Premesso che la LIM perfetta è quella che usa l’inchiostro elettronico al posto del videoproiettore (come gli ebook reader) e che integra il computer al suo interno, oggi ci divertiremo ad analizzare una lim quasi perfetta. Si tratta della migliore configurazione possibile oggi pensata per risolvere i problemi che affliggono le attuali LIM: libertà  di posizionamento limitata, effetto ombra fastidioso, precarietà  dell’installazione.
Iniziamo con la lavagna: è in arrivo il nuovo modello 685ix della SMART si tratta di un sistema completamente integrato che comprende una lavagna interattiva SMART Board 685 e il nuovo proiettore UX60 con focale ultra cortissimissima di soli 30cm! Devo usare il termine cortissimissima perchè nei bandi delle LIM si è fatta molta confusione definendo ultra corta una distanza 1,5 metri. (fino a 60 cm è ultra corta, di più è corta o normale). Smart 685ixCon questa accoppiata di lavagna+videoproiettore integrati si eliminano quasi del tutto ombre e riflessi e le pericolanti staffe sospese sulla testa degli studenti. Non solo ma l’assenza di “carichi sporgenti” semplifica le operazioni di installazione e consente di posizionare la LIM anche in basso, su un pavimento, o in orizzontale su un tavolo consentendo così finalmente di farla utilizzare ai bambini più piccoli. La quasi totale assenza di ombre e la possibilità  di utilizzarla direttamente con le mani e non con scomodi gessetti elettronici la rende un prodotto davvero usabile per tutti gli studenti anche per i portatori di handicap.

Per completare un prodotto così raffinato manca solo il computer. Come già  detto in altri post di questo blog il computer deve essere fisso e dedicato alla LIM e non un portatile in balia del docente più esperto. L’idea di collegare alla LIM i pc portatili è un chiaro sintomo di quanto riteniamo precarie e poco usabili queste installazioni e obbliga i docenti meno esperti ad operazioni di set-up e collegamento iniziale che portano via minuti preziosi di lezione.

Fortunatamente oggi i computer ideali per le lim esistono e sono i nettop: piccoli computer dalle ottime prestazioni e dal bassissimo consumo. Se abbiniamo alla LIM un PC come l’ASUS EeeBox PC B206, o un MiniMac non avremo neanche i problemi dei cablaggi (sono computer talmente piccoli da poterli montare direttamente a fianco del videoproiettore), il tutto unito ad un basso consumo tale da poter lasciare il computer sempre acceso e pronto all’uso. ASUS Nettop Il PC deve essere ovviamente protetto con Deep Freeze (sia per Mac che per PC) in modo da ripartire come nuovo ad ogni riavvio ed aumentarne l’affidabilità  anche per i docenti meno esperti e tastiera e mouse devono essere senza fili in modo da poterli usare anche sui banchi degli studenti. Niente monitor per il docente perchè si usa direttamente la LIM.

Se volete il tocco di classe aggiungere al PC un ricevitore TV USB così potrete guardare anche la televisione e controllare la LIM con il telecomando.
Ovviamente sono stati fatti dei riferimenti a prodotti ben precisi che hanno caratteristiche tecniche ben precise, ciascuno sarà  in grado di realizzarsi la sua LIM quasi perfetta adattando le specifiche al proprio budget ma evitando di commettere l’errore di chiedere cose troppo generiche e anonime perchè il miglior rapporto qualità  prezzo si ottiene solamente puntando in alto e chiedendo cose ben precise. Se non pretendo nulla qualsiasi prezzo sarà  sempre troppo caro.

Si possono scegliere anche diversi PC ad ingombro ridotto (ma sempre piccoli e da montare fissi), diversi proiettori (sempre con distanza max di 40-60cm, ottimi gli Hitachi) e altre LIM (sempre con la possibilità  di usare direttamente il dito, tipo Hitachi) ma vale sempre la pena conoscere quale è lo “stato dell’arte” per desiderare il meglio e anche per sognare.. 😉

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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