Dal gioco al codice: il pensiero computazionale nelle aule di I.C. Settimo Gobetti

Le classi 2A, 2B e 2C delle scuole medie di Settimo hanno da poco concluso il progetto “Programmo e Invento”. L’obiettivo? Far capire ai ragazzi che il computer non è solo uno schermo da subire passivamente, ma uno strumento da comandare.

Per farlo, abbiamo portato in classe Scratch, un linguaggio di programmazione a blocchi visivi. I ragazzi, abituati a usare app dove tutto è già pronto e immediato, si sono scontrati con un linguaggio di programmazione che fa esattamente quello che gli dici. Se sbagli un’istruzione, il programma semplicemente non funziona.

Dopo i primi momenti di difficoltà gli studenti hanno iniziato a usare la logica computazionale, hanno imparato a cercare l’errore nel loro codice e a risolvere i problemi un pezzo alla volta, capendo come comunicare con la macchina.

Alla fine delle ore a disposizione hanno creato i loro piccoli progetti interattivi, ma il vero risultato è un altro: hanno capito che l’informatica non è magia, ma puro e semplice esercizio di problem-solving.