Più è meno: soluzioni in cerca di problemi

Dieci anni fa Giovanni Bonaiuti ha dedicato al tema addirittura un intero libro, ora per altro disponibile al download gratuito.

E da allora sono proliferati i tutorial a proposito delle relative App – come si dice adesso -, in inglese, ma anche in italiano.

Sto parlando dei video interattivi come risorsa didattica. La convinzione della loro utilità è sostanzialmente indiscussa, che li si coniughi con la flipped classroom, o (in modo decisamente più sensato) con la necessità di non ridurre l’erogazione emergenziale dell’istruzione a videoconferenze più o meno spacciate per lezioni.

E sono anche proliferati gli ambienti per annotare i video; a VideoAnt, infatti, si sono aggiunti EdPuzzle, Ted Ed, Vibby, Timelinely, Yinote e Islcollective Video Lessons. [Hai visto bene, non ci sono i link: se vuoi raggiungere i diversi accrocchi, basta che li cerci con un motore di ricerca, magari DuckDuckGo. Ma fai uno sforzo: vai avanti nella lettura prima di scatenare la tua caccia alla novità]. E probabilmente altri che non abbiamo elencato.

Sappi che ci sono soluzioni davvero varie, anche se tutti si fondano sull’inserimento dell’URL del video su cui si intende lavorare (qualcuno accetta solo quelli di YouTube, altri sono più ecumenici) e sulla sua riproduzione in streaming su un proprio player: sono quindi pienamente rispettosi del copyright.

Tutti permettono la condivisione con i destinatari finali del lavoro di un altro URL, che lo rende attivo e fruibile e i più raffinati forniscono anche un codice per l’incorporamento in una risorsa di rete autonoma.

Qualcuno, poi, integra questi elementi con l’organizzazione di una classe virtuale e l’assegnazione ai suoi componenti dei contenuti prodotti. E quindi permette, per esempio, il tracciamento delle risposte date dai singoli destinatari alle domande poste da chi ha realizzato il video interattivo.

Già, la sola forma di interazione davvero chiara è questa, in forma aperta e a scelta multipla. Come vedrai, non mancano il riordinamento di frasi o la ricerca di corrispondenze e così via. Il contenuto del video, insomma, è concepito come esposizione su cui condurre delle verifiche.

Ma ci sono anche altre modalità: chi interviene sul video originale può sempre scrivere testo, che in vari casi può anche contenere dei link attivabili; un ambiente consente pure l’inserimento di immagini e di registrazioni audio-visive originali, realizzate con microfono e webcam.

Quanto alla forma di erogazione del filmato, sono sostanzialmente previste due fattispecie: il flusso senza interruzioni, oppure l’arresto (automatico o per scelta del destinatario) in corrispondenza delle annotazioni.

Un ambiente dà la possibilità di isolare e proporre al destinatario segmenti selezionati da più video, un altro una struttura di lavoro fissa (dai prerequisiti per la fruizione, alla discussione, alle conclusioni) che l’autore degli interventi può riempire di contenuti e di stimoli.

Hai già abbandonato l’articolo per partire con la ricerca delle App? No? Benissimo. Prima di farlo, infatti, devi ancora riflettere su un aspetto dirimente: proprio la superficialità con cui ti ho descritto le varie possibilità operative (tipologia di contenuti, ma non di impieghi) testimonia chiaramente che manchiamo di una definizione autenticamente significativa e articolata del concetto di interattività con i video.

Non è un caso che i citati tutorial (lo potrai verificare tra poco) siano tutti orientati al funzionamento del meccanismo presentato: gli esempi sono per lo più prodotti privi di senso, realizzati in modo frettoloso e senza un qualsiasi filo logico che possa anche solo far supporre un’autentica efficacia didattica.

Diciamolo meglio: siamo privi di una visione condivisa dell’interattività di secondo livello. Perché quella del primo tipo la conosciamo e pratichiamo quotidiamente: è l’immersione individuale e collettiva nel flusso audio-visivo.

Qualche precedente, però, lo abbiamo vissuto.

La modalità cineforum prevede infatti l’emersione e il dibattito alla fine della proiezione; quella videoregistratore (ed eredi, fino alla LIM) a scuola la – ripetuta – messa in pausa da parte dell’insegnante e commenti, domande e stimoli in parte preparati in parte estemporanei (alzi il mouse chi ha fatto qualcosa del genere senza suscitare vivaci proteste!).

Cosa spiega questa carenza strutturale? Sul piano intellettuale, la possibilità di scomporre in modo puntuale ed eventualmente puntiforme un aggregato culturale nei fatti fruito e considerato come unico e indivisibile non ha ancora un riscontro consolidato e quindi non vi è un patrimonio a cui fare riferimento.

Anche se la gran parte delle operazioni che abbiamo elencato nei paragrafi precedenti sono tecnicamente dei collegamenti, dei link, infatti siamo di fronte a una situazione molto diversa da quella dell’ipertestualità, che si è rivelata invece fin da subito molto potente ed efficace, in termini sia sintattici sia semantici, in quanto arricchimento senza soluzione di continuità cognitiva e culturale di note, citazioni, indici e rimandi bibliografici, lascito che ha contribuito a rendere più chiaro il passaggio.

Insomma, anziché esporre gli allievi a patchwork controproducenti, noi adulti dobbiamo sperimentare, costruire e condividere in prima persona una cassetta di attrezzi interattivi dotati davvero di senso logico e significato formativo e quindi capaci di assegnare alla dimensione audiovisuale non una funzione dispensativa e banalizzante (il filmato – magari “pasticciato” con un po’ di legami associativi – che sostituisce il libro, il testo), ma il compito di aiutarci a cogliere, distinguere, rappresentare e apprezzare la complessità dei saperi.

[Ora (e solo ora) hai l’autorizzazione a cercare gli aggeggi citati].

Multinclude partecipa a Handimatica 2020

HANDImatica 2020

Handimatica è lo storico appuntamento per chi si occupa di disabilità e ausili: la fiera che tradizionalmente si svolge a Bologna ogni due anni, non ha voluto mancare il suo appuntamento e quest’anno si svolge online dal 26 al 28 novembre 2020.

In questa dodicesima edizione di Handimatica un’ampia proposta di webinar di approfondimento, con al centro i quattro temi portanti :

  • lo smart working per le persone con disabilità,
  • la trasformazione della scuola tra DaD (Didattica a Distanza) e Didattica inclusiva Integrata con il Digitale
  • l’anziano fragile ai tempi del Covid-19
  • le tecnologie nei centri per disabili adulti.

L’Associazione Dschola, ha partecipato ad alcune edizioni di Handimatica in partnership con la Scuola Pertini di Ovada, che tradizionalmente presentava le edizioni del proprio Quaderno, grazie all’attività instancabile del prof. Pietro Moretti.

Ad HANDImatica edizione 2020, parteciperemo presentando i risultati del progetto Multinclude ed in particolare la Matrice per l’inclusione, uno strumento disponibilie gratuitamente per le scuole che permette di autovalutare la propria inclusività su sette dimensioni e quattro aree. Uno strumento utile per avviare una riflessione organizzativa, che coinvolge insegnanti, studenti e anche il rapporto con la comunità a cui la scuola appartiene.

Da oggi 25 novembre è possibile iscriversi ai nostri Workshop online con il seguente calendario:

Giovedi 26 Novembre dalle ore 16,30 alle ore 17.30

Venerdi 27 Novembre dalle ore 15.30 alle ore 16.30

Sabato 28 Novembre dal,le ore 11.30 alle ore 12.30

Sabato 28 Novembre dalle ore 15.30 alle ore 16.30

Open Education & Cooperative Learning

Open Education e cooperative Learning

Segnaliamo questo workshop per sperimentare la metodologia dell’apprendimento cooperativo e l’utilizzo delle risorse educative aperte (OER), attraverso la presentazione degli output del progetto ALL-INCLUSIVE SCHOOL, cofinanziato dal programma Erasmus+.

Durante il workshop sarà possibile testare All-in Social Books Creator, una web app progettata per la realizzazione e la condivisione di risorse digitali aperte e accessibili.

QUANDO: mercoledì 2 dicembre 2020

Programma

14:30 INTRODUZIONE
Margherita Dalla Casa – Coordinatrice Progetto Erasmus+ ALL-INCLUSIVE SCHOOL

15:00 WORKSHOP SULLE METODOLOGIE INCLUSIVE e COOPERATIVE
(Dall’ALL-IN TEACHER KIT – Guida dell’insegnante inclusivo) 

Presentazione di due casi di studio su metodi inclusivi e cooperativi di insegnamento e di valutazione ed esercitazione pratica.
Giacomo Vincenzi – docente esperto in tecnologie digitali

16:00 SOCIAL BOOKS CREATOR
Presentazione e workshop hands-on su una web app progettata per la produzione e la condivisione di risorse didattiche aperte, inclusive e accessibili, create applicando i principi del cooperative learning.
Paolo Martinelli – Presidente Cooperativa Archilabò

17:00 CALL FOR PAPERS “Open Education & Cooperative Learning
Presentazione dei contributi realizzati con SBC su Didattica a distanza, new technologies applicate all’apprendimento, inclusione e accessibilità, in risposta alla Call for Papers lanciata nell’ambito del progetto.

DOVE: Evento online

Clicca qui per iscriverti: ISCRIZIONE entro il 29/11/2020 ore 14:00!

E’ consigliato il collegamento da PC o tablet, in quanto l’evento prevede sessioni interattive!

Scarica la locandina dell’evento.

INOLTRE!!! Fino Al 29 Novembre è possibile partecipare alla Call for papers, https://allinclusiveschool.eu/it/2020/10/22/call-for-papers/

Si invitano docenti, educatori/trici e tutti/e coloro che a vario titolo si occupano di tecnologie per la didattica, apprendimento cooperativo, open education e risorse educative aperte a partecipare alla scrittura di
contributi destinati ad essere selezionati e presentati nella cornice dell’evento: OPEN EDUCATION & COOPERATIVE LEARNING

DEADLINE29 novembre 2020, ore 13:00

Scarica la locandina della Call.
Scarica il regolamento completo per partecipare.

Approfondisci

Scopri All Inclusive School

Visita il Sito del Festival della Cultura Tecnica 2020

ECoScienza Europea

Il rapporto uomo_ambiente è sempre stato un tema importante per tutti, sopratutto per gli studenti del “Fridays for Future” che negli ultimi anni hanno risvegliato una nuova coscienza ambientale. Con una due giorni di convegno ON LINE, il mondo della scuola e della ricerca si interroga su una nuova e-coscienza europea, con un convegno divenuto un appuntamento
nazionale grazie alle tecnologie informatiche.

Le due giornate del convegno “ECoScienza Europea”, organizzato dall’Associazione Subalpina Mathesis, Sezione Bettazzi di Torino, in collaborazione con enti di ricerca, istituzioni, atenei, e con il supporto della Compagnia di San Paolo, vedrà autorevoli relatori dibattere sulle più importanti problematiche riguardanti il nostro pianeta, che la pandemia ha ulteriormente messo in risalto e che l’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco ha voluto affrontare in maniera olistica proponendo strade e processi da avviare per salvaguardare il pianeta e gli uomini che la abitano. Il Convegno scientifico vuole essere un contributo all’Italia che riparte a sostegno dell’economia verde cercando di coinvolgere il mondo della ricerca, della produzione e della scuola. Sarà interamente on-line, dedicato principalmente agli studenti ma aperto anche a tutta Italia in collegamento attraverso la piattaforma Youtube e verterà sui diversi temi: il rapporto uomo natura in relazione ai cambiamenti climatici, l’etica della sostenibilità all’interno di una azienda, il piano europeo per il rilancio e l’economia verde, l’inquinamento nei mari, la fusione nucleare e il riciclo della CO2.

La due giorni di convegno, che vedrà la base tecnica all’Arsenale della Pace di Torino e con i partecipanti che potranno seguire via piattaforma digitale, conclude una serie di eventi culturali e educational nell’ambito dell’iniziativa MAT-TO. Iniziati il 22 ottobre scorso, gli eventi, con laboratori di matematica e fisica, sono proseguiti fino al 13 novembre, con una gara di matematica che ha visto la partecipazione di oltre 1000 studenti e pubblico via web da tutta Italia.

E’ una rivisitazione della tradizionale “Festa della Matematica” , che l’Associazione Subalpina Mathesis organizza ogni anno, e che quest’anno, via web, ha organizzato nell’ambito dell’iniziativa educational di MAT-TO (Matematica, Ambiente e Tecnologia a Torino).

Appuntamento giovedi 26 e venerdi 27 novembre, con conferenze e incontri aperti alle scuole.

La diretta streaming sarà disponibile dal sito web www.mat-to.it

Ben tornata Rete Didattica!

Vecchio laboratorio con rete didattica del ITI Majorana e vecchia scuola di montagna di Cumboscuro

Nella foto uno dei primi laboratori dotati di rete didattica, esposto a Smau 2000 nello stand del MIUR con sullo sfondo la scuola di montagna di Coumboscuro

La Didattica a Distanza è tornata come protagonista del nuovo anno scolastico. Tra sostenitori e detrattori, allo stato attuale rimane l’unico modo per “fare scuola”. Lungi dal voler dare un giudizio che rischierebbe di scivolare nel “bene-male”, in questo breve contributo vorremo definire alcuni punti chiave che ci permettono di dare una lettura del fenomeno, se utilizzato in modo corretto.

Con l’avvento del Covid-19 il mondo è cambiato: la scuola si è spostata nelle case, il lavoro si è trasformato in smart working. Se quest’ultimo è destinato a modificare il mondo del lavoro del prossimo futuro (al netto di costi-prestazioni), per la scuola è diverso. Molti parlano di un ritorno alla “vera” didattica, ovvero quella in presenza, di contatto…tutto vero ma anche la DAD ha degli aspetti efficaci, a patto che sia utilizzata in modo corretto.

Come deve comportarsi un docente che vuole fare DAD?

Non vogliamo qui elencare le regole da seguire (collegarsi alle videolezioni con 5’ di anticipo, chiudere il collegamento dopo gli studenti, ecc.) ma cercare di fare il punto sul momento formativo. Cosa deve fare il docente per aiutare ad apprendere i suoi alunni? In prima battuta diremmo: non deve solo insegnare….

Vediamo come.

1 – Didattica del gessetto, ossia nuova vita alla DidaNet

Qualcuno sicuramente ricorderà la buona e vecchia DIDANET (anche IDMNET, DIDASOFT, ITALC, …) nei laboratori di informatica, “diavoleria” che permetteva di poter vedere contemporaneamente quello che facevano gli studenti sul proprio PC, o condividere il video del docente su quello degli alunni. Era possibile anche proiettare una VHS o un DVD, controllare da remoto i PC degli allievi, parlare in cuffia e perfino oscurare gli schermi. Al tempo questa funzione pareva avere un’aura magica (si parla di circa 25 anni fa), ma oggi la funzione più intrigante di allora – il “gessetto” – torna ad essere utile nella DAD. Tra le varie funzioni, infatti, “passare il gessetto” consentiva di proiettare a tutta la classe il monitor di uno studente, con il suo lavoro: un pezzo di codice, una mappa concettuale, un testo, ecc… oppure consentiva agli studenti a turno di poter lavorare sul PC del docente mentre tutta la classe osservava o collaborava alla riuscita dell’esercizio.

Ebbene con Meet, Teams, Zoom queste funzioni ci sono ancora e possono trasformare in rete didattica una rete geografica sparsa sul territorio! Come? Semplice, durante una videolezione c’è la possibilità di chiedere ad uno studente di condividere il lavoro fatto, un compito o l’elaborato appena assegnato, spostando così il focus dal docente agli studenti. Con la DAD molti docenti hanno pensato che nelle videolezioni si possa solo fare lezione frontale: sbagliato! La lezione frontale può costituire un momento sicuramente fondamentale ma la parte più divertente e magica della lezione è quando lo studente lavora e mostra il suo apprendimento in fieri, argomentando le motivazioni che lo portano a fare delle scelte al posto di altre. E se l’alunno non fa nulla? Semplice, passiamo il gessetto a un suo compagno o chiediamo alla classe di aiutarlo: questo aiuterà lo studente a cambiare atteggiamento e a cercare di essere attivo per le prossime volte.

Basta con una didattica passiva, trasformiamo le videolezioni in attive grazie alla semplice condivisione dello schermo. La richiesta di condividere il proprio spazio di lavoro, la “scrivania” dello studente, ci consente anche di aiutare l’allievo ad organizzarsi meglio, nel tenere ordinato ed efficiente il proprio dispositivo (pc, tablet o volendo anche smartphone) utilizzandolo finalmente per scopi didattici e non solo di intrattenimento. Poter costruire conoscenza in diretta è molto più efficace che guardare, sprofondati nel divano, un prof che parla.

2 – Didattica breve, spiegazioni trailer su contenuti significativi

Se il docente è amante delle lezioni frontali può continuare a farle durante la DAD  ma con alcune accortezze. Il momento di spiegazione deve essere contenuto (max 10’), tenendo conto che tale tempo corrisponde anche alla massima attenzione degli alunni. A chi sembrerà poco, tenga presente che le spiegazioni nelle lezioni in DAD sono decisamene più uniformi che in quelle in presenza dato che non ci sono le micro-interruzioni (a nessuno cade la matita per terra, tutti sono fermi, non si sussurra nulla al compagno, non entra personale esterno nell’aula, ecc.). La spiegazione scorre liscia, ma per essere efficace deve essere breve.

Inoltre il docente deve presentare più stimoli e contenuti in un tempo più breve, non accelerando ma scegliendo quelli più significativi, quelli che stimolano la curiosità e l’approfondimento degli alunni, come se si stesse facendo il trailer di un argomento. Le spiegazioni potrebbero proprio essere definite “lezioni trailer” che trasmettono il nucleo fondante e rimandano ad altro per approfondimenti.

Come stiamo vedendo cambia il modello comunicativo: c’è una leggera accelerazione dei contenuti ma parallelamente bisogna rallentare il modo in cui si susseguono le parole dette. Il docente deve pronunciarle bene, con un ritmo sostenuto ma leggermente più lento rispetto alla lezione fatta in presenza. Questo piccolo accorgimento farà sì che la latenza della rete internet sia azzerata.

Quindi riassumiamo così:

  • Spiegazioni brevi;
  • Contenuti stimolanti;
  • Parole pronunciate con ritmo leggermente più lento

E’ ovvio che la spiegazione, se svolta in questa modalità, non possa essere più il centro dell’apprendimento. 

Cosa manca per completare il percorso? Un buon sistema di organizzazione dei contenuti da erogare, e veniamo così al terzo punto.

3. Modello didattico degli e-campus

Chi non conosce le università online? Ormai sono diffuse in tutto il mondo e la loro fortuna si basa su un modello che viene utilizzato anche dalle università in presenza, il conosciuto e-learning. Il sistema delle università online si presenta come integrato, completo, strutturato e formativo per un apprendimento step-by-step. Questo non significa che l’apprendimento online sia più efficace di quello in presenza ma solo che, se fatto bene, può raggiungere ottimi risultati. 

C’è relazione tra questo mondo e quello della scuola? Molto più di quanto possa sembrare: la DAD per funzionare bene ha bisogno di un buon sistema di e-learning, strutturato a moduli, con obiettivi dichiarati, lezioni, dispense, approfondimenti, test di autovalutazione, ecc. Insomma, tutti gli ingredienti necessari per un aggregatore di strumenti che possa permettere allo studente di fare un percorso formativo, assistito dai suoi docenti curricolari.

Le piattaforme e-learning si sono sviluppate poco dopo le reti didattiche, anticipando il concetto attuale di cloud. Soprattutto agli inizi erano ancora acerbe e incomplete e vennero adottate quasi esclusivamente dagli atenei e dalle agenzie formative. Ora, invece, le piattaforme e-learning sono mature, potenti, efficaci, gratuite, open-source e non soffrono del limite di utenti simultanei tipico delle videoconferenze.

Purtroppo l’emergenza DAD ha spostato l’attenzione quasi esclusivamente sulla videoconferenza, come feticcio tangibile della buona vecchia lezione di una volta; ma, per fare bene la DAD, non possiamo fare a meno di una piattaforma e-learning.

Partendo da questa prospettiva i docenti della scuola curricolare possono compiere un passo avanti: rendere più efficace l’apprendimento, garantendo e potenziando l’inclusività e la personalizzazione. 

Dimensioni, queste, su cui la scuola negli ultimi anni ha investito energie e risorse che, con la DAD intesa non come concetto assoluto ed unitario ma come modalità di fruizione, possono essere implementate. 

I libri sull’apprendimento online e sull’e-learning oggi hanno una nuova vita…

Mattia Davì, Dario Zucchini

Good Morning Torino

Il Team di Coordinamento della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori presenta Good morning Torino, un format rivolto alle scuole di ogni ordine e grado pensato per il periodo faticoso che stanno attraversando: dal 23 al 27 novembre, una settimana di matinée in streaming per arricchire con la ricerca e con incontri nuovi la quotidianità delle lezioni “distanziate” e della Didattica A Distanza.

Giochi, quiz, esperimenti, conferenze e dibattiti proposti dalle ricercatrici e dai ricercatori dell’Università e del Politecnico di Torino, dei Centri di ricerca del territorio e dei Musei cittadini della durata di un’ora circa e suddivisi in tre gruppi dedicati a scuole primarie, scuole secondarie di I grado e scuole secondarie di II grado.

Ulteriori informazioni su www.sharper-night.it/torino.

Programmo anch’io – su LaRicerca Loescher

Molto volentieri segnaliamo l’articolo dei proff. Alberto Barbero e Stella Perrone sull’iniziativa Programmo Anch’io che l’Associazione Dschola realizza da alcuni anni grazie al supporto della Fondazione CRT.

L’articolo oltre a presentare l’iniziativa, presenta i dati relativi alla valutazione fatta dai destinari dell’iniziativa, le scuole del Piemonte e della Valle d’Aosta,

Buona Lettura – sul sito LaRicerca Loescher

Corsi Future Labs Avogadro

L’Avogadro di Torino è uno dei 28 Poli formativi Future Labs in Italia- e ha predisposto alcuni corsi per insegnanti che trovate a questo link. Tutti i corsi Sono gratuiti, per tutti gli ordini di scuola, con iscrizione sul sito e su Sofia.

Fra questi segnaliamo:

 EAS e didattica blended a cura di Enrica Bricchetto

Caccia alle storie, a cura di Francesco Nappi

L’IOT come prassi quotidiana nella Didattica Digitale Integrata a cura di Manuela Mormile e M. Papa

Primi passi verso lo spazio a cura di V. LaRegina e L. Grossi

Il coding va nello spazio con DreamCoder2.0

L’Associazione Dschola in collaborazione con NANORACKS e RINACONSULTING e l’ASI organizzano il 13 novembre alle ore 15 un workshop sulla piattaforma DreamCoder2.0

DreamCoder 2.0 è la proposta di Nanoracks Space Outpost Europe (Nanoracks Europe) insieme a Rina Consulting come risposta innovativa alla domanda per la didattica a distanza con riferimento alle discipline STEM tout-court e in particolare per la programmazione informatica (coding) e le scienze spaziali. Questo strumento permette di avvicinare le giovani generazioni al mondo spaziale: il sistema abilita l’utente alla programmazione in Python di una scheda elettronica con 12 sensori sia a terra sia a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Pertanto, DreamCoder 2.0 permette a tutti l’accesso digitale all’ ISS!
Dschola ha aderito alla proposta per effettuare alcuni test della soluzione proposta. Durante il webinar sarà presentata la piattaforma DreamCoder2.0 e sarò fornito l’accesso ai docenti che partecipano alla sperimentazione. La sperimentazione coinvolgerà anche i tutor del CoderDojo Dschola.

Programma
h.15.00 Apertura e Benvenuto a cura Dschola

h.15.05 DreamCoder 2.0, V. La Regina, Nanoracks Europe, A. Di Mezza, RINA Consulting

h.15.15 Sabrina Ricci, ASI – Le materie spaziali nell’educazione scolastica

h.15.30 Sessione Dimostrativa h.16.40 Riscontro dell’esperienza

h.17.00 Chiusura Lavori


Durante la fase dimostrativa il team di DreamCoder 2.0 permetterà l’utilizzo gratuito adello strumento didattico -DreamCoder 2.0 – in sviluppo e stimolerà l’elaborazione di opinioni informate da parte dei partecipanti principalmente sui contenuti formativi scienze spaziali e programmazione informatica – presenti nella piattaforma on-line

La Locandina dell’evento

Ricordiamo i proff. Pietropaolo e Rigola

Oggi per Dschola è una giornata molto triste: non sono più con noi  due persone che hanno contribuito, seppur con ruoli diversi, a far crescere l’Associazione. Un sentito ringraziamento al prof. Aniello Pietropaolo,  per il suo impegno nel portare avanti le varie attività associative in qualità di nostro referente, prima per l’Istituto Faccio e poi per la scuola Borgogna di Vercelli, che recentemente lo stesso ha voluto tra i soci fondatori.Riconoscenza e stima  per il prof. Franco Rigola, dirigente scolastico per 40 anni dell’ITIS Q. Sella di Biella, scuola fondatrice fin dalla costituzione dell’Associazione, per aver  sempre sostenuto e creduto nel progetto dell’Associazione stessa. Esprimiamo il nostro cordoglio per la loro scomparsa.