altro, ed è qui che decolla l’idea di Baques.


“Ci sono quattro passaggi nella seconda fase che aumentano la libertà della composizione”, spiega Baques.


Nel primo passaggio, l’insegnante definisce il codice, sostituendo ad ogni numero della collana una parola, una nota o un colore a seconda della lezione. Nel secondo passaggio viene lasciato al bambino una certa libertà di definire il codice, infatti mentre i valori da 1 a 7 sono prefissati, l’8 e il 9 sono “jolly” e possono assumere il valore voluto dai bambini. Successivamente i bambini decidono il proprio codice e cominciano a comporre la propria melodia, o colore o poema.


Il sistema si presta alle più insospettabile analogie nelle scienze naturali e negli studi umanistici.


Attraverso le Collane si possono modellizzare un gran numero di eventi e situazioni, fornendo a chi apprende un prospettiva sistematica che facilita la comprensione. L’uso consistente del sistema sviluppa un linguaggio concettuale in cui è possibile tradurre le idee più diverse, facilitando la loro interrelazione. Persino alcune idee complesse quali quelle sulla teoria della relatività di Einstein trovano in questo linguaggio concettuale il modo di arrivare nelle menti di chi apprende.


“Non ci sono limiti a quello che si può estrapolare”, spiega Baques.


Baques, ha persino immaginato di utilizzare le collane per applicarle alle scienze sociali. Partendo da due numeri per fare una collana. 1 e 8, fanno 9, 9 e 8 fanno 17 che diventa, 8, ovvero 1898, un anno-collana. Che cosa e’ successo quell’anno? Le possibilità diventano infinte, e Baques ammette che a questo punto, la matematica non è più importante, è solo un modo divertente di imparare la storia e di imparare che ogni cosa è collegata.


Nella fase di produzione, i bambini trasferiscono la loro collana sul computer e imparano a programmarla in Excel. In questa fase, il modello richiede una ulteriore fase di apprendimento al computer. Nell’ultima fase, quella di comunicazione, i bambini diventano insegnanti e spiegano quello che hanno imparato ad altre classi.


“Mi piacerebbe vedere gli adolescenti insegnare ai bambini”


Baques ha già insegnato le collane a molti bambini a Rhode Island e spera che questo messaggio possa diffondersi: ha lanciato la sua proposta e la lista di quelli che l’adottano continua ad aumentare.


Pablo J Baqués
pbaques@hotmail.com
Tel(401) 855-8710
70 Carroll Ave. #902 – Newport RI 02840 – USA

The Necklaces of Newport – Los Collares de Newport – info:

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Story in Newport This Week of Nov 24 2004

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