Con il bonus docente non è possibile acquistare uno SmartPhone, lo sappiamo tutti. Quello che non tutti sanno è che è invece possibile acquistare un Phablet, cioè un piccolo tablet da 7″ che telefona!

Il mondo dei Phablet, TabPhone o Teletablet è popolato da telefoni con lo schermo più grande di 5 pollici. I prodotti più noti sono il Galaxy Note e l’iPhone Plus che però hanno lo schermo ancora piccolo se rapportato ai veri tablet da 7 pollici.

Sono proprio i Phablet da 7 Pollici (tablet con funzione telefono) ad essere disponibili, ad esempio, su Amazon.it per l’acquisto con la carta del docente. La dimensione da 7 pollici può sembrare imbarazzante per fare una telefonata in pubblico, effettivamente è grossino; ma si tratta di un terminale ideale per la scuola. Lo schermo grande ci aiuta non poco nella navigazione, nella gestione del registro elettronico e nella gestione della posta elettronica, quei 2 o 3 pollici in più ci trasformano il telefono in un tablet davvero facile da usare.

Paradossalmente l’utilizzo a scuola è perfino più discreto:  vedere un docente armeggiare sul suo smartphone fa sempre storcere il naso, colleghi e allievi penseranno sicuramente ad un passatempo sui social e non certo ad un inserimento di voti; mentre, nel vederlo maneggiare un tablet da 7 pollici – che non sembra certo un telefono – nessuno avrà dubbi sull’utilizzo consono dello strumento (registro, lezioni, elearning, ecc…)

Un telefono da 7 pollici non è poi neanche così scomodo da usare: si telefona certamente con una sola mano, sta comodamente nella tasca della giacca del prof e nella pochette (borsona!) della prof, in auto funziona con il Bluetooth, insomma sta stretto solo nella tasca dei jeans ma per il resto l’usabilità e lo stile sono nettamente superiori ad un telefono normale. Io ne uso uno da diversi anni ed è veramente comodo.

Infine il Teletablet è un vero affare: su Amazon, per il bonus docenti, troviamo almeno 4 modelli dai prezzi decisamente economici e dotati, perfino, di doppia SIM

Il migliore è sicuramente l’Huawei dotato di caratteristiche degne di SmartPhone dal prezzo quasi doppio; ma anche gli altri modelli offrono un eccellente rapporto qualità/prezzo. La minore miniaturizzazione del dispositivo abbassa sensibilmente i costi di questi prodotti.

Anche per gli studenti i Teletablet sono una ottima alternativa ai classici SmartPhone: costano la metà di uno SmartPhone e sono utilizzabili come tablet a scuola.

www.associazionedschola.it/blog/il-fantastico-mondo-dei-teletablet

 

 

 

 

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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