Idea

La capacità di calcolo dei microprocessori è sempre maggiore, incredibile. Gli smartphone sono diffusissimi e, soprattutto, decisamente superiori nelle prestazioni a un supercomputer degli anni ’90: per esempio, permettono di realizzare filmati video ad altissima risoluzione o di risolvere problemi matematici molto complessi con una velocità di elaborazione fino a poco tempo fa impensabile.  Oggi fare cose impensabili con lo smartphone è davvero un “gioco da ragazzi”.

Lo sviluppo del software non è da meno: il modello delle APP ha profondamente modificato il concetto di software didattico, offrendoci una grande quantità di applicazioni per ogni campo di conoscenza, che possono facilitare la comprensione, lo studio e l’operatività.

A scuola però, si è determinato un paradosso: Da una parte, a fronte di centinaia di APP per tablet e smartphone, la quantità di materiale per personal computer è davvero molto scarsa; dall’altra la prospettiva d’uso delle tecnologie digitali nella didattica è rimasta troppo spesso vincolata al modello dell’informatica da ufficio.

Questa scelta, non sempre consapevole, sta minando la funzionalità stessa delle TIC a scuola: computer lenti, obsoleti, senza software moderni, ricondizionati e mal configurati stanno bloccando l’adeguamento delle tecnologie digitali alle possibilità offerte del mercato ed occupano i laboratori senza lasciare spazio alle novità che ci propongono i Tablet ed il BYOD.

Oltre a questo, le LIM restano oggetti rari: i piani di diffusione nazionale non sono riusciti a ottenere il coinvolgimento e la diffusione sperati. Questi dispositivi soffrono a loro volta l’assenza di software davvero al passo con i tempi moderni, perché gli investimenti del settore riguardano soprattutto tablet e smartphone.

Nel 2016, però, nascono dispositivi di nuova generazione: computer miniaturizzati con la stessa scheda madre di un tablet o di uno smartphone (quindi estremamente performante), ma senza schermo touch, che perciò vanno collegati a monitor, tastiera e mouse.

Oggi, con meno di 50€, è possibile acquistare un computer miniaturizzato estremamente potente ma basato sul sistema operativo Android. Basso prezzo, basso consumo, cpu quad core, scheda video 4K, WiFi, rete, Bluetooth, USB, e una grande disponibilità di applicazioni didattiche impensabile solo qualche anno fa!!!

Nella foto accanto il Pc da 40 euro è  poco più grande di un mouse ed è abbinato ad un monitor da 24 pollici (110€) e a un kit tastiera e mouse senza fili (15€). Il costo totale di questa postazione è di circa 160 euro! Il computer è talmente economico che diventa possibile acquistare un monitor di grandi dimensioni per rendere la postazione di lavoro estremamente moderna e piacevole da usare.

Se invece vogliamo ancora un “vecchio” PC, con Windows 10, la spesa è di 100-150 euro, sempre per un hardware miniaturizzato a basso consumo, cpu quad core, scheda video Full HD, WiFi, rete, Bluetooth, USB, SSD.

Questi nuovi dispositivi hanno ispirato la nostra idea di Green Lab: con Dschola ne abbiamo comperati alcuni e li abbiamo provati a scuola.

Nonostante le dimensioni e il basso prezzo, le prestazioni sono sempre state superiori alle aspettative. Navigare sui siti più complessi, guardare e montare video, seguire tutorial online, utilizzare Office, gestire la posta, utilizzare nelle applicazioni didattiche… una esperienza entusiasmante e moderna. Nessun PC “classico” – ricondizionato o nuovo che sia – è in grado di garantire l’affidabilità e la reattività di questa nuova generazione di computer. Dimentichiamoci i virus e gli aggiornamenti lenti e frustranti, qui tutto è fluido e facile.

Usare il sistema operativo Android su un pc FISSO è stata una piacevolissima scoperta: fornito di mouse, tastiera e monitor funziona benissimo e all’utente sembra di avere a che fare con workstation dalla potenza enorme. L’interfaccia è decisamente fluida, molto più attuale dei vari ambienti grafici di Linux e, soprattutto, ormai è nota a tutti, perché mutuata dagli smartphone. A completare un quadro già sorprendente interviene la disponibilità del Play Store di Google.

Siamo rimasti sopresi ed impressionati dalla ricchezza di applicazioni utilizzabili nella didattica. Si parte dal pre-scuola per arrivare a università e politecnico ingegneria. Ovviamente sono disponibili anche diverse versioni di office – necessarie per una migrazione senza rimpianti dal PC tradizionale – dall’originale a diverse varianti gratuite.

Ultima nota piacevole sono i consumi: un pc tradizionale consuma 200-300W un mini PC con Android 10W. Un laboratorio tradizionale oggi consuma come tre alloggi a pieno carico (10KW), un Green Lab consuma (pc+monitor) circa 2000W e il consumo maggiore lo fanno i monitor. Sappiamo che le bollette delle scuole sono pagate dai comuni e dalle città metropolitane, quindi non si tratta di un risparmio diretto; ma investire su laboratori di nuova generazione per un comune è una spesa smart che si recupera, in meno di due anni, direttamente dalla bolletta elettrica!

 

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