Torna anche quest’anno il gioco letterario on line che accompagna le scuole superiori di tutta Italia da febbraio a maggio. Il gioco è promosso dalla Fiera del libro in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione e dall’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte. Scopo del gioco è indovinare i titoli di cinque libri e il tema che li lega, attraverso un percorso di centocinquanta domande di cultura generale, non necessariamente letterarie ma che spaziano dal teatro, al cinema, alla televisione e alla musica attraverso veri e propri quesiti e giochi letterari. Tutte le classi che si iscrivono possono portare a termine il gioco e posso iscriversi gratuitamente sul sito anche a gioco avviato; vincerà ci risponderà correttamente alle domande e risolverà gli enigmi letterari nascosti nella rete.



Obiettivo del gioco è la promozione e l’avvicinamento alla lettura passando per prodotti culturali più vicini agli adolescenti di quanto non lo sia oggi il libro: Internet e il videogioco. Attraverso un quiz di cultura generale, quesiti e giochi letterari, i ragazzi saranno portati a scoprire che il libro sta proprio laddove non si pensava di trovarlo. Gli indizi per risolvere i quesiti letterari, infatti, saranno ottenuti dai giocatori grazie a domande non sempre e non necessariamente attinenti al campo letterario, ma ad altri territori, dall’arte alla televisione, senza escludere espliciti riferimenti pop. In questo modo i ragazzi giocheranno a ricostruire le connessioni tra la letteratura ed altre forme d’arte e avanzando nel gioco, scopriranno che, magari, il film che hanno visto è tratto da un libro o che la serie televisiva che amano e seguono assiduamente è ispirata ad un testo teatrale. Oltre ad individuare titoli e personaggi, i ragazzi saranno invitati ad scoprire, proprio come in una caccia la tesoro, anche  l’elemento che lega i libri tra loro: un importante tema della letteratura ma anche un grande tema della vita quotidiana, quasi a dimostrare che le due realtà non sono poi così lontane.

 

Diventa anche tu autore! Anche quest’anno le squadre potranno sbizzarrirsi ad inventare rompicapi letterari. Nella seconda e nella quarta tappa i partecipanti saranno essi stessi autori del gioco e cimentarsi a scrivere domande e risposte, seguendo le schema di Playbook.  I partecipanti  dovranno ideare, riempiendo un apposito form on line, quesiti di cultura generale ed indizi letterari che portino ad indovinare un libro che loro stessi hanno scelto. Le domande scritte dai ragazzi saranno valutate da uno staff composto non solo dal gruppo lavoro di Playbook .La sezione “diventa anche tu autore” -che verrà votata on line in un’area riservata dalle scuole della prima edizione- farà parte a tutti gli effetti del punteggio finale del gioco.

 

Padrino del gioco Marco Vichi.

Il gioco sarà presentato on line da un padrino, con un testo introduttivo sul sito dedicato, che costituirà una sorta di  “avviso ai naviganti”.  Quest’anno ad accompagnare i giocatori sarà lo scrittore Marco Vichi.

Torna il  blog  Per stimolare la partecipazione dei ragazzi anche quest’anno torna il blog del gioco: un diario on line moderato e animato dallo staff del progetto che affianca in modo informale la gara letteraria dove i partecipanti possano commentare il gioco, ma anche dare ai loro coetanei consigli di lettura, di visione cinematografica, secondo una logica di passaparola, tipica dei blog e con un meccanismo di peer education.

 

Visita il Blog

 

Premiazione. Le classi vincitrici verranno invitate alla  per partecipare all’evento conclusivo che si terrà alla Fiera internazionale del Libro di Torino dal 14 al 18 maggio 2009.

 

Gioca a Playbook!

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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