Tecnologie dell’essere-in-relazione

Educare ai media significa forse soprattutto educare alla “nuova idea di cittadinanza che i media stanno contribuendo a costruireâ€?: l’obiettivo principale di un’alfabetizzazione ai nuovi media è pertanto quello di educare persone che apprendano – oltre a conoscenze informatiche – soprattutto strumenti di riflessione e critica verso i media stessi, e che siano in grado di sviluppare capacità  di metacomprensione dei messaggi che ricevono quotidianamente, crearsi punti di vista alternativi, selezionare e comprendere i linguaggi della comunicazione sociale contemporanea.
Tali considerazioni, centrali per il mondo della scuola, risultano ancor più evidenti nei contesti di isolamento coatto. Il messaggio prezioso che si ricava, ad esempio, dall’analisi dell’utilizzo delle TIC in situazioni carcerarie va per l’appunto nella direzione dello smascheramento dell’equivoco tecnocentrico, che mi pare l’obiettivo polemico di alcuni dei messaggi raccolti in questo blog: la vera anima della Rete è il desiderio degli individui a comunicare, che li conduce a ingegnarsi con autentica creatività  per raggiungere lo scopo, prescindendo per quanto possibile da una dotazione tecnica adeguata sia in termini di gestione della connettività  sia relativamente agli strumenti in possesso. Leggi tutto “Tecnologie dell’essere-in-relazione”

Messaggi in bottiglia

Dopo due anni che scrivo in “solitudineâ€? su “INCROCIâ€? ecco che con il blog compaiono i primi messaggi in bottiglia che affiorano dal mare della Rete…una bella emozione. Vi ringrazio.
Mi piacerebbe sapere da Giulio in quale contesto didattico ha utilizzato i miei articoli e, ovviamente, quali sono le sue considerazioni.
A proposito di ciò, mi aggancio anche a quanto scritto da Paola per comunicarvi che i miei articoli in rubrica sono in via di rielaborazione e man mano segnalerò, sulla home page del sito e in questo blog, quando le diverse sezioni saranno riorganizzate. Per ora vi propongo di avviare il confronto sull’incrocio tra TIC e processi di apprendimento iniziando da uno dei nodi centrali: l’utilizzo dell’immagine in movimento e del video interattivo. Le sfaccettature teoriche sono molteplici, dall’affermarsi della postmodernità  agli esiti del socio-costruttivismo, e le ricadute didattiche altrettanto variegate. Ho raccolto attività  e riflessioni – generate anche all’interno della rete “Dscholaâ€? – nella sezione della rubrica dedicata a “TIC E IMMAGINI IN MOVIMENTOâ€?. Mi piacerebbe continuare uno scambio su questi argomenti, raccogliendo i vostri pensieri e le vostre esperienze.

Laura Casulli

Educazione “open source”

Su questo sito (www.dschola.it) curo una rubrica dal titolo “INCROCIâ€? in cui mi interrogo sui punti di contatto tra le “Scienze umaneâ€? e il mondo delle Tecnologie di Informazione e di Comunicazione (altrimenti note come TIC). Raccolgo tracce, suggestioni e collaborazioni che hanno disegnato in questi ultimi anni i contorni di una “struttura che connetteâ€? e hanno messo in moto energie trasversali alle tradizionali separazioni della Scuola – e della cultura più in generale nei suoi diversi ambiti e gradi – in uno spirito “aperto”, avvicinabile all’etica “hackerâ€? nel significato originario di attitudine per la ricerca intellettuale e impegno appassionato e creativo (cfr. P. Himanen, L’etica hacker e lo spirito dell’informazione, Feltrinelli, Milano, 2001). Da non confondere con un’esaltazione acritica delle “nuoveâ€? tecnologie di comunicazione come fini a se stesse, e dunque valore aggiunto in sé, ma che rivela piuttosto il desiderio di non rinunciare a “giocareâ€? neanche – o a maggior ragione – a scuola. Leggi tutto “Educazione “open source””

TRACCE IPERMEDIALI DI MEMORIA

 

Uno dei primi momenti significativi, nel percorso di riflessione e elaborazione dell’ambiente digitale Hyperfilm in contesti didattico-educativi, è stato l’incontro sul tema “L’immagine interattiva e l’evoluzione digitale del video in ambiente educativo” nel corso della XV “Biennale del Cinema e della Multimedialità dei ragazzi”.

L’importanza di decentrare la propria esperienza, e uscire alla ricerca del confronto, è stata ancora una volta confermata dalla partecipazione a questa manifestazione. Gli interventi si sono infatti rivelati sorprendentemente complementari a molte delle riflessione sull’impiego didattico delle tecnologie ipermediali contenute in questa sezione della rubrica “Incroci”.

 

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“HYPERFILM”: UN AMBIENTE DIGITALE PER L’ELABORAZIONE DI FILMATI A SCUOLA

 

Il riconoscimento della centralità dell’immagine nei processi di apprendimento, di cui in altri interventi ho preso in esame alcune argomentazioni teorico-didattiche, si è coniugato negli ultimi anni con un’attenzione crescente alle nuove opportunità offerte dalle Tecnologie di Informazione e di Comunicazione – sia in termini di prestazioni e costi, sia per quanto concerne la possibilità di incidere sulla qualità e la fascinazione dell’esperienza artistica a scuola. L’utilizzo delle TIC nella didattica, attraverso l’ipertestualità e l’ipermedialità, ha infatti notevolmente concorso a trasformare la fruizione artistica in momento prevalentemente critico-produttivo attraverso la gestione di una molteplicità di linguaggi, che tra l’altro tendono anche a diventare sempre più prodotti di fruizione collettiva e pubblica.

In un’ottica autenticamente cooperativa abbiamo realizzato in questi anni un ambiente digitale, Hyperfilm, che è stato a più riprese sperimentato in differenti contesti didattici, aperto per sua natura a continue e successive modificazioni. Si è trattato di un percorso che ha comportato la mediazione tra visioni, situazioni e esigenze divergenti, in una prospettiva interculturale che si è tradotta anche nella ricerca di incontro con realtà sempre nuove, dalla Scuola Materna all’Università, agli ambiti della formazione professionale.

L’intervento che segue ne costituisce un approfondimento sotto il profilo tecnico-comunicativo e pedagogico-didattico.

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CRITICA DELLA “RAGIONE LOGOPATICA”: CINEMA E DIDATTICA DELLA FILOSOFIA

Il cinema e la filosofia vivono un intreccio dialettico, che affonda le radici nella stessa storia della filosofia e nel suo storico incontro con la “meraviglia” aristotelica e il linguaggio delle immagini. Tale intreccio è recentemente emerso con forte chiarezza a proposito del fenomeno “Matrix”, occasione didattica di incontro con alcune delle tradizionali tematiche filosofiche: l’autonomia e l’autosufficienza dell’artificiale, il rapporto mente/corpo, la distinzione realtà/sogno, l’illusione perfetta e la realtà virtuale.

Quali sono i possibili percorsi di un’attività didattica filosofica che incroci il mondo delle immagini in movimento?

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MEMORIA, IMMAGINI E PAROLE A SCUOLA: L’INCONTRO TRA LETTERATURA, STORIA E CINEMA

Il pensare per immagini è un filo che conduce alla Memoria, sulle orme di riflessioni del passato. Uno dei luoghi d’incontro di tali snodi è il Cinema, in particolare la sceneggiatura, che può essere considerata una letteratura di confine tra il mondo delle immagini e quello delle parole, un presente che contiene il passato ancorché rivolto verso il futuro della progettualità filmica. Per sua essenza essa è un testo generatore di immagini – come tutta la buona letteratura -, un prodotto mai finito, destinato a essere trasformato da un autore collettivo che lavora attraverso diverse fasi.

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L’IMMAGINE-MOVIMENTO A SCUOLA

Tra le acquisizioni critiche della cosiddetta “postmodernità”, che la Scuola attuale ha sviluppato e condiviso, si inserisce a pieno titolo la centralità dell’immagine. La crisi della modernità, e della conseguente sovranità del paradigma metodologico-sperimentale, ha comportato infatti una valorizzazione del carattere veritativo di esperienze conoscitive altre, come quella estetica, e l’’esperienza artistica è stata riconosciuta quale momento fondamentale dal punto di vista conoscitivo.

Ma l’”educazione all’immagine” –  che ha fatto formalmente capolino anche nei nuovi programmi della scuola elementare – non rischierà di allontanare la bellezza dello sguardo? La vocazione didattica al “commento” e al “sottotitolo” non finirà  per corrompere la pienezza dell’immagine, a volte più autenticamente restituibile nel silenzio?

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GANDHI POSTMODERNO: IL PENSIERO DELLA SOCIETA’ DELL’INFORMAZIONE

Gandhi, assiso nella postura a gambe incrociate, parla da uno schermo gigante in una grande piazza: la saggezza che emana dal suo viso arriva direttamente alla gente, a tanta gente nello stesso momento, in altre parti del mondo. Stacco. Compare una domanda: “se avesse potuto comunicare così, oggi che mondo sarebbe?

L’approfondimento di tale interrogativo costituisce lo sfondo culturale e filosofico di molte delle scelte – delle metodologie e delle pratiche didattiche – documentate e analizzate in questa rubrica, in modo particolare per quanto riguarda il ruolo dell’immagine e la diffusione delle tecnologie della comunicazione.

 
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