Anche i Weblog possono essere una risorsa per la scuola in rete
– di Marco Guastavigna

Resi famosi dai media soprattutto durante la prima fase della seconda guerra in Iraq, i weblog rappresentano una possibilità molto semplice e immediata di pubblicazione su Internet alla portata di chiunque, soprattutto di chi abbia una connessione a tariffa piana.

Anche i Weblog possono essere una risorsa per la scuola in rete 
– di Marco Guastavigna
 
Resi famosi dai media soprattutto durante la prima fase della seconda guerra in Iraq,  i weblog rappresentano una possibilità molto semplice e immediata di pubblicazione su Internet alla portata di chiunque, soprattutto di chi abbia una connessione a tariffa piana.
 
Basta infatti andare per esempio su www.blogger.com oppure su www.splinder.it e con una procedura molto semplice si ottiene uno spazio per il proprio blog, luogo virtuale nel quale esprimere opinioni, segnalare, commentare, discutere – è possibile aprire il proprio spazio a più utenti e anche accettare che i propri interventi siano commentati da chiunque si colleghi alla pagina oppure restringere la cosa a un gruppo selezionato. La pubblicazione degli interventi è molto facile: ogni ambiente ha procedure di impostazione facilitate, che ci aiutano a scegliere tra un certo numero di layout predefiniti e ad impostare l’url del nostro blog,  nel quale collocheremo le nostre “considerazioni sul mondo”. Possiamo avere anche più di un blog, con finalità e utenti diversi.
 
Una classificazione intelligente  dei blog attualmente presenti in rete è contenuta  in “Internet 2004. Manuale per l’uso della rete“, testo al quale sono debitore dei criteri con cui ho costruito la seguente tabella esemplificativa di modalità di comunicazione spontanea e sostanzialmente informale, che può trovare applicazioni anche a scuola, certamente tra colleghi, ma anche con e tra gli allievi  – si pensi al rapporto emotivamente intenso che li lega quasi tutti ai diari e alle agende. Tale classificazione non vuol essere definitiva e limitativa, ma solo orientativa.
 
Tipologia
Indirizzi italiani esemplificativi 
Rassegna e segnalazione
Commento
Narrazione e affini
Progettazione
 
Collaborativi  e blogzine
 
 
 

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

    Rating: 2.6/5. From 9 votes.
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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

      Rating: 4.6/5. From 8 votes.
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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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