Bilancio del 2001:/2 le riforme

A prescindere dal blocco della riforma dei cicli, il governo ha avuto troppo poco tempo per avviare un vero e proprio programma di riforme. Ma non e’ rimasto immobile, anzi. Per quanto riguarda il personale, il
ministro Moratti ha realizzato con fermezza quella che si puo’ finora giudicare come la sua azione piu’ riuscita: quella di stabilizzare la situazione di ben sessantamila docenti, limitando in misura consistente il fenomeno del “carosello delle cattedre”.

Ha poi generalizzato con la Finanziaria la possibilita’ di ottenere notevoli incrementi retributivi per i docenti disposti ad aumentare l’orario di servizio.

Meno convincente (e meno condivisa) e’ sembrata invece la
decisione di inserire nella legge finanziaria – cioe’ in un contesto normativo blindato – la riforma della composizione delle commissioni d’esame di maturita’. Riforma che, da sola, non appare destinata ad
assicurare una migliore qualita’ ed affidabilita’ degli esami.

Sul versante dell’azione amministrativa, il ministro ha mostrato di voler rendere piu’ snella l’azione dell’apparato burocratico. In questa direzione va, almeno teoricamente, la decisione di unificare i
due dipartimenti (per lo sviluppo della scuola e per il territorio) in uno solo, e quella di ridurre da sette a quattro le direzioni generali centrali.

Tratto da lunedì 31 dicembre 2001



Pubblicato su Pubblicato su: