Davvero non siamo polli?

Repubblica del 19 ottobre 2005 pubblica una vignetta di Bucchi assolutamente stupenda.
vignetta di Bucchi.
Ne sono possibili almeno due letture. Una è evidente, ed ironizza sull’incapacità  di rispondere in modo davvero efficace e rassicurante all’emergenza sanitaria (o mediatica?). L’altra, forse non nelle intenzioni originarie dell’autore, mi ricorda un personaggio che mi sono, ahimé, rassegnato ad incontrare – sotto spoglie di volta in volta diverse, ma portatore sempre dello stesso ieratico messaggio – pressoché tutte le volte che si discute a proposito dell’uso delle TIC in qualsiasi contesto e con qualsiasi scopo, l’opensourcista-integralista-qualsivogliacosista, che, spesso con un sorriso sarcastico sulle labbra ed l’espressione un po’ snob di chi fa parte del gruppo di eletti che conoscono la panacea metatecnosociocultintelletglobosolidfinale, interviene e fa esattamente la proposta riportata nella vignetta, in genere negli stessi termini apodittico-totalitari.

La scienza negata

Oggi, martedì 5 ottobre alle ore 15 presso il Salone d’onore della Fondazione CRT il prof essor Enrico Bellone, terrà  una conferenza intitolata “La scienza negataâ€?. Gli incontri sono aperti a tutti e si rivolgono in particolare agli insegnanti e agli universitari

Bellone dirige le riviste “Le Scienze” e “Mente&Cervello”. Tra le sue pubblicazioni figurano “Il mondo di carta” ( Mondadori EST 1976 e MIT Press 1980, 1982 ), “Il sogno di Galileo” ( Il Mulino, 1980 ), “Spazio e tempo nella nuova scienza”, (Nuova Italia Scientifica, 1994 ), “I corpi e le cose” ( Bruno Mondadori, 2000 ), “La stella nuova” ( Einaudi, 2003 ), “Opere scelte di Einstein”, 2° ed., Bollati Boringhieri 2004 ), “Caos e armonia. Storia della fisica” ( 2° ed.,Utet 2004 ), “La scienza negata. Il caso italiano” (Codice, 2005 ).

Per ulteriori info, vistita il sito

Io se fossi Dio…

Anche quest’anno ho introdotto il corso di “Filosofiaâ€? con la visione di “Matrixâ€?. C’è dentro tutto, in una sorta di déjà  vu visivo (che peraltro nel mondo di “Matrixâ€? è sintomo di un’imperfezione nel programma stesso di simulazione della realtà ): dal sacrificio di Socrate al mito della caverna di Platone, dalla meraviglia aristotelica al dubbio cartesiano sulla realtà , dalla distinzione tra realtà  ed apparenza in Kant e Schopenhauer al nietzschiano amor fati, dallo Zen alla rivoluzione marxista, dalla Bibbia allo spaesamento di Alice, fino alle neuroscienze contemporanee. Attraverso la tematizzazione del rapporto reale/virtuale, necessità /libertà , fisico/metafisico, mente/corpo, ragione/emozione, spazio/tempo, dell’Amore come via verso l’Assoluto, del problema della verità , della felicità , della natura dell’uomo, della tecnica, della conoscenza (e molto altro ancora, che si può trarre ad esempio dalla recente pubblicazione italiana “Dentro la matriceâ€? e da molte altre iniziative di carattere europeo). Ma, soprattutto, la centralità  della Domanda.
“Matrixâ€?, però, piace agli studenti perché si tratta di un epico videogame postindustriale – che pertanto appartiene a quel mondo effimero dell’immagine e della simulazione che vorrebbe stigmatizzare – e sprigiona, ovviamente, un appeal con il quale la Scuola difficilmente può competere. Un decisivo spartiacque generazionale separa infatti da secoli di filosofia scritta e tramandata questi studenti, cresciuti nella disinvolta abitudine a gestire la possibilità  umana di “creazioneâ€?, l’ambiziosa opzione di scelta “diventa Dioâ€?, che non a caso ha fatto pubblicamente capolino proprio nelle storie spaziali e marziali dei videogiochi. Leggi tutto “Io se fossi Dio…”

Laboratori di informatica: suggerimenti?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Renata Campini sul problema del supporto tecnico per i laboratori di informaticanelle scuole. Leggendo e commentando il suo intervento chissà  che non ne esca qualche buona idea o suggerimento?
Popi

Sono un’insegnante di scuola elementare che è stata distaccata per 10 anni su un laboratorio d’informatica.

Attualmente sono tornata in classe, poiché hanno tagliato il mio posto.

Problema: in questi 10 anni abbiamo creato in scuola 3 laboratori di
computer, forse ne realizzeremo un quarto (Due per plesso), un
laboratorietto nella materna, due scuole completamente cablate con LAN interne e collegamento a Internet, in un plesso inoltre vi sono due computer in rete per ogni classe con collegamento a Internet.

Adesso che sono rientrata in classe la situazione è ingestibile poiché i
computer sono troppi e non abbiamo “tecnici�, a parte un contratto di
assistenza per la parte hardware che firmeremo da gennaio, il cui conto per gli attuali 70 computer è già  abbastanza salato

Le colleghe sono giustamente spaventate di andare in laboratorio senza nessun supporto ed in effetti il rischio che i computer vengano resi inservibili in poco tempo è alto.

Non vi è la possibilità  di creare accordi con le scuole superiori, perché ci
diano una mano o tramite del loro personale in più, se ne hanno, o tramite un progetto che coinvolga i ragazzi?

Questa situazione tra l’altro non riguarda solo la mia scuola elementare, anche se in questo caso il numero dei computer è forse più alto del solito.

La rivista può suscitare un dibattito su questa incongruenza, cioè di dover giustamente insegnare informatica, di avere anche scuole attrezzate, ma di non avere il personale tecnico che possa supportare il lavoro didattico delle insegnanti? Obiettivo: inventare una soluzione credibile per non sprecare quanto speso in finanziamenti e energie e …. passione!

Grazie per gli eventuali suggerimenti

Un saluto

Renata Campini

SMAU 2005 : “Non si accettano richieste inoltrate via posta elettronica”

Gli abituè dello SMAU se ne sono già  accorti: l’ex fiera dei mobili per l’ufficio, diventata poi la fiera delle nuove tecnologie sta perdendo il piglio tecnologico e innovativo. E’ paradossale che, sul sito della fiera, ai giornalisti sia richiesto l’accredito via FAX con un messaggio perentorio: “Non si accettano richieste inoltrate via posta elettronica”. Pieno oscurantismo?
Non è un caso che negli ultimi 4 anni il motto dello SMAU è stato sempre il seguente: “meno ingressi liberi (ragazzini con zainetto) e più accessi professionali per aiutare il Busine$$, quello vero!” e non è un caso che da allora la fiera perda colpi, perda espositori e perda il supporto dei media (radio e televisioni).
I baroni dell’informatica anni ’80 non hanno capito che i ragazzini sono il vero motore delle ICT e delle innovazioni, se oggi girano con lo zainetto e comprano schede video e joystick nel giro di qualche anno saranno già  al lavoro con i loro pc portatili e con i loro server domestici. La passione per le nuove tecnologie si esaurisce entro i 20 anni, poi diventa lavoro. Le grandi aziende “consumer” lo sanno: il business dei grandi numeri lo fanno le orde di ragazzini e un investimento di pochi anni vale bene il successo di un settore.
Leggi tutto “SMAU 2005 : “Non si accettano richieste inoltrate via posta elettronica””

Opencontent

Ho scritto un paio di pezzi sul tema dell’open content. Il primo a stampa, sulla rivista del CIDI, Insegnare, consultabile in www.noiosito.it/licdig.htm e l’altro su Pavone, in www.pavonerisorse.to.it/pstd/knoright.htm. L’argomento è molto interessante, ed è stretta la sua connessione, logica e socioculturale con l’opensource. Per molti aspetti, anzi, l’open content è perfino più significativo ed importante per la scuola.

Fare cose con le parole

Occorre fare attenzione alle trappole che il linguaggio ci prepara perché il mondo delle parole è caratterizzato da arbitrarietà  e da inadeguatezza rispetto al mondo delle cose. ”
J. L. Austin, “Come fare cose con le parole�

A un malato grave i medici fanno sapere che non sono in grado di aiutarlo poiché non sanno diagnosticare la sua patologia. Viene interpellato un luminare della medicina che dopo un’occhiata frettolosa sentenzia: “moribundusâ€?. Alcuni anni più tardi l’uomo va a trovare lo specialista per ringraziarlo: “I mediciâ€? gli dice “mi avevano comunicato che avrei avuto la possibilità  di cavarmela se lei avesse potuto diagnosticare la mia malattia e nel momento in cui lei ha detto “moribundusâ€? ho saputo che ce l’avrei fattaâ€? (B. Skorjanec, “Il linguaggio della terapia breveâ€?, Ponte Alle Grazie, Milano 2000, p. 26).

Questa storiella Leggi tutto “Fare cose con le parole”

Tecnologie dell’essere-in-relazione

Educare ai media significa forse soprattutto educare alla “nuova idea di cittadinanza che i media stanno contribuendo a costruireâ€?: l’obiettivo principale di un’alfabetizzazione ai nuovi media è pertanto quello di educare persone che apprendano – oltre a conoscenze informatiche – soprattutto strumenti di riflessione e critica verso i media stessi, e che siano in grado di sviluppare capacità  di metacomprensione dei messaggi che ricevono quotidianamente, crearsi punti di vista alternativi, selezionare e comprendere i linguaggi della comunicazione sociale contemporanea.
Tali considerazioni, centrali per il mondo della scuola, risultano ancor più evidenti nei contesti di isolamento coatto. Il messaggio prezioso che si ricava, ad esempio, dall’analisi dell’utilizzo delle TIC in situazioni carcerarie va per l’appunto nella direzione dello smascheramento dell’equivoco tecnocentrico, che mi pare l’obiettivo polemico di alcuni dei messaggi raccolti in questo blog: la vera anima della Rete è il desiderio degli individui a comunicare, che li conduce a ingegnarsi con autentica creatività  per raggiungere lo scopo, prescindendo per quanto possibile da una dotazione tecnica adeguata sia in termini di gestione della connettività  sia relativamente agli strumenti in possesso. Leggi tutto “Tecnologie dell’essere-in-relazione”

Lettera aperta

Stefano Maulini ci sengala a lettera aperta del collega Antonio Marraccini, docente di chimica presso l’Istituto Tecnico “Da Vinci” di Borgomanero, rivolta a tutti gli operatori della scuola.
Ci pare importante segnalarla sul nostro blog, la trovate qui

Messaggi in bottiglia

Dopo due anni che scrivo in “solitudineâ€? su “INCROCIâ€? ecco che con il blog compaiono i primi messaggi in bottiglia che affiorano dal mare della Rete…una bella emozione. Vi ringrazio.
Mi piacerebbe sapere da Giulio in quale contesto didattico ha utilizzato i miei articoli e, ovviamente, quali sono le sue considerazioni.
A proposito di ciò, mi aggancio anche a quanto scritto da Paola per comunicarvi che i miei articoli in rubrica sono in via di rielaborazione e man mano segnalerò, sulla home page del sito e in questo blog, quando le diverse sezioni saranno riorganizzate. Per ora vi propongo di avviare il confronto sull’incrocio tra TIC e processi di apprendimento iniziando da uno dei nodi centrali: l’utilizzo dell’immagine in movimento e del video interattivo. Le sfaccettature teoriche sono molteplici, dall’affermarsi della postmodernità  agli esiti del socio-costruttivismo, e le ricadute didattiche altrettanto variegate. Ho raccolto attività  e riflessioni – generate anche all’interno della rete “Dscholaâ€? – nella sezione della rubrica dedicata a “TIC E IMMAGINI IN MOVIMENTOâ€?. Mi piacerebbe continuare uno scambio su questi argomenti, raccogliendo i vostri pensieri e le vostre esperienze.

Laura Casulli