matematica1La matematica? Può diventare persino un gioco. E in parte lo è, se viene appresa in modo semplice, con la capacità di renderla comprensibile. E può anche diventare la base per una gara, una vera e propria competizione tra studenti,con squadre che vogliono cimentarsi, per gioco, con numeri, problemi e rompicapo.

Anche quest’anno si svolge la “Festa della Matematica”, giunta ormai all’undicesima edizione.
E’ una gara a squadre tra le scuole della provincia di Torino, organizzata dall’Associazione “Mathesis”, e realizzata con il supporto della Compagnia di San Paolo, che si svolgerà nella giornata del 7 Marzo.
Le squadre vincitrici si aggiudicheranno la partecipazione alla fase nazionale delle “Olimpiadi a squadre di matematica”, che si svolgeranno poi a Cesenatico in primavera.
Molti gli istituti scolastici che vi prendono parte: nella scorsa edizione, del 2013, tra i primi sette qualificati, c’erano licei di Torino, Chivasso, Genova, Pinerolo, Casale Monferrato e Novi
Ligure. L’evento si inserisce nell’ambito delle “Olimpiadi della Matematica”, la cui partecipazione rappresenta anche l’obiettivo principale delle scuole vincitrici della “Festa” che si svolge all’8 Gallery di Torino, che è aperta a tutte le scuole ea tutti i cittadini interessati.
La giornata del 7 marzo, sarà, come per tradizione,ricca di appuntamenti. Si comincia al mattino: presentazione delle attività (ore 9), da parte di Franco Pastrone (Associazione Methesis), Massimo Coda (Compagnia di San Paolo), eCarmine Percuoco (Dirigente Scolastico Istituto “Copernico” di Torino); poi, alle 10, nei locali di Uci Cinemas, si terrà uno spettacolo di
matematica su Flatlandia, realizzato dalla compagnia Compagni di Viaggio.

Si prosegue (ore 11,30) con una conferenza del prestigiatore Davide Brizio, dal titolo”Math, Mistery “Magic”; i temi riguarderanno aspetti curiosi e magici di alcuni argomenti matematici,
come i quadrati magici, la serie di Fibonacci, la golden ratioe le sue ricorrenze in natura e nell’arte, i labirinti e i sistemi matematici per uscire da essi, oltre ad alcune figure geometriche
particolari da cui “scompaiono” come per magia alcuni pezzi.
In contemporanea, nella corte della ristorazione cisarà il tradizionale “mercatino delle idee” (realizzato in collaborazione con AIF, AssociazioneInsegnanti di Fisica e Ottobrescienza), con
gli esperimenti e gli exibit a cura degli studenti della scuole. E poi, nel pomeriggio, a partire dalle ore 14, via alle gare per le scuole, con la full immersion
nella vera e propria competizione tra numeri, formule ed equazioni.
Alle ore 17, la premiazione delle prime scuole classificate.

Tutte le informazioni si possono trovare sul sito ufficiale della Festa della Matematica
www.festadellamatematica.it, e sulla pagina facebook dell’evento.
Maggiori informazioni, sul sito ufficiale dell’evento www.festadellamatematica.it
Info per Stampa al n. 339.6259952 – E-mail: alocampo@alice.it

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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