DaD anche per i figli dei KeyWorker

Tornano l’emergenza e il ricorso alla DaD (Didattica a Distanza) in molte zone d’Italia, come misura estrema – e tardiva – di contenimento dei contagi.

La Circolare prot. U.0000343 del 4 marzo scorso del Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione del Ministero dell’Istruzione, richiamante una precedente del novembre 2020, spiegava che in caso di ricorso alla didattica a distanza si sarebbero garantite comunque le lezioni in presenza per i figli di genitori occupati in specifiche attività lavorative strategiche, come il personale sanitario.

Dopo alcuni tentativi anche lodevoli di alcune scuole di continuare ad ospitare i figli dei KeyWorker arriva però la precisazione del ministro: Con la nota del 7 marzo del ministero dell’Istruzione viene chiarita la questione della frequenza a scuola in presenza dei figli del personale sanitario e altre categorie di lavoratori “essenziali”.

non trovano applicazione le altre fattispecie richiamate nella nota AOODPIT del 4 marzo 2021, n. 343 e non contemplate nel decreto del Presidente della Giunta Regionale, 5 marzo 2021, n. 33, adottato in conformità al nuovo dPCM, a cui dunque siete pregati di attenervi

La risposta cancella pertanto ogni dubbio e torna a restringere i margini della didattica in prossimità. Ciò implica per i genitori l’impossibilità di appellarsi a questa opportunità, dovendo invece garantire ai figli la strumentazione hardware, software e di connettività richiesta dalle scuole per seguire le lezioni.

trova applicazione unicamente l’art. 43 del DPCM 2 marzo 2021, nella parte in cui dispone: “resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020

Quindi è ancora possibile usare i laboratori e anche svolgere attività per l’inclusione scolastica in presenza; ma, a pochi giorni da una sempre più probabile zona rossa, bisognerà progettare con prudenza gli interventi e chiedersi se servono veramente o se sono solo atti dimostrativi (per dimostrare cosa? e a chi? mi piacerebbe davvero saperlo o almeno immaginarlo).

Voglio essere davvero sincero fino in fondo: in questi giorni ho per altro trovato veramente squallido leggere sui giornali di proteste e titoli tipo “Scuole chiuse; mio figlio dove lo lascio?” “Non sappiamo a chi lasciare i figli“; “Questa casa non è una scuola“.

Cosa fa più male a un fanciullo? Infettarsi con la variante inglese? Seguire lezioni a distanza? O piuttosto sentirsi un pacco ingombrante, da sbolognare da qualche parte? Da recapitare a scuola a farsi re…(oops!) includere per 8 ore al dì?

Una comunità sempre più frantumata di adulti individualisti e utilitaristi allo sbando e una società deteriorata aggrediscono e avvelenano quotidianamente una intera generazione, considerata già dalla tenera età sregolato e indolente impiccio.

Non è la “DAD” il problema principale; e neppure il Covid.

Questo non è (più) un Paese per giovani.

Guida alle Università Online Riconosciute dal MIUR

Segnaliamo su Punto Informatico una utile guida sulle università telematiche che, riconosciute dal MIUR, sono abilitate al rilascio di lauree online e titoli accademici aventi lo stesso valore legale delle lauree dei titoli rilasciati dalle Università tradizionali.

Superati i pregiudizi iniziali le Università telematiche italiane stanno riscuotendo sempre più successo, registrando negli ultimi tempi – grazie anche al Lockdown e alla didattica a distanza nelle scuole superiori – un crescente numero di iscritti.

Non è soltanto un nuovo atteggiamento culturale, per gli studenti lontani dalle grandi e affollate sedi universitarie, ma anche per chi vuole mettere insieme studio, lavoro e una propria attività artistica o professione è una occasione comoda e conveniente.

https://www.punto-informatico.it/universita-telematica-guida-universita-online/

E siamo solo all’inizio… grazie a Internet sarà possibile studiare nelle migliori università del mondo continuando a abitare nel paesino più sperduto.

Safer Internet 2021: Webinar Navigazione Protetta

USR Piemonte, ITI Majorana di Grugliasco,Associazione Dschola e i docenti dell’Equipe formativa territoriale del Piemonte propongono un Webinar nazionale finalizzato alla protezione della navigazione nelle scuole.

11 febbraio 2021 dalle ore 15,00 alle ore 17,00

L’evento rientra nelle iniziative previste per il del Safer Internet Day 2021. Tra le numerose attività previste (media education, workshop, stories) questo Webinar intende completare l’approccio al problema proponendo l’adozione di un semplice filtro gratuito in grado di proteggere la navigazione sia a casa che a scuola.

Trovarsi in classe con un sito vietato, aperto per errore, sui tablet dei ragazzi o sulla LIM può essere davvero pericoloso! Meglio avere un buon filtro in tutti i plessi e saperlo gestire. Ecco allora le indicazioni per fare un gesto concreto per il Safer Internet Day 2021: avere la navigazione protetta in tutti i plessi!

L’iniziativa è rivolta ai dirigenti scolastici, agli animatori digitali, ai responsabili di laboratorio, al personale tecnico, ai referenti per la prevenzione del bullismo e cyberbullismo, ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, agli educatori e alle famiglie e si svolgerà online: collegandosi al seguente link:

https://usrpiemonte.webex.com/usrpiemonte/j.php?MTID=m16b5a5111ab74321f35a53c58b11a6ee

Programma:
15.00 – Saluti Istituzionali e accoglienza
15.10 – Il filtro base con una semplice configurazione
15.20 – Il filtro avanzato con un PC di recupero
16.00 – Il filtro avanzato con un firewall aggregatore
16.20 – PNSD e Safer Internet Stories
16.40 – Considerazioni, domande e risposte

L’evento è aperto a tutti, si ricorda durante l’accesso di inserire correttamente Nome, Cognome ed email personale per poter ricevere l’attestato di partecipazione.

Nota USR Piemonte

Ulteriori info e notizie su:
www.saferinternetday.org
www.istruzionepiemonte.it
www.itismajo.it
www.associazionedschola.it
www.istruzione.it/scuola_digitale/safer_internet_day.shtml

Navigazione Protetta con Open DNS

Asso Dschola è stato per almeno un decennio il firewall open source preferito dalle scuole: grazie alla blacklist dell’Università di Tolosa bloccava i siti per adulti, zeppi di virus, e più in generale tutti quelli non adatti ai minori.

Ora però sono cambiate moltissime cose: la navigazione a “prova di privacy” dell’https ha reso obsoleti i sistemi di filtraggio basati su proxy come Asso Dschola; mentre il GDPR ci invita a mettere al sicuro i nostri profili online, i nostri messaggini social-privati e a difendere con tutte le forze la privacy dei video virali di gattini e tutorial.

Tutta questa giusta attenzione alla privacy, purtroppo, ha distolto l’attenzione dalla navigazione sicura e protetta, che è indispensabile, oggi più che mai, sia a casa sia a scuola. Sul web non ci sono soltanto social network e piattaforme – dotati di codici di autoregolamentazione su cui proprio in questi giorni ferve il dibattito – ma anche siti non adatti ai minori, violenti, infetti e perfino fuori legge.

Le iniziative per tutelare i minori in rete sono per fortuna numerose e il 9 febbraio 2021 si celebrerà il nuovo Safer Internet Day. Purtroppo l’approccio non scende mai sul tecnico: media education, workshop, stories, poesie…: saper usare un filtro no?

Trovarsi in classe con un sito vietato, aperto per errore, sui tablet dei ragazzi o sulla LIM può essere davvero pericoloso! Meglio avere un buon filtro in tutti i plessi o parlarne solo al Safer Internet day? che ne dite?

Ecco allora le indicazioni Dschola per fare un gesto concreto da presentare al Safer Internet Day: avere la navigazione protetta in tutti i plessi!

Leggi tutto “Navigazione Protetta con Open DNS”

Arresti domiciliari agli studenti per riaprire la scuola!

Questa notizia mi ha turbato più volte mentre la leggevo: www.lastampa.it/torino/2020/12/19/news/la-lettera-di-8-presidi-torinesi-a-cirio-individuare-fascia-pomeridiana-in-cui-vietare-gli-spostamenti-degli-studenti-se-non-necessari-per-attivita-sportive-e-formative-1.39678993 incredibile che sia stata pensata una cosa così mostruosa…

Pur di non ammettere l’impotenza e l’incapacità di noi adulti che, con norme, monitoraggi, bandi e cavilli, non siamo stati in grado di risanare gli edifici scolastici insalubri – certo non ci sono abbastanza soldi – che non abbiamo trovato soluzioni nei trasporti – qui qualcosa si poteva fare – e, soprattutto, che non siamo riusciti a fare a meno delle nostre aule pollaio già difficili da gestire anche in periodi normali – nessuno vuole realmente le classi con solo 15/20 allievi, servirebbero il doppio dei docenti e il doppio di scuole per cosa? per il bene dei ragazzini? per poterli seguire meglio? tanto non ci sono soldi facciamogli l’educazione civica così almeno se ne faranno una ragione – consci oramai del fatto che l’età dagli 11 anni in poi è particolarmente contagiosa ecco la proposta indecente: “negare la libera circolazione nelle fasce orarie pomeridiane, permettendo liberamente solo la frequenza scolastica e delle attività sportive all’aperto“. Nella proposta demenziale anche il tentativo di renderla etica e accettabile “garantire lo svolgimento delle attività educative e formative dei nostri studenti, mettendo da parte, in una fase emergenziale transitoria, tutto il resto” come se “tutto il resto“, il loro tempo libero, i loro affetti, la vita stessa degli adolescenti, si potesse mettere da parte in quanto inutile alla crescita dei nostri futuri balilla.

Letta con un minimo di raziocinio la proposta equivale a metterli agli arresti domiciliari! Ma siamo impazziti? Altro che attività utili al “benessere fisico e psichico“. Come se l’essere giovani fosse per i ragazzi una colpa, come se la scuola stessa non sembrasse per molti ragazzi già una prigione. Proprio a scuola dove abbondano i progetti contro ogni discriminazione ci inventiamo la discriminazione per età!

Ecco forse è ora di curare questa follia che pretende di riaprire una scuola scassata ad ogni costo, senza mezzi, in piena emergenza e con gli adulti in totale confusione. Anche perché nessuno sente il bisogno di tornare ai tempi del fascismo dove gli unici obiettivi della scuola erano l’indottrinamento civico e l’esaltazione macista delle attività sportive. No grazie, e magari mai più!

Progetto Multinclude: la parola passa alle scuole

videa del workshop online dell'ISS vallauri

Sta per arrivare al traguardo il progetto europeo Multinclude sull’inclusione (https://multinclude.eu/). Se ne è scritto molto in questo sito. Mettendo  “Multinclude”  nello spazio di ricerca, troverete la storia a ritroso del progetto. In estrema sintesi, Multinclude offre alle scuole idee per rendere concreta l’inclusione, in tutti i suoi aspetti, a 360° e uno strumento per confrontarsi con la propria situazione.

Quattro università, due centri di ricerca e due associazioni  hanno lavorato per tre anni per mettere a punto uno strumento utile alle  scuole per comprendere, valutare e, eventualmente, intervenire, rispetto al livello di inclusione nella propria scuola.   

La raccolta delle buone pratiche o casi

Dschola, con la direttrice Eleonora Pantò , l’anima della partecipazione italiana,  con il presidente Alfonso Lupo, motore dell’organizzazione, è stata molto impegnata su tutto il progetto: la ricerca dei casi  – segnalo Caffelatte di Stella Perrone  e  Scratch for Disability di Alberto Barbero; l’analisi dei casi; l’attivazione della Learning Communiy e del MOOC; la realizzazione dello strumento – nel progetto chiamato Matrice per l’inclusione.

L’analisi dei casi

La Matrice scaturisce dall’analisi delle 70 buone pratiche che il progetto ha raccolto: per ogni caso sono stati individuati gli aspetti più caratterizzanti, gli ambiti di applicazioni, il tipo di destinatari per capire come tali casi potessero essere effettivamente scalabili e trasferibili, a partire dall’analisi del contesto e dell’impatto. Il lavoro di analisi è documentato in un rapporto di ricerca reperibile qui.

La Matrice Multinclude per l’inclusione

La Matrice disponibile qui –  analizza le sette dimensioni dell’inclusione scaturite dall’analisi, organizzate in secondo quattro aree; le dimensioni indagano quali sono le azioni che la scuola mette in atto per essere inclusiva e sono le seguenti:

  • Amministrazione e accesso
  • Interazione sociale
  • Supporto per studenti e partecipanti alla comunità educante
  • Organizzazione della scuola o dell’agenzia educativa
  • Insegnamento, metodi e risorse
  • Attività extra curricolare di sostegno alla comunità
  • Valutazione e Riconoscimento

Le aree sono relative alle modalità con cui le azioni per l’inclusività sono svolte:

  • Sviluppo sociale ed intellettuale
  • Risorse educative
  • Differenze culturali
  • Ambiente scolastico.
l'immagine rappresenta una matrice dove le righe sono le dimensioni e le colonne le aree. Non tutte le dimensioni hanno anche un'occorrenza nelle aree
Una schematizzazione delle dimensioni e delle aree nella Matrice Multinclude per l’inclusione

In sostanza  ogni dimensione, secondo le quattro aree, è sviluppata in 20-25 domande a cui rispondere “sì”, “no”, “non lo so”.

Sono presentate le circa 25 domande relative alla dimensione Ammissione e Accesso
Le domande della Matrice per la dimensione Ammissione e accesso.

Dopo aver risposto alle domande, è possibile riportare le risposte colorando un foglio riepilogativo che produrrà un simil istogramma per capire in quali aree si è più o meno inclusivi.

Un foglio con caselle vuole da riempire dove riportare i risultati delle diverse domande della matrice
Il foglio riepilogativo della Matrice Multinclude per l’Inclusione

E’ disponibile il manuale (in inglese) della matrice.

I workshop sulla matrice con le scuole

A che punto è una scuola rispetto all’ammissione e all’accesso? Rispetto all’insegnamento? Rispetto all’organizzazione? Rispetto a tutte le dimensioni riportate nell’immagine?

Come Associazione Dschola abbiamo registrato l’interesse di alcune istituzioni scolastiche a fare da “pilota” per la valutazione dello strumento che abbimo progettato. Si tratta di tre istituti comprensivi La Morra (CN), Castellamonte (TO), Voltri (Genova), e quattro istituti secondari di secondo grado ISS Avogadro (Torino), ISS Alfieri (Asti), ITIS Vallauri Fossano – Cuneo, ITIS Majorana (Grugliasco – Torino), ITIS Peano, ITIS Galilei.

Prima delle pandemia, nel febbraio 2020 abbiamo svolto un paio di workshop in presenza, lavorando con gruppi di insegnanti, in una modalità di interazione a cui siamo più abituati. Le scuole che fossero interessate a svolgere tali workshop trovano i materiali di supporto sul sito.

I workshop successivi – da ottobre in avanti – si sono svolti online: i partecipanti – di solito gruppi di 15, 20 insegnanti – erano prevalentemente i gruppi  GLI della scuola, ma in quasi tutti i casi, oltre ai docenti di sostegno, hanno partecipato alcuni docenti curricolari.

Il workshop includevano un parte di inquadramento del progetto con un riferimento alle sfide e alle teorie pedagogiche. Poi la parola passava ai docenti che, attraverso un sondaggio, esprimevano i significato che davano loro al termine “inclusione” e quali difficoltà erano presenti nella scuola rispetto all’inclusione.

una "nuvola di parole" in risposta alla domanda "quale parola associ a inclusione"
Un sondaggio realizzato con Mentimeter durante un workshop Multiclude

I termini e le problematiche emerse dai sondaggi erano quasi sempre temi che poi si ritrovano nella Matrice per l’inclusione (es. difficoltà di rapporto con i colleghi, misure compensative vissute dai compagni normodotati, ecc)

Nel caso dell’IC “La Morra”, l’unico worskhop svolto in presenza tra gli istituti comprensivi, è stato possibile avviare la compilazione di tutte le schede, poi riportate in un quadro finale. Il dirigente e gli insegnanti hanno così chiaro il punto di partenza. 

In quasi tutto i workshop, i docenti hanno fatto una riflessione sulla Matrice. Si sono confrontati, in piccoli gruppi, con le schede.  Tutti hanno valutato positivamente lo strumento perché ha consentito loro di mettersi di fronte e attraverso le domande chiarire la situazione delle propria scuola.

Gli insegnanti di ogni scuola partecipante  hanno concluso che  la Matrice per l’inclusione merita una riflessione profonda, l’organizzazione di un gruppo che la compili, insomma impegno futuro per un aspetto strategico dentro le scuole.

Nessuno ha vissuto il  workshop come momento meramente informativo ma come un momento generativo, portatore di idee nuove e azioni concrete. 

La Matrice per l’inclusione online e la learning community

Per tutte le scuole è anche possibile compilare la Matrice online: per accedere è necessario essere registrati alla Learning Community del progetto.

Nella Learning community è disponibile anche una raccolta di risorse selezionate sull’inclusione ed è possibile confrontarsi con colleghi di tutta Europa, sul tema dell’inclusione.

La matrice online riporta le stesse dimensioni e le aree, è in lingua inglese e al termine della compilazione però i risultati sono immediatamente visibili e commentabili.

Compilando il questionario per ogni dimensione, si otterrà alla fine un cruscotto riepilogativo e si verrà invitati a compilare un breve sondaggio per dare le proprie valutazioni sullo strumento.

Il workshop con i policy makers

Il percorso svolto fin qui all’interno del progetto e con le scuole è stato anche oggetto di un workshop organizzato l’11 novembre 2020, a cui sono state invitate l’assessore all’istruzione e all’edilizia scolastica della Città di Torino Antonietta Di Martino, la vice rettrice con delega alla didattica dell’Università di Torin, Barbara Bruschi, la prof. Barbara Damiani esperta di inclusione per USR Piemonte, la dirigente scolastica Stella Perrone e alcuni dei protagonisti delle buona pratiche raccolte dal progetto, tra cui insegnanti e dirigenti, rappresentati di SaveTheChildren e Maestri di Strada. Nel dibattito sono emerse considerazioni su quanto sia ancora da costruire una “cultura dell’inclusione” e di come per farlo siano necessarie risorse e modelli organizzativi adeguati, sul ruolo del dirigente scolastico nell’indirizzare la scuola. La matrice per l’inclusione potrebbe utilmente essere integrata in altri strumenti per l’autovalutazione già esistenti (come il RAV).

IL MOOC “Pathway to inclusion”

Uno degli aspetti interessanti del progetto Multinclude, in particolare per l’Italia ma non solo, è proprio quel “multi” che compone il titolo del progett: di solito infatti i progetti e le azioni sull’inclusione si focalizzano su destinatari identificati per tipo di fragilità – persone con disabilità, minoranze linguistiche, persone con background migratorio, difficoltà socio economiche e spesso queste differenti fragilità si sommano. Il progetto ha adottato un progetto olistico e raccomanda anche di compiere azioni di questo tipo per contrastare discriminazione ed esclusione. Per approfondire i temi dell’inclusione, teorie di riferimento e consigli su come affrontare una didattica digitale inclusiva, consigliamo il MOOC proposto dall’Università di Malmo, dove troverete molti riferimenti utili.

Conclusioni

Quando si chiude un progetto ci si augura che, attraverso il sito e gli strumenti  prodotti, continui a vivere. Come Associazione Dschola, ci auguriamo che, in questo più che in altri casi, avvenga. Il progetto Multinclude, come testimonia il suo sito, è un patrimonio nell’ambito dell’inclusione, e, l’inclusione, è un patrimonio per la nostra attuale, tormentata e ingiusta società.

( a cura di Enrica Bricchetto ed Eleonora Pantò)

Google fuori uso: didattica a distanza per mezz’ora nel panico!

14 dicembre 2020 ore 13.00: L’autenticazione degli utenti su Gmail e Gsuite smette di funzionare. Risultato? disservizi a livello globale di tutte le applicazioni Google, assistente compreso, Meet e Classroom sono bloccate e le lezioni vengono interrotte ovunque all’istante! Molti docenti in panico ma niente da fare. Meglio andare a mangiare… era ora!

Nel frattempo migliaia di server di Google vengono ripristinati e, dopo poco più di mezz’ora, è tutto di nuovo funzionante. Google si scusa e comunica che il disservizio è terminato… Magari ci capitasse così anche con le nostre app governative che invece di mezz’ora ci fanno dannare e perdere tempo per giornate intere!!!

Chi era in pausa pranzo non si è neanche accorto del problema ma, nel frattempo, sulle agenzie sono state lanciate le ipotesi più disparate: USA sotto attacco hacker, le scuole sotto attacco, privacy degli studenti a rischio! Come faremo? Niente come al solito: primo perché non è roba nostra, poi perché non sapremmo da che parte iniziare, meglio aspettare tanto è gratis!

Però una domanda sorge spontanea: ma che ci facevamo ancora collegati all’ora di pranzo? dopo ben 5 ore di videoconferenze?

Le linee guida della didattica digitale integrata prevedono almeno il 50% di attività sincrone e il restante in attività asincrone. La didattica a distanza o digitale, lo sappiamo bene, non è solo videoconferenza. Ciononostante siamo andati ad occupare tutto e ben oltre il 100% con la sola didattica trasmissiva sincrona…la buona vecchia lezione frontale!

Ecco perché ci siamo subito accorti del disservizio: le nostre videoconferenze iniziano alle 8 di mattina e non si fermano mai prima delle 14, in alcuni casi proseguono anche tutto il pomeriggio!!! Poveri ragazzi!

Proprio nel momento in cui la didattica trasmissiva poteva finalmente avvantaggiarsi dell’elearning, del costruttivismo, delle fipped classroom e di tutte le modalità più coinvolgenti, la lezione frontale si prende la sua rivincita: grazie a Meet,Zoom e Teams spopola, dilaga, sbraca e ammorba gli studenti superando i limiti fisici e temporali della lezione in presenza!

Quello che ci manca è un approccio completo e sereno all’e-learning, forse alla nostra Classroom manca anche una vera piattaforma e-learning come moodle o edmodo. Sapevate che l’ideatore di Moodle è cresciuto in DaD con l’aereoplano che gli portava i libri e i materiali didattici? Mai visto una scuola fino alle superiori ed è cresciuto benissimo come milioni di altri Australiani.

https://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Dougiamas
https://it.wikipedia.org/wiki/Costruzionismo_(teoria_dell%27apprendimento)
https://it.wikipedia.org/wiki/Insegnamento_capovolto

Più è meno: soluzioni in cerca di problemi

Dieci anni fa Giovanni Bonaiuti ha dedicato al tema addirittura un intero libro, ora per altro disponibile al download gratuito.

E da allora sono proliferati i tutorial a proposito delle relative App – come si dice adesso -, in inglese, ma anche in italiano.

Sto parlando dei video interattivi come risorsa didattica. La convinzione della loro utilità è sostanzialmente indiscussa, che li si coniughi con la flipped classroom, o (in modo decisamente più sensato) con la necessità di non ridurre l’erogazione emergenziale dell’istruzione a videoconferenze più o meno spacciate per lezioni.

E sono anche proliferati gli ambienti per annotare i video; a VideoAnt, infatti, si sono aggiunti EdPuzzle, Ted Ed, Vibby, Timelinely, Yinote e Islcollective Video Lessons. [Hai visto bene, non ci sono i link: se vuoi raggiungere i diversi accrocchi, basta che li cerci con un motore di ricerca, magari DuckDuckGo. Ma fai uno sforzo: vai avanti nella lettura prima di scatenare la tua caccia alla novità]. E probabilmente altri che non abbiamo elencato.

Sappi che ci sono soluzioni davvero varie, anche se tutti si fondano sull’inserimento dell’URL del video su cui si intende lavorare (qualcuno accetta solo quelli di YouTube, altri sono più ecumenici) e sulla sua riproduzione in streaming su un proprio player: sono quindi pienamente rispettosi del copyright.

Tutti permettono la condivisione con i destinatari finali del lavoro di un altro URL, che lo rende attivo e fruibile e i più raffinati forniscono anche un codice per l’incorporamento in una risorsa di rete autonoma.

Qualcuno, poi, integra questi elementi con l’organizzazione di una classe virtuale e l’assegnazione ai suoi componenti dei contenuti prodotti. E quindi permette, per esempio, il tracciamento delle risposte date dai singoli destinatari alle domande poste da chi ha realizzato il video interattivo.

Già, la sola forma di interazione davvero chiara è questa, in forma aperta e a scelta multipla. Come vedrai, non mancano il riordinamento di frasi o la ricerca di corrispondenze e così via. Il contenuto del video, insomma, è concepito come esposizione su cui condurre delle verifiche.

Ma ci sono anche altre modalità: chi interviene sul video originale può sempre scrivere testo, che in vari casi può anche contenere dei link attivabili; un ambiente consente pure l’inserimento di immagini e di registrazioni audio-visive originali, realizzate con microfono e webcam.

Quanto alla forma di erogazione del filmato, sono sostanzialmente previste due fattispecie: il flusso senza interruzioni, oppure l’arresto (automatico o per scelta del destinatario) in corrispondenza delle annotazioni.

Un ambiente dà la possibilità di isolare e proporre al destinatario segmenti selezionati da più video, un altro una struttura di lavoro fissa (dai prerequisiti per la fruizione, alla discussione, alle conclusioni) che l’autore degli interventi può riempire di contenuti e di stimoli.

Hai già abbandonato l’articolo per partire con la ricerca delle App? No? Benissimo. Prima di farlo, infatti, devi ancora riflettere su un aspetto dirimente: proprio la superficialità con cui ti ho descritto le varie possibilità operative (tipologia di contenuti, ma non di impieghi) testimonia chiaramente che manchiamo di una definizione autenticamente significativa e articolata del concetto di interattività con i video.

Non è un caso che i citati tutorial (lo potrai verificare tra poco) siano tutti orientati al funzionamento del meccanismo presentato: gli esempi sono per lo più prodotti privi di senso, realizzati in modo frettoloso e senza un qualsiasi filo logico che possa anche solo far supporre un’autentica efficacia didattica.

Diciamolo meglio: siamo privi di una visione condivisa dell’interattività di secondo livello. Perché quella del primo tipo la conosciamo e pratichiamo quotidiamente: è l’immersione individuale e collettiva nel flusso audio-visivo.

Qualche precedente, però, lo abbiamo vissuto.

La modalità cineforum prevede infatti l’emersione e il dibattito alla fine della proiezione; quella videoregistratore (ed eredi, fino alla LIM) a scuola la – ripetuta – messa in pausa da parte dell’insegnante e commenti, domande e stimoli in parte preparati in parte estemporanei (alzi il mouse chi ha fatto qualcosa del genere senza suscitare vivaci proteste!).

Cosa spiega questa carenza strutturale? Sul piano intellettuale, la possibilità di scomporre in modo puntuale ed eventualmente puntiforme un aggregato culturale nei fatti fruito e considerato come unico e indivisibile non ha ancora un riscontro consolidato e quindi non vi è un patrimonio a cui fare riferimento.

Anche se la gran parte delle operazioni che abbiamo elencato nei paragrafi precedenti sono tecnicamente dei collegamenti, dei link, infatti siamo di fronte a una situazione molto diversa da quella dell’ipertestualità, che si è rivelata invece fin da subito molto potente ed efficace, in termini sia sintattici sia semantici, in quanto arricchimento senza soluzione di continuità cognitiva e culturale di note, citazioni, indici e rimandi bibliografici, lascito che ha contribuito a rendere più chiaro il passaggio.

Insomma, anziché esporre gli allievi a patchwork controproducenti, noi adulti dobbiamo sperimentare, costruire e condividere in prima persona una cassetta di attrezzi interattivi dotati davvero di senso logico e significato formativo e quindi capaci di assegnare alla dimensione audiovisuale non una funzione dispensativa e banalizzante (il filmato – magari “pasticciato” con un po’ di legami associativi – che sostituisce il libro, il testo), ma il compito di aiutarci a cogliere, distinguere, rappresentare e apprezzare la complessità dei saperi.

[Ora (e solo ora) hai l’autorizzazione a cercare gli aggeggi citati].

Multinclude partecipa a Handimatica 2020

HANDImatica 2020

Handimatica è lo storico appuntamento per chi si occupa di disabilità e ausili: la fiera che tradizionalmente si svolge a Bologna ogni due anni, non ha voluto mancare il suo appuntamento e quest’anno si svolge online dal 26 al 28 novembre 2020.

In questa dodicesima edizione di Handimatica un’ampia proposta di webinar di approfondimento, con al centro i quattro temi portanti :

  • lo smart working per le persone con disabilità,
  • la trasformazione della scuola tra DaD (Didattica a Distanza) e Didattica inclusiva Integrata con il Digitale
  • l’anziano fragile ai tempi del Covid-19
  • le tecnologie nei centri per disabili adulti.

L’Associazione Dschola, ha partecipato ad alcune edizioni di Handimatica in partnership con la Scuola Pertini di Ovada, che tradizionalmente presentava le edizioni del proprio Quaderno, grazie all’attività instancabile del prof. Pietro Moretti.

Ad HANDImatica edizione 2020, parteciperemo presentando i risultati del progetto Multinclude ed in particolare la Matrice per l’inclusione, uno strumento disponibilie gratuitamente per le scuole che permette di autovalutare la propria inclusività su sette dimensioni e quattro aree. Uno strumento utile per avviare una riflessione organizzativa, che coinvolge insegnanti, studenti e anche il rapporto con la comunità a cui la scuola appartiene.

Da oggi 25 novembre è possibile iscriversi ai nostri Workshop online con il seguente calendario:

Giovedi 26 Novembre dalle ore 16,30 alle ore 17.30

Venerdi 27 Novembre dalle ore 15.30 alle ore 16.30

Sabato 28 Novembre dal,le ore 11.30 alle ore 12.30

Sabato 28 Novembre dalle ore 15.30 alle ore 16.30

Open Education & Cooperative Learning

Open Education e cooperative Learning

Segnaliamo questo workshop per sperimentare la metodologia dell’apprendimento cooperativo e l’utilizzo delle risorse educative aperte (OER), attraverso la presentazione degli output del progetto ALL-INCLUSIVE SCHOOL, cofinanziato dal programma Erasmus+.

Durante il workshop sarà possibile testare All-in Social Books Creator, una web app progettata per la realizzazione e la condivisione di risorse digitali aperte e accessibili.

QUANDO: mercoledì 2 dicembre 2020

Programma

14:30 INTRODUZIONE
Margherita Dalla Casa – Coordinatrice Progetto Erasmus+ ALL-INCLUSIVE SCHOOL

15:00 WORKSHOP SULLE METODOLOGIE INCLUSIVE e COOPERATIVE
(Dall’ALL-IN TEACHER KIT – Guida dell’insegnante inclusivo) 

Presentazione di due casi di studio su metodi inclusivi e cooperativi di insegnamento e di valutazione ed esercitazione pratica.
Giacomo Vincenzi – docente esperto in tecnologie digitali

16:00 SOCIAL BOOKS CREATOR
Presentazione e workshop hands-on su una web app progettata per la produzione e la condivisione di risorse didattiche aperte, inclusive e accessibili, create applicando i principi del cooperative learning.
Paolo Martinelli – Presidente Cooperativa Archilabò

17:00 CALL FOR PAPERS “Open Education & Cooperative Learning
Presentazione dei contributi realizzati con SBC su Didattica a distanza, new technologies applicate all’apprendimento, inclusione e accessibilità, in risposta alla Call for Papers lanciata nell’ambito del progetto.

DOVE: Evento online

Clicca qui per iscriverti: ISCRIZIONE entro il 29/11/2020 ore 14:00!

E’ consigliato il collegamento da PC o tablet, in quanto l’evento prevede sessioni interattive!

Scarica la locandina dell’evento.

INOLTRE!!! Fino Al 29 Novembre è possibile partecipare alla Call for papers, https://allinclusiveschool.eu/it/2020/10/22/call-for-papers/

Si invitano docenti, educatori/trici e tutti/e coloro che a vario titolo si occupano di tecnologie per la didattica, apprendimento cooperativo, open education e risorse educative aperte a partecipare alla scrittura di
contributi destinati ad essere selezionati e presentati nella cornice dell’evento: OPEN EDUCATION & COOPERATIVE LEARNING

DEADLINE29 novembre 2020, ore 13:00

Scarica la locandina della Call.
Scarica il regolamento completo per partecipare.

Approfondisci

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