Inclusione sociale a scuola: il workshop del progetto PLEIADE

La diversità culturale, linguistica e socioeconomica nelle popolazioni scolastiche rende necessario fornire agli insegnanti un adeguato supporto per l’adozione di pratiche educative inclusive.
Il Progetto Erasmus+ denominato “PLayful Environment for Inclusive leArning Design in Europe” PLEIADE intende affrontare questo nuovo scenario partendo dall’assunto che la collaborazione tra studenti può essere attentamente orchestrata per sostenere dinamiche e atteggiamenti inclusivi in classe.
Per discutere di questi temi il progetto PLEIADE ha organizzato il 23 giugno 2021 dalle 15 alle 18 un workshop come evento satellite della conferenza SLERD 2021 6th conference on Smart Learning Ecosystems and Regional Development.

Il workshop vedrà la partecipazione di diversi esperti in apprendimento collaborativo, politiche di inclusione scolastica, progettazione dell’apprendimento, gamification, Technology Enhanced Learning, la formazione degli insegnanti e lo sviluppo professionale continuo per discutere come gli insegnanti possano avvalersi di ecosistemi di apprendimento intelligenti per migliorare i processi inclusivi nelle loro classi. Questo evento si rivolge a educatori, ricercatori, formatori di insegnanti, politici e chiunque sia interessato a promuovere l’equità e l’inclusione dei bambini socialmente, culturalmente ed economicamente svantaggiati.

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La didattica a distanza inclusiva è possibile? L’intervista alla prof. Maria Teresa Lingua dell’IIS Vallauri

In questa breve intervista la prof.ssa Lingua Maria Teresa – coordinatrice del Dipartimento di Sostegno dell’I.I.S. “Vallauri” di Fossano (Cuneo) – ci parla dell’esperienza della Didattica a Distanza applicata ai ragazzi diversamente abili durante il periodo di lockdown causa emergenza COVID. Il Vallauri è un istituto superiore e l’età media degli studenti va
dai 15 ai 19 anni.
1) Come è stata affrontata la chiusura prolungata delle scuole per effetto del lockdown da parte dei ragazzi DA e degli insegnanti di sostegno?
Nonostante le difficoltà legate alla situazione emergenziale scoppiata così all’improvviso, gli insegnanti del Dipartimento di sostegno hanno organizzato e portato avanti le attività didattiche a distanza tenendo conto del tipo di disabilità dell’alunno e del tipo di programmazione svolta, con lo
scopo di adottare modalità didattiche diverse e adatte ai singoli casi. Dopo un primo momento di smarrimento, attraverso un serrato e faticoso coordinamento tra i colleghi di sostegno e i coordinatori dei Consigli di Classe, è stato possibile uniformare le modalità di svolgimento delle
lezioni in DAD con l’utilizzo della piattaforma on line Google Meet nel caso il DA presentasse difficoltà non gravi o comunque una programmazione con obiettivi minimi, mentre con gli studenti più gravi si è fatto uso di videochiamate su Whatsapp grazie anche all’aiuto dei genitori e degli
assistenti.
2) Come ci si è mossi nella didattica dei DA più gravi durante il periodo di DAD?
Purtroppo per gli studenti DA più gravi si sono potute effettuare solo video lezioni, inviando loro i link ai video e fornendo schede didattiche su cui lavorare. Fondamentale è stato il rapporto con le loro famiglie viste le difficoltà per questi ragazzi di connettersi attraverso un qualsiasi dispositivo.
Nel caso di alunni senza un personal computer o in mancanza di connessione alla rete, si è comunque provveduto a far pervenire il materiale di lavoro alle famiglie lasciandone copia in
Istituto. Di sicuro per gli studenti DA l’aspetto sociale è stato molto compromesso per la mancata relazione con i compagni; per ovviare al problema, quando possibile, si cercava di far partecipare comunque l’alunno alle lezioni al mattino mentre al pomeriggio si lavorava individualmente.
3) Quali sono le principali criticità della DAD riferendosi agli studenti DA?
La mancanza di relazione interpersonale ha sicuramente compromesso il processo di integrazione all’interno del gruppo classe, amplificando ulteriormente le difficoltà già esistenti in un contesto
“normale”, soprattutto per i DA più gravi. Un capitolo a parte riguarda invece le difficoltà legate all’accesso agli strumenti informatici, non sempre adatti a studenti con difficoltà nel loro utilizzo.
4) Ci può essere inclusività con la DAD?
Dipende da come si gestisce la DAD con gli studenti DA e dal loro tipo di gravità. Per gli alunni che hanno potuto partecipare attivamente alle lezioni on line, le criticità sono state più contenute anche se è mancato comunque l’aspetto relazionale. Sicuramente l’inclusività è stata compromessa per gli studenti DA più gravi, non solo per quanto riguarda l’aspetto didattico e relazionale ma anche per problemi legati a difficoltà di connessione che hanno limitato il rapporto degli studenti al solo insegnante di sostegno.

(A cura derl prof. Alberto Barbero  – Associazione Dschola)

Photo by Thomas Park on Unsplash

L’inclusione educativa in Europa durante l’emergenza Covid-19

corridoio scolastico senza bambini

Quella che se segue è la traduzione dell’articolo apparso sul sito Multinclude. L’articolo è stato scritto o nel periodo fra il 13 aprile e il 17 maggio, dai partner europei.

A cura di Eszter Salamon (ESHA) e Eleonora Pantò (DSchola) con contributi specifici per paese da #Multinclude partner

L”Europa ha vissuto una situazione che non si vedeva dalla seconda guerra mondiale con le scuole chiuse per un periodo di tempo più o meno lungo. La maggior parte dei Paesi ha introdotto l’apprendimento a distanza, affidandosi forzatamente alla tecnologia disponibile a casa e ai genitori come educatori.

Al momento della stesura di questo articolo, le scuole sono ricominciate n alcuni Paesi, ma non in tutti, e alcuni paesi hanno consentito la frequenza solo per alcune fasce d’età. Sono stati chiusi anche i centri di formazione professionale che offrono corsi di formazione pratica, così come le università e altri istituti di istruzione terziaria.

Il consorzio MultInclude, con membri provenienti da Paesi Bassi, Italia, Austria, Malta e Svezia, ha esaminato la situazione dal punto di vista dell’inclusione.

Siamo consapevoli che i sistemi scolastici hanno lottato per essere veramente equi per gli studenti con diverse esigenze di inclusione, ma la nostra attenzione oggi è focalizzata su se e come, le scuole stiano fornendo lo stesso livello di inclusione a tutti o lasciando indietro alcuni studenti.

Il quadro generale mostra che coloro che sono svantaggiati sono stati lasciati più indietro dai sistemi, anche se ci sono state alcune iniziative eccezionali per colmare il divario digitale, sostenute dai comuni e dai governi, e sono presenti anche alcune soluzioni creative per sostenere alcuni di quegli studenti che non possono essere seguiti a casa. Tuttavia, secondo vari sondaggi internazionali (UNESCO, Eurofound), il 20-25% dei bambini in età scolare è scomparso dal radar delle scuole. Nella maggior parte dei Paesi le prime settimane sono state particolarmente difficili, poiché la maggior parte dei governi non ha introdotto una “pausa speciale”, e le scuole hanno avuto solo pochi giorni per prepararsi all’istruzione a distanza. L’incertezza, i governi che annunciano le date di riapertura e poi le spingono in avanti, è stata anche una difficoltà vissuta da molti. I fornitori di istruzione non formale, alcuni dei quali sono presenti tra le pratiche raccolte da MultInclude, hanno preso l’iniziativa di sostenere l’apprendimento di tutti gli studenti

Alcuni nostri partner hanno anche introdotto alcuni nuovi servizi: l’Università dei bambini di Vienna ha gestito una risorsa basata su Facebook per l’apprendimento delle scienze, DSchola ha fornito supporto agli insegnanti alle prese con la tecnologia e l’Università di Malmö ha offerto servizi online per gli studenti che hanno difficoltà di salute mentale, solo per citarne alcuni. Qui sotto potete leggere i riassunti delle sfide e delle soluzioni in alcuni paesi europei del consorzio e non solo, dove il personale dei partner vive e lavora.

Italia

L’Italia è stato il Paese colpito per primo dall’epidemia e il numero di casi e di vittime ha raggiunto livelli allarmanti nel mese di febbraio. Per l’educazione formale c’è stata una serie di ordinanze e circolari. Prima sono state interrotte le gite scolastiche, poi sono state sospese le lezioni e infine, il 23 febbraio, le scuole sono state chiuse. Inizialmente dovevano riaprire il 15 marzo, poi il 13 aprile e il 3 maggio, ma ora è molto probabile che riaprano solo nel prossimo anno scolastico. Non c’è stato un periodo preparatorio per le scuole che hanno dovuto tuffarsi nell’educazione a distanza da un giorno all’altro. Probabilmente perché è stata colpita più duramente dall’infezione, l’Italia non ha organizzato alcuna assistenza all’infanzia per i figli degli operatori coinvolti nell’emergenza , i genitori ne sono stati resi pienamente responsabili. Per quanto riguarda i programmi scolastici, le scuole hanno alcuni gradi di autonomia e nello specifico definiscono un piano triennale della loro offerta educativa. A causa dell’emergenza, le scuole hanno organizzato attività di peer training per gli insegnanti per aiutare tutti a diventare digitalmente fluenti. Il Ministero, ha fornito linee guida molto generali con pochi giorni di ritardo, ma la maggior parte del lavoro è stato fatto a livello scolastico. In generale, le scuole hanno iniziato a utilizzare il registro digitale come base comune per i compiti a casa e la comunicazione con le famiglie, poi la maggior parte della scuola si è abbonata a piattaforme digitali come Google Suite, Microsoft Teams o Edmodo. Ci sono discussioni importanti su come le grandi piattaforme utilizzernno i dati che stanno raccogliendo e se siano conformi alle normative europee sulla privacy. In generale, si stima che il 6% degli studenti non abbia raggiunto l’istruzione a distanza.

Secondo i dati Istat, il 12,3% dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni (850.000 in termini assoluti) non ha un computer o un tablet a casa. La metà di coloro che non ne hanno uno si trova nel Sud Italia, dove il problema riguarda quasi il 20% dei ragazzi. Inoltre, il 57% di chi ne ha uno, deve condividerlo con gli altri. Il Ministero dell’Istruzione ha effettuato un’indagine per capire come le scuole stanno affrontando l’utilizzo delle piattaforme digitali e quanti studenti non sono in grado di seguire le lezioni per mancanza di connessione e dispositivi. Sulla base dei primi dati sono stati stanziati 85 milioni di euro per l’acquisto di ciò di cui le scuole hanno bisogno. In pochi giorni il denaro è stato trasferito alle scuole, ma ora ci sono stati problemi dovuti all’aumento della domanda. A Torino il Comune ha avviato un progetto di Solidarietà Digitale, chiamato TorinoCityLove, e ha sostenuto le scuole in diversi modi: organizzando un mercato virtuale per la donazione di PC alle scuole, raccogliendo donazioni di PC Università e aziende, concordando con gli operatori TELCO la donazione di una connessione internet a 500 studenti.

C’è una lunga discussione e molte lamentele sul ruolo dei genitori nel sostenere i bambini con i compiti a casa. Ora, molti genitori si lamentano per i troppi compiti a casa, mentre altri non hanno abbastanza tempo per le lezioni sullo schermo. Molte scuole hanno offerto incontri online ai genitori per prepararli alla gestione delle lezioni online e chiedere loro di collaborare. La maggior parte degli studenti dell’ultimo anno di scuola si sente triste. Uno di loro ha detto: “Mi rende un po’ triste il fatto che avrei potuto fare l’ultimo giorno di scuola nella mia vita senza nemmeno sapere che era l’ultimo”. In generale, nelle scuole avevano sperimentato un po’ di disordine nei primi giorni perché ogni insegnante organizzava le lezioni per conto proprio, ma apprezzavano ogni sforzo fatto da scuole e insegnanti. Tuttavia, per la maggior parte di loro è molto difficile frequentare le lezioni perché condividono il computer con fratelli, sorelle o genitori. In generale gli studenti sentono molto la mancanza della scuola.

Alcuni insegnanti che lavorano con i giovani migranti stanno costruendo relazioni più profonde con i loro studenti. Inoltre, stanno usando WhatsApp e altri strumenti digitali per creare collezioni virtuali utilizzando le fiabe dei loro paesi d’origine. Vedi l’esempio qui: https://www.thinglink.com/scene/1301646203900919811

Le università italiane hanno preso decisioni autonome sulla chiusura prima che fosse resa obbligatoria. Gestiscono l’insegnamento a distanza utilizzando diverse piattaforme come Teams, Moodle, Adobe o anche YouTube. L’e-learning era già stato utilizzato e ora è stato reso più diffuso. La rete nazionale di ricerca che collega tutte le Università ha registrato un aumento di circa il 60% del traffico.

Ungheria

BAndiera Ungherese

Le scuole sono chiuse da lunedì 16 marzo. Il Primo Ministro lo ha annunciato in un discorso televisivo, in cui lo ha definito ordine di lavoro digitale invece che chiusura delle scuole. L’accordo non ha una data ufficiale di chiusura, ma l’ipotesi comune è che continuerà nell’anno scolastico 2020/2021. L’annuncio è stato fatto alle 20.30 del venerdì e ha obbligato le scuole ad avviare questo ordine di lavoro digitale il lunedì mattina, mentre ai bambini è stato vietato l’accesso agli edifici scolastici. Hanno allentato le regole qualche giorno dopo per consentire ai figli dei lavoratori essenziali di usufruire della scuola per la cura dei bambini.

Gli insegnanti sono obbligati dall’autorità scolastica nazionale a fornire un vero e proprio insegnamento digitale per il numero di lezioni obbligatorie e a seguire meticolosamente il programma scolastico. Ciò significa che gli studenti sono a scuola in modalità digitale dalle 8 del mattino fino al primo pomeriggio e hanno “compiti a casa” che sono obbligati ad inviare agli insegnanti. Questo crea una situazione quasi impossibile nelle famiglie con più di un figlio, soprattutto se uno o entrambi i genitori hanno bisogno di lavorare anche da casa. Nella maggior parte delle scuole non esiste una piattaforma unica utilizzata dagli insegnanti, quindi molti studenti e i loro genitori hanno difficoltà a utilizzare più piattaforme in un solo giorno. La maggior parte degli insegnanti non è addestrata e non ha esperienza nell’apprendimento digitale. Non ricevono ufficialmente un supporto professionale, ma c’è molto supporto auto-organizzato, soprattutto su Facebook. Tuttavia, secondo i dati della ricerca, circa il 20% degli studenti non può e non è stato raggiunto da queste disposizioni digitali a causa della mancanza di dispositivi o di connessione a internet. In circa un altro 20% delle famiglie non ci sono possibilità di connessioni multiple con un solo dispositivo adatto. Molte famiglie sono state costrette ad acquistare anche delle stampanti, poiché la maggior parte delle attività, soprattutto i compiti a casa, devono essere stampati, scritti a mano e rispediti come foto. Non c’è una soluzione statale o comunale per questo problema, ma alcune ONG cercano di portare dispositivi e collegamenti Alcuni comuni hanno introdotto visite alle famiglie non collegate per vedere se gli studenti sono effettivamente in casa dalle 8 alle 16 nel caso degli studenti delle elementari e dalle 8 alle 14 nel caso delle medie. Se non sono in casa, viene registrata la loro “assenza ingiustificata dalla scuola”. 5 giorni di assenza ingiustificata portano al ritiro del sostegno familiare per un anno, e queste sono famiglie che ne hanno veramente bisogno.

Gli esami finali della scuola secondaria, la cosiddetta “maturità” (“Matura” in lingua originale), dovrebbero iniziare il 5 maggio, e non c’è una decisione ufficiale sulla loro organizzazione al dell’articolo, il 13 aprile. Per quanto riguarda la formazione professionale, gli studenti, che hanno una pratica obbligatoria, non potranno superarla.

Anche le università sono chiuse, sono state chiuse l’11 marzo e gli studenti non possono entrare negli edifici. La maggior parte delle università ha iniziato questo periodo con una breve pausa di emergenza di qualche giorno seguita da una pausa primaverile che si è tenuta prima del normale, quindi ci sono state circa 3 settimane per prepararsi al passaggio alla formazione a distanza. Nelle università le sfide più grandi sono la mancanza di esperienza degli insegnanti e la chiusura delle biblioteche, poiché la maggior parte del materiale di studio in ungherese è disponibile solo in copie fisiche. Molti studenti si aspettano di non essere in grado di terminare i loro studi perché non possono terminare la loro tesi, non possono fare il lavoro di laboratorio o – in caso di doppia formazione – la loro pratica. Alcune università sperano in una possibilità di riapertura e hanno ufficialmente prolungato il semestre fino al giorno prima dell’inizio di quello nuovo, a settembre.

Olanda

Bandiera olandese

Il 15 marzo il governo olandese ha deciso di chiudere le scuole, prima fino al 6 aprile, ma in seguito questo periodo è stato prorogato fino a dopo le vacanze di primavera, il 4 maggio per alcune scuole, l’11 maggio per la maggioranza. Le scuole medie e superiori non saranno completamente aperte anche dopo quel periodo, molti dirigenti scolastici riferiscono che saranno aperte solo per gli esami di fine anno. Gli esami finali che determinano gli ulteriori percorsi di studio per gli studenti sono stati aboliti per quest’anno, e gli studenti saranno valutati sulla base del loro lavoro scolastico a lungo termine. Questo ha allentato la pressione sia sulle scuole che sulle famiglie. Il programma della scuola primaria permette agli scolari di recuperare il ritardo anche se saltano la scuola per qualche mese, quindi i genitori hanno ricevuto per lo più consigli sulla pratica della lettura e sul sostegno al benessere. È stato anche di aiuto il fatto che a questi bambini non sia stato esplicitamente consigliato di rimanere a casa e che i parchi giochi siano stati aperti. Per i ragazzii più grandi, gli insegnanti hanno progettato e fornito insegnamento e apprendimento online. In questo campo ci sono stati problemi di equità nell’accesso per gli studenti provenienti da ambienti svantaggiati. I comuni più grandi, come Amsterdam e Rotterdam, hanno fornito migliaia di computer portatili e tablet alle famiglie svantaggiate. Tutte le scuole sono state obbligate a rimanere aperte per i figli di genitori che non potevano organizzare la cura dei bambini e per quelli che svolgono professioni vitali, e lo hanno chiesto esplicitamente. Alcuni direttori scolastici hanno incentivato le famiglie più svantaggiate a sfruttare questa opportunità e a mandare i loro figli a scuola.

Alcune università hanno deciso di passare all’insegnamento principalmente o completamente online anche prima del 15 marzo, ma dopo questa data tutte le università sono rimaste chiuse. Per loro c’è stato un periodo di preparazione, che in molti casi è coinciso con le vacanze di metà trimestre. Mentre le scuole aprono a maggio, le università hanno annunciato di rimanere chiuse per il resto dell’anno accademico, e alcune stanno pianificando un semestre parzialmente online anche per il prossimo semestre. Ciò è dovuto in parte al gran numero di studenti stranieri, molti dei quali sono andati a casa per gli esami di metà anno e sono ora bloccati in altri Paesi e perché si devono evitare il più possibile numerosi spostamenti con i mezzi pubblici. Il fatto che attualmente i ristoranti possono essere aperti solo per il take away e la consegna ha colpito duramente anche gli studenti universitari svantaggiati. Le borse di studio per gli studenti (degli studenti internazionali) sono legate a un minimo di 56 ore al mese di lavoro, e con molti studenti che lavorano nei settori dell’ospitalità e della ristorazione in quanto l’occupazione è flessibile, molti non solo stanno perdendo il loro stipendio, ma di conseguenza anche il loro sostegno finanziario governativo. Anche per gli studenti olandesi perdere le finanze è un grosso problema. Alcuni studenti hanno anche problemi a seguire le lezioni online a causa della mancanza di Wi-Fi e laptop. I test sono una sfida per la maggior parte delle università, poiché non tutti i test possono essere condotti online (test orientati alla pratica). In collaborazione con le commissioni esaminatrici si stanno cercando soluzioni alternative e innovative. Per il prossimo anno, molto deve essere investito in un ulteriore coaching e mentoring dei primi anni. Se il primo semestre sarà online, l’impegno e la connessione saranno una grande sfida. Un altro problema sono i tirocini. Per la formazione professionale e le scuole universitarie professionali questo è un grosso problema, poiché la maggior parte dei tirocini è stata temporaneamente cancellata o posticipata. Per gli studenti che non possono laurearsi in tempo a causa della crisi e/o che hanno un ritardo a causa dell’annullamento dei tirocini, il governo ha annunciato un indennizzo.

Svezia

Bandiera svedese

Le università e le scuole secondarie superiori sono chiuse da metà marzo, ma le scuole materne, elementari e medie sono aperte. Non vi è alcuna raccomandazione da parte del governo di chiudere le scuole, ma c’è la possibilità che un dirigente scolastico decida di chiudere una singola scuola. Il governo ha anche apportato modifiche alla legislazione per consentire di decidere molto rapidamente una serie di azioni se la situazione dovesse peggiorare, come il cambiamento delle modalità, la possibilità di programmare l’istruzione nei fine settimana e la sera, il cambiamento dell’ultimo giorno per gli esami finali, ecc.

I motivi per mantenere aperte le scuole sono molteplici:
– per evitare la perdita di competenze in settori critici come l’assistenza sanitaria, se i genitori sono costretti a rimanere a casa con i loro figli-
– il benessere dei bambini
– per assicurare un’istruzione equivalente
– la consapevolezza che i bambini piccoli non sono così vulnerabili per i Covid-19

Quando le università e le scuole secondarie superiori hanno chiuso, è successo molto rapidamente. Alcune università avevano deciso autonomamente di chiudere la settimana prima che il governo, il 17 marzo, decidesse di chiudere tutti gli istituti di istruzione superiore a partire dal 18 marzo.

I programmi di studio saranno seguiti, anche se tutti i test nazionali nelle scuole secondarie superiori sono stati cancellati. Non abbiamo gli esami finali, quindi tutti gli studenti sono esentati dal diploma come previsto, ma naturalmente non ci saranno grandi festeggiamenti.

Il test attitudinale scolastico è stato cancellato e di conseguenza, alcuni giovani che hanno questa come seconda possibilità se i loro voti non li lasciano entrare nell’istruzione che desiderano, rischiano di non poter iniziare gli studi universitari dopo l’estate. D’altra parte, il governo ha aumentato il numero di studenti per far fronte alla prevista disoccupazione. (Abbiamo un limite al numero di studenti).

Molti ricercatori hanno iniziato a raccogliere dati dagli studenti e dagli insegnanti su come vivono questo cambiamento e alcuni rapporti sono già stati pubblicati. La trasformazione in insegnamento digitale/on-line è andata sorprendentemente bene sia nelle università che nelle scuole secondarie superiori. Grazie al fatto che i sistemi di gestione dell’apprendimento e gli strumenti di videoconferenza erano già presenti nella maggior parte delle istituzioni, l’insegnamento ha potuto passare all’insegnamento a distanza più o meno da un giorno all’altro. Tuttavia, il personale docente è stato sottoposto ad una forte pressione non solo per la padronanza della tecnica, ma anche per l’adozione e lo sviluppo della pedagogia. Le sfide maggiori sono legate alla competenza, alla formazione professionale e alla valutazione. Ci sono molte iniziative per sostenere l’insegnante, per condividere le migliori pratiche e le risorse sia a livello istituzionale che nazionale. Un certo sostegno è organizzato dall’Agenzia Nazionale Svedese per l’Educazione.

Gli studenti delle università sono abbastanza soddisfatti dell’istruzione online, ma gli manca l’interazione sociale. Alcuni studenti con bisogni speciali riferiscono di beneficiare effettivamente dell’apprendimento on-line, ma allo stesso tempo altri hanno grandi difficoltà e rischiano di abbandonare la scuola.

Dalle scuole secondarie superiori, ci sono alcuni rapporti sul miglioramento della frequenza tra gli studenti dopo la trasformazione in formazione a distanza. A seguito della raccomandazione di rimanere a casa anche con il minimo sintomo di un raffreddore, l’assenza nelle scuole è aumentata. Inoltre, alcuni genitori hanno tenuto i figli a casa dalle scuole perché non erano d’accordo con le decisioni prese dalle autorità. Per far fronte a queste ultime è stata condotta una massiccia campagna di informazione rivolta ai genitori, che ha spiegato le motivazioni della strategia, ma ha anche ricordato che la frequenza scolastica è regolata dalla legge. Questo è stato tradotto in 10 lingue diverse e sembra aver avuto un effetto positivo sulla frequenza scolastica.

Ci sono anche notizie di bambini che vivono in famiglie disfunzionali che soffrono di questa situazione; c’è stato un aumento della violenza nei rapporti stretti così come degli abusi sessuali sui bambini. C’è una grande pressione sulle linee di assistenza per i bambini e i giovani.

Malta

Bandiera Malta

Come molti altri paesi del mondo, la pandemia di Covid-19 ha colto le autorità preparate in alcune zone e totalmente impreparate in altre. Fortunatamente per Malta la forte infrastruttura ICT con una copertura del 99% del territorio grazie all’accesso a Internet a banda larga su rete fissa e telefonia mobile 3G/4G completa di Internet a banda larga senza fili ha supportato il passaggio rapido dall’istruzione in classe all’istruzione online al 100% nella seconda settimana di marzo. Tuttavia, il sostegno agli studenti vulnerabili che devono affrontare le sfide a casa, il Ministero dell’Istruzione e dell’Occupazione (MEDE) nell’aprile 2020 ha annunciato un programma per sostenere tali studenti con accesso gratuito a Internet e computer portatili. Inoltre, forse per una coincidenza, nel marzo 2020 il Malta College of Arts, Science and Technology (MCAST) e la Foundation of Social Welfare Standards (FSWS) hanno deciso di rafforzare la loro collaborazione per migliorare il benessere dei giovani ad alto rischio di esclusione sociale. L’Istituto per l’educazione MEDE ha annunciato corsi online gratuiti per genitori ed educatori. MEDE ha anche annunciato un think-tank con rappresentanti di alto profilo della società sull’educazione post Covid-19 a Malta.

Austria

Bandiera Austriaca

Le scuole sono chiuse dal 16 marzo e si prevede che apriranno parzialmente a fine maggio, a partire dalle classi dei diplomati e dalle scuole elementari. La chiusura delle scuole è stata annunciata solo pochi giorni prima, quindi le scuole hanno avuto poco tempo per prepararsi. Dopo la chiusura delle scuole, le lezioni si sono svolte in forma indebolita e la maggior parte delle interazioni si è spostata verso le classi online e l’insegnamento a distanza. Gli insegnanti e i dirigenti scolastici svolgono i loro compiti ufficiali e gli alunni del livello primario e secondario inferiore, che non hanno la possibilità di assistenza a casa, vengono accuditi presso la sede della scuola. Su consiglio del Ministro della Pubblica Istruzione, gli insegnanti non dovrebbero insegnare nuovi contenuti didattici durante le attuali chiusure scolastiche, ma dovrebbero solo ripetere e consolidare ciò che è già stato appreso o insegnato – per evitare di lasciare a casa coloro che non hanno la possibilità di un sufficiente supporto parentale o di attrezzature tecniche.

Secondo un sondaggio della rete educativa “Teach for Austria”, nelle scuole di Vienna, della Bassa Austria e dell’Alta Austria, fino a un quinto degli alunni non è raggiunta agli insegnanti. Molti giovani non dispongono dell’hardware necessario e della corretta gestione delle diverse piattaforme di e-learning, né del supporto dei genitori o di altri assistenti. In particolare all’inizio c’era un’enorme varietà di strumenti e piattaforme diverse utilizzate dagli insegnanti anche nella stessa classe, ma ci sono tentativi di evitare tale disordine a mano a mano che la scuola viene chiusa più a lungo.

Il governo austriaco ha fornito circa 12.000 computer e tablet per gli alunni che non hanno un PC o un portatile a casa, secondo una valutazione delle esigenze del Ministero dell’Istruzione. Tuttavia, il provvedimento è rivolto solo agli studenti federali e la scuola sotto l’autorità dei Länder non ha questa possibilità. Il ministero ha fornito in prestito attrezzature per questi alunni a partire dall’inizio di maggio e a tale scopo saranno utilizzati fondi di bilancio fino a 5,5 milioni di euro. L’attrezzatura sarà prestata fino alla fine dell’anno.

C’è un’ampia gamma di materiale di supporto e consigli pratici su come i genitori potrebbero effettivamente sostenere la scuola a casa e su come potrebbe essere il loro ruolo, oltre a prove parziali su come i genitori percepiscono la situazione dal loro punto di vista. Inutile dire che la formazione a distanza che si svolge nelle case private e nelle famiglie ha messo un enorme sforzo supplementare e responsabilità sui genitori, che sono messi in difficoltà dal lavoro a domicilio allo stesso tempo o mantengono il loro obbligo professionale in altre difficoltà.

Le lezioni per le classi che lasciano la scuola (“Maturità” – “Matura” in lingua originale) sono iniziate il 4 maggio 2020, dopo di che gli studenti maturi riceveranno tre settimane di preparazione mirata nelle scuole. In generale, la “Maturità” consiste in una parte scritta e una parte orale dell’esame. Mentre la parte scritta dovrebbe iniziare il 25 maggio 2020, nonostante i problemi che si manifestano a causa del breve tempo di preparazione, quest’anno si rinuncerà alla parte orale per motivi eccezionali, a meno che un candidato non desideri essere esaminato oralmente in una o più materie (modello di opzione). Le prove scritte di maturità si svolgeranno solo in tre aree d’esame, mentre il rendimento complessivo dell’ultimo anno scolastico sarà incluso nella valutazione, cosa che non avviene normalmente. Ciò significa che lo sforzo durante l’ultimo trimestre viene premiato e i voti del certificato di maturità non dipendono da un singolo esame.

Contemporaneamente alle classi che lasciano la scuola, le scuole professionali e le università riprenderanno l’insegnamento scolastico. Nella formazione professionale, la formazione che comprende attività speciali di laboratorio o workshop può essere sostituita da offerte di formazione a distanza organizzate in modo speciale, per eviatre che siano completamente tralasciate. Se necessario, le lezioni pratiche sono rinviate alle vacanze estive o all’anno accademico successivo. Poiché la formazione professionale e l’apprendistato sono organizzati sotto la responsabilità condivisa tra le scuole professionali e le imprese, in particolare per le parti pratiche, l’effettiva attuazione della formazione complementare sarà coordinata con il settore aziendale, ma l’anno di apprendistato può essere completato in ogni caso. Se necessario, gli esami saranno organizzati online o nelle scuole professionali per i singoli casi, queste ultime nel rispetto delle norme igieniche.

Dopo la fine delle lezioni e delle scuole e istituti professionali, l’insegnamento nella scuola dell’obbligo (scuola primaria e secondaria inferiore, 18 maggio 2020) e nella secondaria superiore (3 giugno 2020) riprenderà in modo graduale. Come principio di base in tutti i gradi, l’insegnamento sarà in gruppi divisi e alternando piani di studio con elementi di lezioni a domicilio e lezioni scolastiche, al fine di sostenere il più possibile l’allontanamento sociale nelle scuole. Le norme igieniche, compreso l’uso di maschere nelle aree scolastiche al di fuori delle classi, devono essere rigorosamente rispettate. Di fronte alla situazione attuale, i piani di studio nazionali dovrebbero essere mantenuti flessibili e l’attenzione dovrebbe essere piuttosto rivolta alla conclusione del trimestre e alla preparazione dei voti successivi, piuttosto che all’insegnamento di nuove materie con tutti i mezzi. I nuovi contenuti e i nuovi ritmi d’insegnamento devono essere ridotti per il tempo che rimane per consentire piuttosto, per contratto, un migliore consolidamento di ciò che è già stato acquisito e per una maggiore diffusione di forme di apprendimento individualizzate e auto-dirette. Gli alunni che appartengono ad un gruppo a rischio continuano ad essere supervisionati attraverso l’apprendimento a distanza, se i loro genitori lo desiderano.

Per il settore universitario, questo piano graduale significa che per il momento l’insegnamento continuerà ad essere implementato come apprendimento a distanza, che le possibilità di tenere esami, ad esempio tramite videoconferenze, saranno esaurite e che la ricerca continuerà – per quanto la situazione locale lo consenta. Non ci saranno eventi accademici o conferenze di alcun tipo, anche in conformità con la situazione giuridica generale e, in ogni caso, le necessarie regole di condotta si applicano anche nel settore universitario (mantenimento della distanza, limitazione del numero di persone, protezione della bocca e del naso, ecc.) A partire dall’inizio del mese di maggio, l’attività delle università sarà gradualmente ripresa. Il Ministero federale dell’educazione, della scienza e della ricerca ha emanato raccomandazioni uniformi per tutte le università. Tuttavia, le singole istituzioni sono libere di adattare le loro procedure specifiche alle specifiche condizioni locali.

L’Università di Vienna, che rappresenta la più grande università completa dell’Austria e dei paesi di lingua tedesca, ha ora ufficialmente esteso l’apprendimento a domicilio fino al 30 giugno 2020 – ciò significa che non ci saranno più lezioni frontali nell’attuale periodo. Al più tardi dopo Pasqua, l’apprendimento a domicilio dovrebbe essere implementato in tutti i corsi da tutti i docenti. Tuttavia, non esistono linee guida standardizzate per l’attuazione della formazione a distanza a livello accademico. Spetta ai docenti stessi quali strumenti tecnici e metodi utilizzare. Il Centro per l’insegnamento e l’apprendimento dell’Università di Vienna fornisce una guida e un elenco di strumenti per l’implementazione dell’apprendimento a distanza sulla loro homepage.

Attualmente non esiste una visione d’insieme delle percezioni, delle difficoltà e delle sfide degli insegnanti nell’affrontare l’insegnamento a distanza. Soprattutto all’inizio di questa fase, c’è stato un numero crescente di relazioni su docenti che sono stati sopraffatti dall’implementazione tecnica e non hanno avuto la conoscenza di come tenere le unità online – e questo forse vale ancora di più anche per gli insegnanti a livello scolastico.

Il modo in cui gli studenti affrontano la situazione, quali misure hanno funzionato e quali settori devono essere migliorati è oggetto di uno studio continuo da parte della Facoltà di Psicologia dell’Università di Vienna su incarico del Ministero Federale dell’Istruzione, della Scienza e della Ricerca.

Un’ordinanza amministrativa del Ministro delle Scienze, attualmente in fase di revisione, prevede che, se vi è un diritto al sostegno allo studio nel periodo estivo 2020, questo rimarrà in vigore anche se vi è un impedimento predominante allo studio a causa delle restrizioni relative alla COVID19 sul funzionamento dell’università. Il periodo di sponsorizzazione viene automaticamente prolungato di un semestre.

Regno Unito

Bandiera Regno Unito

Il Regno Unito è stato lento nella risposta a Covid-19 e ha attuato un blocco solo il 23 marzo 2020. Questo è stato meno rigoroso rispetto alla maggior parte degli altri paesi europei e dall’11 maggio è stato ulteriormente alleggerito, soprattutto per incoraggiare le persone a tornare al lavoro “se possono”, anche se molta confusione consiste nell’esatta regolamentazione e nei consigli. Al momento in cui scriviamo (17/5/20), il Regno Unito è generalmente considerato il paese con la peggiore situazione Covid-19 in Europa, con 243.303 casi positivi confermati e 34.636 decessi confermati. Tutte le scuole sono state chiuse il 20 marzo 2020. Non è ancora ufficiale quando le scuole dovranno essere riaperte, ma in un discorso televisivo del 10 maggio 2020, il primo ministro ha annunciato che a partire dal 1° giugno 2020 “al più presto” le scuole potrebbero essere riaperte. In seguito è stato chiarito che ciò avverrà a tappe con alcuni alunni delle scuole elementari prima, altri dopo e gli alunni delle scuole secondarie dopo. Anche se la data del 1° giugno non è ancora formalmente confermata, vi sono resistenze da parte di alcune autorità regionali e cittadine del nord dell’Inghilterra, nonché da parte di diversi sindacati di insegnanti e di molti genitori che ritengono che sia troppo presto. La chiusura è stata applicata a tutte le scuole, compresi gli asili nido e le scuole paritarie. La chiusura delle scuole è stata annunciata il 18 marzo ed è iniziata effettivamente il 23 marzo, quindi le scuole hanno avuto qualche giorno di tempo per prepararsi. Questo è avvenuto due settimane prima della pausa ufficiale di Pasqua.

Il Governo ha chiesto alle scuole di rimanere aperte per i figli dei lavoratori critici e per i bambini vulnerabili, dove possibile. Le linee guide ufficiali affermano: “Ci rendiamo conto che alcune [scuole] potrebbero non essere in grado di farlo, specialmente se hanno gravi carenze di personale. In questo caso, lavoreremo con le aree locali per utilizzare le strutture vicine per continuare a sostenere i bambini fragili e i figli dei lavoratori più vulnerabili”. Per facilitare questo compito, abbiamo apportato modifiche temporanee alla legge per consentire ai bambini fragili e ai figli dei lavoratori in condizioni critiche di frequentare un’altra scuola, su base temporanea, se la loro scuola è chiusa. Grazie alla relativa autonomia delle autorità educative locali e delle accademie (ancora più autonome) e delle scuole paritarie, il modo in cui le scuole e gli insegnanti affrontano l’insegnamento e l’apprendimento a distanza è molto diverso. Il governo ha fornito una guida per l’insegnamento a distanza e l’istruzione a domicilio, ma non sembra essere molto direttiva.

Il Regno Unito ha già uno dei maggiori divari di rendimento tra studenti svantaggiati e non svantaggiati e molte organizzazioni ed esperti hanno evidenziato come la situazione attuale non farà altro che peggiorare questa situazione a causa della disparità delle condizioni di studio e di sostegno a casa loro. Il confronto è stato fatto con la “perdita di apprendimento” annuale che gli studenti subiscono durante le vacanze estive. “La stragrande maggioranza dei ragazzi riduce le proprie conoscenze dal punto di vista accademico durante le lunghe vacanze estive, ma per i ragazzi svantaggiati l’effetto è particolarmente pronunciato: l’evidenza suggerisce che le vacanze estive potrebbero rappresentare quasi i due terzi del divario di rendimento tra i ragazzi ricchi e quelli poveri all’età di 14 anni”. La responsabilità per l’istruzione primaria e secondaria è decentrata alle autorità locali, alle “accademie fiduciarie” e alle stesse scuole (private) e il sostegno dato su questo (e su altri) temi è molto vario. Un divario digitale è diventato ancora più evidente durante la crisi attuale. Il governo centrale ha un programma di sostegno a questi enti decentralizzati, ma non è chiaro quanto questo sia efficace.

Non sono disponibili dati specifici sui genitori, ma dalla grande quantità di indicazioni disponibili sulla fornitura di sostegno per la salute mentale dei genitori e di chi si prende cura di loro (così come dei loro figli) durante la crisi di Covid-19, è chiaro che molti genitori hanno difficoltà ad affrontare la crisi.

Gli esami finali centralizzati che normalmente si svolgono durante l’estate sono stati tutti cancellati. Al momento della scrittura non è chiaro come e quando questi saranno riprogrammati. A scuole, college e università sono state fornite indicazioni abbastanza dettagliate su come procedere con l’ammissione di alunni e studenti ai successivi livelli di istruzione, che dovranno basarsi sul lavoro svolto in precedenza, sugli esami scolastici, ecc.
Gli esami finali centralizzati che normalmente si svolgono durante l’estate sono stati tutti cancellati. Al momento della scrittura non è chiaro come e quando questi saranno riprogrammati. A scuole, college e università sono state fornite indicazioni abbastanza dettagliate su come procedere con l’ammissione di alunni e studenti ai successivi livelli di istruzione, che dovranno basarsi sul lavoro svolto in precedenza, sugli esami scolastici, ecc.

Il governo non ha chiuso ufficialmente le università. Le università del Regno Unito possono prendere decisioni autonome sulle chiusure, quindi la situazione reale è specifica in ogni caso. Tuttavia, a causa delle misure generali di chiusura e di distanziamento sociale, in pratica lo spazio decisionale delle università è stato molto limitato.

Sono disponibili molte informazioni aneddotiche sulle sfide che gli insegnanti devono affrontare per bilanciare l’insegnamento a distanza con il sostegno al benessere e alla sicurezza dei loro alunni in questi tempi difficili e spesso stressanti. Ciò dovrebbe anche essere correlato ai livelli relativamente elevati di povertà e deprivazione infantile nel Regno Unito, dove le scuole/gli insegnanti spesso svolgono un ruolo più ampio nell’alimentazione e nella tutela di molti alunni. Al momento, c’è anche molta preoccupazione per i piani del governo di riaprire le scuole in un momento in cui molti insegnanti non credono che sia sicuro ritornare.

Non sono disponibili dati specifici e anche questo dipende enormemente dalle università, dalle aree di studio (più o meno intensive) e dalle caratteristiche individuali degli studenti. Alcuni dati dimostrano che molti studenti hanno difficoltà ad affrontare l’apprendimento a distanza. Poiché lo svantaggio si presenta in forme e forme diverse, è difficile trarre conclusioni chiare su dove si trovano le difficoltà aggiuntive per gli studenti svantaggiati in questi periodi. Nel Regno Unito, si parla molto delle difficoltà extra degli studenti più poveri che non sono più in grado di lavorare oltre agli studi, poiché la maggior parte dei lavori che svolgono (ad esempio nel settore dell’ospitalità) vengono cancellati, gli studenti che soffrono di problemi di salute mentale e gli studenti che non sono in grado di stare con la famiglia (ad esempio, molti studenti LGBTQ+).

Multinclude: Sono aperte le iscrizioni al MOOC Pathways to Inclusive Education

MOOC Pathway to inclusive Education

Il progetto #Multinclude  vi invita ad iscrivervi al suo MOOC Pathways to Inclusive Education

Il corso online gratuito è il risultato di due anni di lavoro  del team #MultInclude, su rilevazione e analisi di oltre 70 iniziative e progetti internazionali di inclusione progettati per rispondere all’esigenza di sistemi educativi più efficaci ed equi. Basandoci su queste nuove intuizioni e sulla nostra esperienza nel settore, abbiamo creato il MOOC per aiutare i professionisti dell’educazione a trovare i migliori approcci per rispondere alle esigenze dei loro studenti.
Il MOOC è stato sviluppato dall’Università di Malmö, in stretta collaborazione con tutti i partner #Multinclude, e basandosi su tutti gli altri risultati del progetto. Il corso è in lingua inglese e comprende in seguenti moduli:

 

Module 1: Bridging Gaps

Module 2:  Learning, social skills and learning environment

Module 3: Learning and language

Module 4: Learning through a holistic approach

Module 5: Results and Recommendations from Multinclude

Module 6: Theories

 

I moduli del corso sono tutti indipendenti e possono essere fruiti anche in parte e nell’ordine preferito. Nel caso il progetto suggerisce due percorsi con due forme di certificazione, come da immagine seguente

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine del corso i partecipano avranno imparato di più sull’inclusione attraverso una selezione unica di casi provenienti da tutto il mondo che affrontano diversi aspetti dell’inclusione nell’istruzione. Ricerverai inoltre informazioni dettagliate attraverso un contenuto più teorico e dai risultati dell’analisi nell’ambito del progetto #MultInclude.

Abbiamo identificato quattro risultati di apprendimento, a seconda dei moduli che scegli di seguire, e precisamente:

Contribuire attivamente a una comunità di apprendimento che migliora l’inclusione.
Suggerire una strategia di inclusione come punto di partenza per migliorare le pratiche inclusive.
Creare un ambiente di apprendimento più inclusivo usando la diversità come punto di forza.

 

Per iscrizione:  https://multinclude.eu/activities/multiply/mooc-registration/ 

Laboratorio “Inclusione scolastica: dove si colloca la mia scuola?”

L’Associazione DSchola organizza il laboratorio sulla “Matrice per l’inclusione – Multinclude

Obiettivo del laboratorio è avviare una riflessione sulle politiche di inclusione della propria scuola, attraverso un processo di autovalutazione sulle pratiche e le misure adottate.

Le scuole che aderiscono riceveranno un certificato  e saranno indicate come partner sul sito  del progetto. Il workshop, che ha una durata compresa fra le due e le tre ore, utilizza la metodologia world cafè, per favorire la comunicazione informale sul tema. Il workshop è aperto a tutti ed è rivolto ai referenti per l’inclusione e a tutti gli insegnanti e i dirigenti interessati al tema. Non sono richieste competenze specifiche.

I Laboratori si svolgeranno nei mesi di febbraio e marzo 2020 con questo calendario:

  • ITIS Majorana di Grugliasco il 17 febbraio dalle 14.30 alle 17,
  • IC di La Morra il 19 febbraio dalle 18 alle 20,
  • Liceo Alfieri di Asti, il 16 marzo dalle 15 alle 17
  • IC di Vicoforte il 30 marzo dalle 15 alle 17.

 

Il progetto Multinclude cofinanziato dal  programma europeo Erasmus+, ha come obiettivo quello di definire politiche di inclusione educativa per consentire il successo formativo dall’infanzia fino all’Università, per tutti gli studenti e soprattutto per quelli a rischio di esclusione (minoranze, migranti, persone con disabilità, in condizione di povertà ecc.).  L’Associazione Dschola è partner italiano del progetto.

Multinclude ha selezionato, sulla base di criteri specifici, una settantina di iniziative efficaci sull’inclusione educativa, in ambito di educazione formale, informale e non formale. Le iniziative sono state descritte, usando una metodologia “evidence based” e sono reperibili sul sito www.multiclude.eu. Queste iniziative sono state analizzati per capire quali sono gli “ingredienti” che facilitano il successo educativo, la convivenza ma soprattutto che permettono di sviluppare il senso di appartenenza ad una comunità. L’analisi, oltre ad evidenziare le caratteristiche comuni alle diverse esperienza, ha individuato sette dimensioni dell’inclusione educativa, che insieme alle aree di applicazione costituiscono una matrice che aiuta le scuole e tutte le istituzioni educative ad avviare un processo di riflessione per far emergere quali sono i punti di forza e di debolezza delle proprie iniziative di inclusione. Dalla metà di febbraio 2020 sarà inoltre possibile partecipare al MOOC Multinclude che per approfondire il quadro teorico di riferimento.

 

Per maggiori informazioni sul progetto e partecipare ai laboratori si prega di inviare una mail all’indirizzo info@associazionedschola.it

Workshop Multinclude a Torino

I partner del progetto Multinclude sono stati ospiti dell’Istituto Avogadro di Torino e di Dschola dal 9 al 10 Dicembre e abbiamo avuto l’onore di avere con noi anche l’officer europeo responsabile del progetto, la dott.ssa Cristina Camaiani.  Questo partner meeting è stata l’occasione per presentare il report finale dell’analisi dei 72 casi, raccolti dal progetto. Dall’analisi emerge ad esempio che l’inclusione nelle istituzioni educative spesso viene fatti al di fuori dell’educazione formale, in contesti di educazione non formale e informale, e grazie al contributo di enti terzi, come associazioni, enti terzi ecc. e che le pratiche efficaci sono in maggior parte, nate dal basso per risolvere problemi di uno specifico contesto.  L’analisi sarà presto online sul sito e accessibile attraverso la learning communiy.  Un altro risultato interessante è legato all’evidence based:  nel nostro progetto sta lasciando il posto al “value based”.. insomma l’efficacia dei progetti di inclusione è vista più  basata sui valori che sui numeri, che non sempre così significativi.

Molto si è inoltre lavorato sullo strumento che dovrebbe permettere alle scuole una riflessione sulle proprie politiche di inclusione:  una matrice di indicatori che  lavora  su varie dimensioni quali accesso, modalita’ di insegnamento, interazioni sociali, community, ecc , emerse proprio dal lavoro di analisi, il progetto sta realizzando. Si sta lavorando alla realizzazione di uno strumento che restituisca alle scuole una rappresentazione visiva della propria capacità di inclusione e le aiuti ad individuare quegli angoli ciechi che non rendono una scuola inclusiva.

Per lavorare sulla consapevolezza dell’inclusione a scuole, abbiamo organizzato un workshop rivolto ad alcuni insegnanti dell’Avogadro che ringraziamo nuovamente che si è svolto in tre parti: per riflettere in generale sulle condizioni di partenza, sul tema dell’inclusione in generale e sulle azioni che si intende pianificare per realizzare politiche di inclusione.

Non appena lo strumento sarà disponibile organizzeremo altri workshop per le scuole, se siete interessati contattateci all’indirizzo info@associazionedschola.it

 

 

Educazione inclusiva e coding- 30 settembre WEBINAR

Lunedì 30 settembre 2019, dalle ore 16 alle ore 17, tutti collegati al sito www.multinclude.eu  per partecipare al webinar europeo “S4D: Scratch for Disability” in cui interverranno docenti e studenti del Vallauri, il prof. Parola dell’Università di Torino e la direttrice dell’Associazione Dschola, Eleonora Pantò.

Multinclude è un progetto Erasmus+ cofinanziato dall’Unione Europea e gestito per l’Italia dall’associazione Dschola sul tema dell’inclusione.  Per registrarsi al webinar occorre compilare un form che permette di ottenere l’accesso alla piattaforma. Vi aspettiamo numerosi. 

L’Associazione DSchola di Torino è partner del progetto europeo Multinclude, realizzato grazie al supporto del Programma Erasmus+ ed è finalizzato alla valorizzazione di buone pratiche di inclusione nell’educazione.

Il progetto si occupa della raccolta di casi di progetti e iniziative di inclusione che partono dal basso, e che siano volte a ridurre la non equità verso gruppi sotto rappresentati (per provenienza, condizione socio economica, condizioni di salute). Il focus del progetto è capire come sostenere un percorso di successo educativo che consenta a tutti di completare il ciclo di studi,  fino all’istruzione superiore: interessa tutti i gradi di istruzione, dalla scuola dell’infanzia all’Università e include educazione formale e non formale.

Il progetto adotta una metodologia  evidence based. Le migliori pratiche sono pubblicate sul sito del progetto www.multinclude.eu e valorizzate a livello europeo attraverso una community aperta e un corso di formazione aperta online (MOOC). Il progetto realizzerà al termine uno strumento di autovalutazione che sarà messo a disposizione delle scuole sul rischio di esclusione.

Vi aspettiamo al nostro webinar dove sarà illustrato il progetto “S4D: Scratch for Disability – Coding per tutti” per raccontare il progetto dell’Associazione Dschola e dell’Istituto Vallauri nell’utilizzo delle nuove tecnologie, e del coding in particolare, per favorire l’inclusione scolastica di studenti con bisogni educativi speciali. Iscrivetevi al nostro webinar del 30 settembre 2019 (alle ore 16:00). Vi aspettiamo! 

Il seminario  è svolto in lingua inglese. 

Multinclude: 71 idee per l’inclusione

La squadra di Multinclude si è riunita a fine giugno per fare il punto sulle attivita’ in corso e sulla programmazione futura. Siamo stati ospiti per la seconda volta dell’Università dei Bambini di Vienna, all’interno del campus universitario.

Sono stati due giorni di lavoro intenso che ci hanno fatto riflettere su quanto abbiamo imparato dalla raccolta dei casi. Nella fase di analisi i partner dell’ONG ECHO, applicheranno la Teoria del Cambiamento – (il link porta ad un documento in inglese) per analizzare l’impatto delle pratiche raccolte e come possa scalare. DA una prima analisi sono emersi alcune caratteristiche comuni: le piccole organizzazioni hanno il maggiore impatto, un solo partner non riesce a creare impatto ed e’ necessaria una rete di attori, molte delle pratiche raccolte hanno la finalità di contrastare la dispersione precoce e hanno caratteristiche di intersezionalità.

Nei prossimi mesi è prevista la pubblicazione del lavoro di analisi che sarà la base delle creazione del tool che il progetto sviluppera per l’autovalutzione della capacità inclusiva di una scuola.

Sul sito multinclude.eu sono presenti 71  idee per l’inclusione consultabili attraverso il motore di ricerca che costitutiscono le fondamenta del progetto.

Questi casi saranno alla base della Learning Community a cui vi invitiamo ad iscrivervi  dove si potranno porre domande agli autori dei casi ed eventualmente suggerire altri casi.

Nel frattempo se li avete persi potete approfittare di questo periodo di tranquillita’ per rivedere i tre webinar che abbiamo gia’ realizzato che raccontano casi reali di inclusione.

Selective mutism: the child who said Hello

 

Potete leggere (in inglese)  le prime storie di inclusione: una parla della scuola in ospedale in Ungheria e una parla del bellissimo progetto “La Grammatica Fantastica” ed in particolare di un caso di mutismo selettivo  una delle buone pratiche evidenziate dall’associazione DSchola.

Alla ripartenza della scuola vi presenteremo il webinar su Tecnologia e Inclusione, organizzato da Dschola insieme a tutte le altre   azioni di comunicazione e disseminazione previste dal progetto.

Stay tuned!

Dalla teoria alla pratica: educazione inclusiva e sviluppo del curriculum – Webinar #multinclude

Il prossimo webinar organizzato dal progetto #multinclude si svolgerà il 24 maggio ed avrà come speaker alcuni  importanti esperti di educazione inclusiva, il prof Frank Tuitt, autore di testi chiave sul tema inclusione la prof.  Saran Stewart.  Presenteranno i principali quadri teorici dell’inclusione  e come hanno sviluppato e implementato strutture teoriche di inclusività, oltre a presentare buone pratiche ed esempi per lo sviluppo di strategie educative basate sull’inclusione.

Durante il webinar saranno approfonditealcune pratiche descritte anche sul sito:  1) Office of diversity & inclusion faculti fellows, il progetto pilota dell’Università di Denver per l’inclusione di cui è responsabile il prof. Tuitt, 2) Harvesting the sun’s energy  il progetto dell’Univ. di Kingston in Jamaica per supportare le ragazze al primo anno nelle facoltà scientitiche

Il progetto MultInclude mira ad analizzare i percorsi verso il successo nell’educazione inclusiva ed a costruire una comunità di professionisti impegnati nello sviluppo di politiche scolastiche che sostengano gli studenti a rischio di essere o sentirsi esclusi, affinché siano messi in condizioni di terminare gli studi secondari e continuare al livello terziario.

Il webinar e’ in lingua inglese, è gratuito ma è necessaria l’iscrizione. Tutte le informazioni sono reperibili qui 

E’ disponibile la registrazione del webinar precendente che si è svolto il 15 marzo, legato all’abbandono scolastisco precoce con tre pratiche di inclusione per contrastare questo fenomeno.

Multinclude: raccontateci come si fa l’inclusione nell’educazione

L’Associazione DSchola è partner del progetto Multinclude, realizzato grazie al supporto del Programma Erasmus+ ed è finalizzato alla valorizzazione di buone pratiche di inclusione nell’educazione.

Il progetto nella fase iniziale si occupa della raccolta di casi di progetti e iniziative di inclusione che partono dal basso, e che siano volte a ridurre la non equità verso gruppi sotto rappresentati (per provenienza, condizione socio economica, condizioni di salute). Il focus del progetto è sul percorso finalizzato all’istruzione superiore, ma siamo interessati a tutti i gradi di istruzione e anche educazione formale e non formale.

Il progetto adotta una metodologia  evidence based. Le migliori pratiche saranno pubblicate sul sito del progetto www.multinclude.eu e valorizzate a livello europeo attraverso una community aperta e un corso di formazione aperta online (MOOC).

Il progetto realizzerà uno strumento di autovalutazione che sara’ messo a disposizone delle scuole  sul rischio di esclusione.

Per condividere o segnalare  una buona pratica vi preghiamo di scrivere entro il 30 giugno a eleonora.panto@associazionedschola.it  e sarete contattati per una breve intervista telefonica.

Nel mese di settembre tutte le pratiche selezionate saranno visibili sul sito di progetto.