WebQquest: potente opportunità didattica
di Marco Guastavigna


In un precedente contributo (“Ipermedialità e didattica: provocazioni in ordine sparso”) ho posto il problema della fattibilità e della necessità di riflettere su due scenari, la connessione a Internet di tutte le classi e la valorizzazione delle risorse infotelematiche possedute a vario titolo dagli allievi.


WebQquest: potente opportunità didattica
 di Marco Guastavigna
 
In un precedente contributo (“Ipermedialità e didattica: provocazioni in ordine sparso”) ho posto il problema della fattibilità e della necessità di riflettere su due scenari, la connessione a Internet di tutte le classi e la valorizzazione delle risorse infotelematiche possedute a vario titolo dagli allievi.
Nell’una e nell’altra prospettiva possono venire utili i WebQuest: “Un WebQuest è un’attività che porta gli studenti a compiere ricerche sul Web, con l’obiettivo di scoprire maggiori informazioni su un particolare argomento o tema e di svolgere alcuni compiti utilizzando proprio le informazioni da loro raccolte. Per aiutare gli studenti a impostare l’attività, vengono forniti uno scenario, la descrizione dei compiti e un insieme di risorse. Grazie a quest’attività, gli studenti acquisiranno le capacità di ricercare informazioni nella Rete, di selezionare quelle più pertinenti e di applicare ciò che apprendono al contesto più adatto[1]”. Destinato a proporre agli studenti attività di ricerca strutturate e autenticamente fattibili, ideato nel 1995, presso l’Università di Stato di San Diego, da Bernie Dodge con il supporto di Tom March, il WebQuest si sviluppa secondo un modello che si è ormai affermato come un protocollo riconosciuto a livello internazionale. Gli insegnanti infatti definiscono scenario (contesto), compito, prodotto in cui raccogliere i risultati della ricerca,  modo di procedere, risorse di rete da consultare, eventuali altri materiali di riferimento, ed esplicitano quali sono le conclusioni a cui sarà possibile arrivare e criteri di valutazione del WebQuest, insomma chiariscono e garantiscono allo stesso tempo il senso e il significato della ricerca.
Se ne possono pensare vari usi didattici:
a.       l’insegnante analizza i WebQuest già disponibili in rete, e utilizza, eventualmente adattandoli, quelli che più sono consoni alle attività didattiche che sta svolgendo;
b.      l’insegnante produce sul sito della sua scuola un  nuovo WebQuest per i suoi allievi, sapendo anche che esso sarà disponibile per altri gruppi-classe;
c.       l’insegnante invita studenti particolarmente avvezzi all’uso della rete a produrre WebQuest per i compagni o per altri gruppi di ragazzi[2].
In tutti i casi l’esecuzione del WebQuest potrà essere svolta con le risorse infotelematiche dell’unità scolastica, ma anche quelle che ogni studente possiede in casa o ha disponibili presso parenti, amici o strutture pubbliche (tipicamente le biblioteche) e soprattutto si entrerà concretamente in un “circolo virtuoso” di utilizzazione collaborativa delle risorse della rete.
 
In rete per approfondire
 
Primavera dell’Europa – WebQuest
http://www.eun.org/eun.org2/eun/it/SpringSite_Resources/sub_area.cfm?sa=3276
Babilonia- una selezione di WebQuest
http://www.babylonia-ti.ch/webquestit.htm
Progetto di ricerca dell’Irre Puglia sul WebQuest
http://www.irrepuglia.it/webquest/index_irre.htm
The WebQuest Page at San Diego State University
WebQuest Portal
http://webquest.org/
Una WebQuest sulla Svizzera per studenti svedesi
http://www.educanet.ch/home/ropoerio/
 


[1] La definizione è presa dal sito “Primavera dell’Europa”, del circuito European Schoolnet, dove sono presenti anche alcune esemplificazioni (cfr. la tabella in calce all’articolo.
[2] Si veda nella tabella in calce l’esempio di lavoro di studenti svizzeri per coetanei svedesi.

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