TECNOLOGIE 2.0 PER UNA SCUOLA SOSTENIBILE
Manuale operativo del Dirigente scolastico e del Direttore dei servizi generali e amministrativi per una nuova gestione dell’istituzione scolastica

di Marco Guastavigna e Dario Zucchini
256 pagine
Tecnica della scuola

Segnaliamo con grande piacere questo libro a cura di Marco Guastavigna e Dario Zucchini, entrambi personalità significative nelle iniziative dell’Associazione DSchola. Riportiamo nel seguito uno stralcio della Premessa a cura di Reginaldo Palermo, giornalista e dirigente scolastico associato Dschola.

I temi che il libro affronta sono molteplici e coprono un ampio ventaglio di esigenze. Si va dagli strumenti ormai classici (posta elettronica, per esempio) alle novità che solo più recentemente sono entrate nella scuola (lavagnainterattiva multimediale in particolare). Ma non mancano capitoli che forniscono un’ottima introduzione, teorica e pratica, alle diverse attività che le scuole di ogni ordine e grado devono svolgere anche obbligatoriamente e per le quali non sempre i materiali formativi forniti dallo stesso Ministero risultano adeguati (spesso si tratta di manuali complessi e voluminosi chescoraggiano gli utenti).

Gli argomenti vengono affrontati da più angolature e quindi sotto il profilo normativo ma anche sotto l’aspetto tecnico e organizzativo e senza trascurare gli aspetti economici ed amministrativi.
Tutti coloro che utilizzano un qualunque strumento informatico sanno bene che molto spesso lo strumento viene impiegato per una percentuale ridottissima delle sue potenzialità.

Per ottenere questo scopo gli autori hanno arricchito spiegazioni, osservazioni e argomentazioni con un ampia sitografia e con molteplici materiali operativi.

Non mancano neppure schede che aiutano il lettore a verificare la corretta comprensione delle proposte offerte nelle pagine del libro.

Sotto questo aspetto il testo si propone proprio come uno strumento di lavoro che può guidare il lettore a conoscere meglio le molteplici potenzialità delle tecnologie informatiche.
Una caratteristica significativa del volume riguarda anche la tipologia dei lettori ai quali si rivolge.

Gli autori dichiarano di aver pensato soprattutto ai Dirigenti Scolastici e ai Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi e, molto opportunamente, sottolineano che “è necessario che ambedue le figure che dirigono le unità scolastiche sia dal punto di vista della leadership sia da quello del management acquisiscano in prima persona una consapevolezza quanto più ampia possibile dei problemi connessi all’uso delle TIC”.
“Tale necessità – avvertono però gli autori – non è certo finalizzata a provvedere in prima persona ad attuare gli accorgimenti tecnici individuati come necessari, ma piuttosto a assegnare incarichi, sottoscrivere contratti, partecipare a progetti, entrare in reti di scuole, richiedere strumentazioni e fondi, definire organigrammi con piena conoscenza di causa”.
In realtà il volume si rivolge ad un pubblico anche più ampio.
Docenti, e non solo quelli di materie tecnico-scientifiche, e personale tecnico-amministrativo possono trovare in esso molti strumenti utili per il proprio lavoro quotidiano.

Ulteriori informazioni sul sito dell’editore

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

    Rating: 3.0/5. From 5 votes.
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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

      Rating: 4.6/5. From 7 votes.
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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

          Rating: 5.0/5. From 1 vote.
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