Ultimamente siamo abituati a definire impropriamente LIM qualsiasi tipo di puntatore e di accrocchio in grado di funzionare con un grande schermo. Ecco allora che mi sento di definire “LIM tascabile” il nuovo mouse che ci siamo comperati io e l’amico Marco Guastavigna. Si tratta del mouse Mx Air di Logitech un mouse/telecomando che, sfruttando le tecnologie introdotte con successo nell’iPhone, e’ in grado di funzionare da puntatore sensibile ai movimenti della mano quando viene sollevato dalla scrivania. Si manovra nel vuoto come il telecomando del Nintendo Wii o come le bacchette di legno delle scuole di una volta e, sullo schermo, il puntatore del mouse segue fedelmente i nostri movimenti. Il feeling e’ immediato, la calibrazione e’ automatica, si puo’ usare con qualsiasi monitor, televisore, e videoproiettore e il raggio di azione supera i 10 metri. Per essere operativi basta inserire il piccolo ricevitore in una porta usb e accendere il mouse…
Sul mouse sono presenti alcuni tasti funzione utili per il controllo delle presentazioni, della navigazione e dei riproduttori multimediali; mentre con facili gesti in aria è possibile regolare il volume e muoversi avanti/indietro. Una scroll bar tattile, che emette un suono, consente di scorrere le pagine, le foto e le slide in avanti e indietro. Da specifiche il mouse aggiunge funzionalità  ad una serie di software multimediali e funziona sia su PC che su MAC.

Visto che parliamo di LIM è, però, meglio usarlo subito con i software specifici: anche in questo caso l’uso con programmi gratuiti come Easy Whiteboard, Point to fix e Linkitivity Presenter è facile e intuitivo, si manovra a distanza come un puntatore laser ed è possibile svolgere tutte le attività  tipiche dell’ambiente, meno la scrittura a mano libera.

Come già  detto in altri post, questi puntatori alternativi non sono da proporre come LIM nelle scuole primarie o medie dove servono il tocco ed i pennarelli. Questo simpatico mouse può, invece, trasformare in qualcosa di molto simile ad una LIM lo schermo di qualsiasi aula o auditorium con tempi di installazione imbattibili per qualsiasi altra soluzione.

Da oggi io e Marco abbiamo la LIM tascabile 😉
Dario Zucchini

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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