La scuola che verrà

Riflessioni in vista del nuovo anno scolastico

Nella scuola, la domanda di questi giorni su come sarà il prossimo anno scolastico, è dominata da grandi incertezze.

Tutti: dirigenti, docenti, alunni, famiglie sono spaventati dall’idea di dover di nuovo “subire” la DAD, talvolta demonizzata come il male della scuola. Occorre però, oltre ogni demagogia, cercare di fare una seria riflessione sulle possibilità che si prospettano all’orizzonte.

Prima di iniziare, alcune parole chiave che ci “aiutano” a precisare

  1. ONESTÀ. La DAD (così come spesso è stata organizzata) non è in tutto e per tutto la didattica DIGITALE. Quella dei mesi scorsi è stata una didattica di emergenza che ci ha permesso di far “tenere a galla” la scuola, portandola verso la fine dell’anno scolastico
  2. ATTENZIONE. Ogni ordine di scuola ha delle esigenze diverse: se la DAD ha funzionato abbastanza bene con le scuole secondarie di secondo grado, scendendo con i gradi scolastici sono emerse le maggiori difficoltà. 
  3. CAMBIAMENTO. Il DIGITALE non è solo un’estensione degli spazi e dei tempi di apprendimento: richiede un ripensamento dei “modi” di fare lezione, occorre cambiare radicalmente impostazione.
  4. FORMAZIONE. Il DIGITALE richiede strumenti e conoscenze d’uso. Non tutti hanno queste conoscenze, occorre dunque fare formazione pratica (e non solo teorica).
  5. FOCUS. Occorre mettere il bambino al centro. Ricominciamo dai bambini e dalle loro relazioni, in primis quella familiare. In questi mesi di DAD la scuola è entrata nelle famiglie, ha “toccato” con mano la realtà dei ragazzi; per la prima volta non sono stati loro ad “andare a scuola” ma la scuola ad entrare nelle loro case.
  6. PRUDENZA. Il COVID-19 non svanisce improvvisamente. Occorre pensare la scuola con lo sguardo di coloro che devono convivere con il virus, cercando di limitare TUTTE le occasioni di contagio (pensiamo al materiale scolastico, agli zaini, ai computer condivisi, agli spazi comuni, ecc.)

Date queste premesse, iniziamo a ragionare sulla scuola che verrà.

Il riferimento principale in questo articolo è la scuola dell’obbligo, quella degli Istituti Comprensivi, che maggiormente ha subito (o patito) la Didattica A Distanza. 

Si tratterà di un gioco di equilibri, dove occorre bilanciare educazione, formazione, responsabilità, spazi, tempi e modi. Allo stesso tempo è una grande possibilità che darà spazio al nuovo, al diverso e forse al creativo.

Gli ingredienti sono gli stessi ma per la prima volta, a causa di un essere microscopico chiamato Coronavirus, c’è la possibilità di trasformare la scuola in qualcosa di diverso.

Proviamo a declinare alcuni elementi di riflessione, che come semplici pennellate, tentano di abbozzare un quadro.

1. DIGITALE

La scuola che verrà sarà indubbiamente digitale ma è necessario che questo non diventi il FOCUS. Sfatiamo il mito che con il digitale non si impari meglio (cfr Evidence Based Education, Hattie); per contro, senza DIGITALE l’apprendimento sarebbe anacronistico. Quindi occorre INTEGRARE il digitale a servizio della didattica, spostando l’attenzione dallo strumento all’oggetto di apprendimento.

Suggerimento: scegliere strumenti e procedure semplici e adatte all’età dei ragazzi (cercare una soluzione adeguata)

2. OBIETTIVI

Le domande “Quale obiettivo voglio raggiungere?” e “Come posso raggiungerlo con maggiore efficacia?” devono guidare la riflessione dei docenti, nella scelta degli strumenti e delle modalità. Se quell’obiettivo lo posso raggiungere attraverso un video, o un altro strumento digitale, perché non usare questo approccio? Se invece è meglio un esercizio pratico (o analogico), è da preferire ma ricordiamo di fare scelte ponderate.

Ancora: se, come docente ho delineato l’obiettivo e il modo per raggiungerlo, devo definire (in fase di progettazione) le modalità di verifica, altrimenti perderò un passaggio fondamentale: l’attenzione al processo cognitivo e di sviluppo.

Suggerimento: scrivere sempre l’obiettivo insieme alla tipologia di verifica dello stesso.

3. FLESSIBILITÀ

Nell’apprendimento non esiste la ricetta perfetta che funzioni con tutti gli alunni. Ogni essere umano ha delle caratteristiche fondamentali e un modo di pensare unico e originale. 

Partendo da questo punto, occorre avere una certa flessibilità nei CONTENUTI, nelle PRASSI DIDATTICHE e negli SPAZI.

  • CONTENUTI

Occorre ripensare i contenuti, ripartendo dall’intuizione di Morin  “ E’ meglio una testa ben fatta che una testa ben piena”. Si tratta quindi di SVUOTARE delle teste.

Come possiamo fare? Cercando di “sfoltire” i contenuti per centrare il focus. Che cosa è davvero fondamentale? 

L’immagine guida è quella della cipolla: intorno ad un nucleo tematico ci sono tanti aspetti secondari. Ora, occorre ripartire dal CENTRO, dall’ESSENZIALE, che spesso non è di così facile lettura.

Una volta chiarito questo, possiamo costruire l’apprendimento. 

La domanda che segue è doverosa: possiamo continuare a costruire un apprendimento settorializzato per discipline? Come possiamo supportare gli alunni nel mettere insieme le competenze delle singole discipline per limitare la frammentazione?

La scuola deve tornare ad insegnare un modo di pensare DIVERGENTE (per problemi e non per risposte).

Suggerimento: riprogettare INSIEME NUCLEI TEMATICI intorno ai quali si orienta l’apprendimento di tutte le discipline.

  • PRASSI DIDATTICHE

Se, come abbiamo detto, tutti gli studenti sono diversi, ogni azione didattica funziona: lezione frontale, Cooperative Learning, flipped classroom, Debate, EAS, Webquest, ecc. hanno tutte la loro efficacia. È vero, c’è qualcosa che funziona meglio, come ci dice la ricerca sulle Evidenze. Quello che però è davvero fondamentale è l’atteggiamento del docente che deve essere un motivatore dell’apprendimento, un regista che coordina le azioni degli alunni, ponendo DOMANDE.

La domanda è lo strumento fondamentale, di cui occorre riscoprire la portata e l’efficacia. Fare domande ben poste può fare la differenza.

Suggerimento: scegliere la metodologia didattica in funzione al contenuto essenziale

  • SPAZI

La scuola che verrà deve essere pensata fuori dalle aule “pollaio” (ovvero le aule sovraffollate) e altresì fuori dalle aule “a batteria” (dove ci sono le postazioni degli studenti divisi da pareti di plexiglas). Occorre utilizzare il più possibile spazi aperti, dove mantenere distanze adeguate.

Allo stesso tempo, provare a pensare spazi diversi (non solo aule), e cercare di rendere la scuola viva.

Lo spazio può essere ripensato a partire dall’obiettivo di apprendimento.

Inoltre esiste uno SPAZIO DIGITALE (quello virtuale delle piattaforme) che va utilizzato e regolamentato nell’uso per evitare il rischio di rimanerne sommersi. 

Suggerimento: progettare tutti gli spazi e scegliere come utilizzarli in accordo tra tutti i docenti e in funzione all’età dei bambini (non sempre digitale è meglio)

4. TEMPO

Nella scuola che verrà rimettiamo al centro la LENTEZZA dell’apprendimento. Sviluppare processi richiede TEMPO.

Non è possibile sviluppare APPRENDIMENTO velocemente: non si riesce a plasmare un processo senza concedergli il giusto tempo.

È una questione prettamente umana: pensiamo a quanto tempo impieghiamo, come cuccioli di uomo, per imparare a camminare, a parlare, a esprimere i primi ragionamenti…ogni nuovo apprendimento richiede tempo.

Inoltre, la DAD ha fatto richiesto di riflettere sulla dimensione temporale: il TEMPO-Scuola-in-presenza è fondamentalmente diverso dal TEMPO-Scuola-online. Tenere presente questa differenza aiuterà a non trasporre nelle case le stesse tempistiche scolastiche ma ci permetterà di ridurre il lavoro puntando al centro.

E’ inoltre necessario tenere presente il TEMPO di CONNESSIONE. Davvero dobbiamo essere sempre tutti online e reperibili, con una certa “ansia da connessione”?

Che uso si può fare delle piattaforme? Come possiamo regolamentarle?

Suggerimento: pensare delle azioni calibrate sui propri studenti e adatte sia nel tempo di uso che di apprendimento

5. INCLUSIONE

La scuola di domani non deve dimenticare l’aspetto inclusivo. Una scuola supportata dal digitale deve contrastare il DIGITAL DIVIDE, non solo strumentale ma soprattutto culturale. Tutte le attività pensate devono essere sostenibili per TUTTI Gli ALUNNI. Occorre progettare con cura le tecnologie necessarie, la quantità di banda internet richiesta, i software necessari, ecc.

Suggerimento: dopo aver progettato un’attività, verificare se è inclusiva o se crea delle differenze di accesso alla conoscenza tra gli studenti

6. DISTANZA

La scuola, probabilmente, ci chiederà di essere anche una SCUOLA A DISTANZA. Se l’accesso alla scuola in presenza sarà possibile solo agli alunni con la giusta temperatura, il giusto stato di salute, e mantenendo la giusta distanza, occorre progettare attività FRUIBILI anche a DISTANZA, ipotizzando di avere sempre qualche alunno a casa per assenza.

Torna FONDAMENTALE l’ASINCRONO: evitiamo di proporre fittizi collegamenti casa-scuola, che creano nostalgia e rischiano di minare l’equilibrio emotivo dei bambini. Pensiamo piuttosto contenuti ASINCRONI, alternati da momenti di VIDEOLEZIONI (anche personalizzate) per gli alunni che non potranno essere a scuola.

Suggerimento: pensare una scuola aldilà dei compiti (non è il compito che configura la scuola a distanza…)

7. EMPATIA

La scuola che verrà non può dimenticare la situazione emotiva degli alunni, il loro vissuto, la loro storia, i loro desideri e le loro aspettative.

In questi mesi la mancanza della scuola si è sentita: riprendere il più possibile in presenza, significa tenere presenti le storie dei bambini e dei ragazzi, accompagnarli con delicatezza verso una simil normalità, tenendo conto che nulla sarà più come prima.

Suggerimento: ideare attività gioco in cui i bambini possano sperimentare l’empatia e la presenza degli altri anche dentro le nuove regole del distanziamento sociale. Lavorare sulle emozioni e sul loro riconoscimento costante.

Per poter costruire questa nuova scuola occorre spirito di iniziativa, collaborazione tra discipline, desiderio di mettere al centro l’apprendimento dei ragazzi e la formazione dei docenti (formazione non solo tecnica ma anche comunicativa e didattica).

Teniamo presente quanto affermava Korczak 

Dite: È faticoso frequentare i bambini.

Avete ragione.

Poi aggiungete:

perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi,

inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.

Ora avete torto.

Non è questo che più stanca.

E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi

fino all’altezza dei loro sentimenti.

Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.

Per non ferirli.

Janusz Korczack, Quando ridiventerò bambino

Buon lavoro a tutti !

Goodbye LIM

Tra le tante osservazioni critiche sulle politiche scolastiche nazionali contenute nel rapporto OCSE sull’andamento del progetto Scuola Digitale, è particolarmente interessante il calcolo secondo cui, con il trend attuale, sarebbero necessari all’Italia ben 15 anni per raggiungere il livello di diffusione delle lavagne interattive multimediali del Regno Unito, che per parte sua è arrivato a coprire l’80% delle aule.

Marco Guastavigna su
www.laricerca.loescher.it/index.php/attualita/scienza-a-tech/624-goodbye-lim

Si inaugura la prima classe del progetto Scuola Digitale in Piemonte

Un computer per ogni studente in 28 classi piemontesi di scuola primaria, media e superiore. Più di 700 studenti coinvolti con i loro docenti, oltre 700 computer ultraportatili, studenti e docenti di 12 scuole tecniche Dschola impegnati nella preparazione e assistenza tecnica dei computer.
 
Questi sono solo alcuni numeri del più importante progetto Piemontese di One To One Computing che avvia i lavori sabato 15 ottobre alle ore 11 con la consegna dei computer agli studenti della 2G dell’Istituto Giulio in via Bidone 11.
 
Il progetto è stato reso possibile grazie all’Ufficio scolastico Regionale per il Piemonte con il personale impegno del direttore Francesco de Sanctis, che si è fatto promotore di un raccordo tra istituzioni concretizzatosi con la firma di un protocollo d’intesa le cui parti sono, oltre all’USR, la Regione Piemonte, il Comune di Torino e il Comune di Verbania.
 
Scopo principale dell’accordo è favorire  l’innovazione degli ambienti di apprendimento  attraverso l’integrazione degli strumenti didattici tradizionali con le opportunità offerte dalle TIC
 
Il progetto si distingue dalle numerose iniziative simili per la volontà di trasformare il computer in un vero strumento didattico utilizzabile per la costruzione della conoscenza e non soltanto per la consultazione di libri elettronici e siti internet.
 
Un team di esperti delle scuole tecniche superiori, che appartengono all’Associazione Dschola, ha infatti preparato i computer con una ricca dotazione di software didattico e li ha protetti in modo da azzerarne la manutenzione e aumentarne l’affidabilità. In questo modo i computer vengono consegnati agli studenti già pronti per l’uso in classe e possono essere utilizzati anche a casa per i compiti e per il tempo libero.
 
Un’altra prestigiosa collaborazione è quella dell’Università degli Studi Milano Bicocca, Centro interdipartimentale “Progetto QUASI, Qualità della vita nella Società dell’informazione” che si occuperà del monitoraggio e della valutazione per verificare i vantaggi dell’uso del pc nella didattica e l’impatto di tale uso negli stili d’insegnamento dei docenti e di apprendimento degli studenti
 
Per ulteriori informazioni:
www.usrpiemonte.it/scuoladigitalepiemonte
www.dschola.it

Scuolachefarete: docenti insieme per formare, informare e partecipare!

Scuolachefarete.it nasce per offrire a tutti i docenti che partecipano all’iniziativa “Il Quotidiano in Classe” e, più in generale, a qualsiasi insegnante italiano, l’opportunità di avvalersi di un nuovo strumento informativo e didattico per condividere notizie ed esperienze, in modo intuitivo e dinamico, stimolando di continuo la loro curiosità per fare di questa grande forza l’elemento di punta della redazione.

VALORI CHIAVE. Il progetto è guidato da tre valori chiave che permettono agli insegnanti di muoversi su livelli differenti, ognuno dei quali contraddistinto da un progressivo coinvolgimento ed impegno, a conferma di un contatto che non vuole essere puramente dimostrativo:
il livello informativo, con tutte le notizie di attualità, ricerche ed indagini sull’universo scolastico. Reportage, curiosità, fatti di cronaca, esperienze dal mondo: partendo dalla lettura dei quotidiani, notizie e spunti utili per rimanere sempre aggiornati, da commentare e condividere.
– Il livello formativo, con le rubriche destinate alla valorizzazione dei percorsi formativi: curate e coordinate da autorevoli professori e formatori che metteranno a disposizione la propria esperienza per redarre materiali didattici a disposizione degli insegnanti; rubriche di approfondimento sulle priorità dell’universo-scuola e sull’istituto scolastico del futuro.
– Il livello partecipativo, l’area riservata ai sondaggi, alla community, ai forum e alle stanze di partecipazione: le sezioni che nascono con la volontà di fare di questo portale uno strumento a disposizione dei docenti per esprimere la propria opinione e per condividerla insieme a tanti altri insegnanti.

LOG IN. Tutte le aree del sito sono visibili da chiunque voglia visitarle, ma solamente i docenti profilati ed iscritti potranno commentare le diverse sezioni e partecipare attivamente alla vita del portale.
Inoltre, sempre solo agli insegnanti registrati sono riservate le sezioni forum, sondaggio, archivi, in cui sono presenti materiali didattici e rubriche formative gestite da un team di professori, formatori, professionisti della comunicazione e studenti universitari.

Per maggiori informazioni: http://www.scuolachefarete.it/

Usare twitter per imparare la storia

eroitwittanti
eroi twittanti

Ecco un interessante esempio di utilizzo di twitter a scuola per impare la storia, complimenti agli insegnanti!

da La Stampa ” Eroi twittanti: i protagonisti del risorgimento dialogano in 140 caratteri”

«Bagarre in Parlamento! Il Presidente della Camera costretto a sedare un’accesa lite verbale tra l’onorevole G. e il ministro C.». Oppure: «Senza unità non v’è veramente Nazione… senza unità non v’è forza, e l’Italia ha bisogno anzitutto d’essere forte». Sembrano brani tratti dalla cronaca o dagli editoriali di questi giorni; invece si tratta di frasi ricavate da documenti di 150 anni fa (il ministro in questione è Cavour e l’onorevole Garibaldi), raccolte e divulgate su Twitter e Facebook da un gruppo di giornalisti e redattori piemontesi.

Roberto Cena, Silvia Alberto di Chivasso, Fabrizio Mastroleo, Marco Ferraris e Diego Scarella animano Eroi Twittanti, una lista pubblica di tweet al cui interno i principali protagonisti del Risorgimento riflettono e commentano la situazione italiana di un secolo e mezzo fa. C’è anche una pagina Facebook, TwItalia 150, in cui vengono riproposti i messaggi postati su Twitter.
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Altre idee sull’uso del web20 a scuola

Vacanze Scientifiche

L’associazione no profit «Objectif Sciences International» propone dei soggiorni scientifici di alta qualità, rivolti a grandi e piccini. I campi scientifici, organizzati per il piacere di tutti, accolgono ragazze e ragazzi tra i paesaggi più incantevoli. Inoltre, una squadra di educatori scientifici, estremamente motivati e pronti a farsi in quattro per voi, vi permetterà di vivere delle avventure scientifiche formidabili.

Soggiorni di ricerca-studio per bambini e ragazzi da 7 a 25 anni in Francia, Quebec, Asia centrale, Polo nord, Giappone su temi di astronomia, archeologia, informatica, robotica, elettronica, ambiente.

Per saperne di più  http://www.vacanze-scientifiche.com/

Media & Learning News: e’ uscito il numero di marzo 2011

Logo Premio Medea
Premio MEDEA

Non perdete il numero di marzo di Media & Learning news! Per tutti coloro che si occupano di media e apprendimento – concorsi, segnalazioni e molto altro ora anche in Italiano.. in questo numero

  • un articolo dalla Tv della Catalogna: educazione come sfida comunicativa
  • la vetrina dei Premi MEDEA: Pocket Anatomy, per vedere la complessità dell’anatomia umana sul cellulare
  • Ferri del mestiere: continua la serie 3D Fai-da-te DIY 3D Video, Parte 3
  • il sito dei Premi MEDEA diventa multilingua MEDEA Awards website
  • i nuovi Punti di contatto nazionali in Germania e a Cipro
  • e molto altro,,

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Piemonte: una rete scolastica per meccatronica e robotica

Nasce in Piemonte la rete scolastica orientata alla meccatronica e alla robotica, basata sull’uso di laboratori comuni adeguatamente predisposti e l’insegnamento di un corpo docente veramente aggiornato secondo l’evoluzione tecnologica.

A consentirlo è l’alleanza tra Regione, Ufficio scolastico regionale, Camera di Commercio, l’Unione Industriale, Amma (Aziende meccaniche meccatroniche associate), Provincia, Politecnico e Ipsia Galilei di Torino, sfociata il 4 novembre nella firma di un protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’istruzione tecnica e professionale in questo campo.

Molti i risultati attesi: basti pensare che in Piemonte sono presenti oltre 250 imprese del settore, con circa 2,5 miliardi di fatturato e 12.000 addetti (che rappresentano circa il 44% del totale nazionale). Si tratta in parte di aziende costruttrici di robot base o che integrano robot nell’ambito di celle o linee automatiche. E la nuova impostazione degli ordinamenti dell’istruzione tecnica e professionale, con le flessibilità curriculari previste, rappresenta un’importante occasione affiché il sistema formativo piemontese si arricchisca di saperi finora non contemplati e si organizzi per tempo in tale direzione, dal punto di vista laboratoriale, dell’innovazione didattica, dell’orientamento, nonché dell’aggiornamento del corpo docente.

“L’offerta formativa piemontese, tra le migliori in Italia, sceglie di potenziare le opportunità di apprendimento e specializzazione professionale in uno dei suoi settori più innovativi e d’eccellenza – commenta l’assessore regionale all’Istruzione, Alberto Cirio – Questo protocollo è una garanzia di collegamento diretto tra l’insegnamento scolastico e la realtà industriale della filiera robotica e meccatronica, che prepara e proietta in modo competitivo i nostri studenti verso il mondo del lavoro, offrendo loro una valida prospettiva di sbocco professionale”.

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Prevenzione 2.0: a Genova si sperimenta la tweer education

Tweer Education è un progetto, nato all’interno del più ampio progetto di ricerca “Prevenzione 2.0“, che prevede l’utilizzo di Twitter nelle attività educative rivolte agli adolescenti, con particolare riguardo alla prevenzione del consumo di sostanze psicotrope legali ed illegali.

Il progetto coinvolgerà, nella sua prima sperimentazione prevista per il corrente anno scolastico (da ottobre 2010 a marzo/aprile 2011), un gruppo classe del Liceo Linguistico Marconi di Milano.  Saranno previste attività in presenza, quali discussioni di gruppo, video training, brainstorming sul tema del consumo di sostanze e sui suoi risvolti legali, sanitari e sociali, alternate ad attività a distanza; ai ragazzi verrà chiesto di reperire notizie e materiali informativi sul Web, seguendo blog, siti istituzionali e social networks, e successivamente di caricare commenti e parole chiave attraverso il proprio profilo Twitter.  Dalle osservazioni emerse saranno poi elaborati dei post da inserire nel blog “Prevenzione 2.0” (http://prevenzionecsg.wordpress.com/). In questo modo gli studenti potranno misurarsi con differenti risorse multimediali ed interagire con i loro coetanei di altre scuole ed altre città, su tematiche molto attuali ed importanti per l’universo giovanile.
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Manifesto per l’informatica nella scuola

Segnaliamo il Manifesto per l’infomatica a scuola a cura dell’Associazione “GRUPPO DI INFORMATICA (GRIN)”

È disponibile il manifesto sull’informatica nella scuola che esprime il punto di vista congiunto GRIN – GII – CINI sull’insegnamento dell’informatica nella scuola nell’ambito della riforma in atto.
Il manifesto richiama anche un documento elaborato all’inizio della discussione sulla riforma dei licei da una commissione istituita da AICA (Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico) che aveva proposto un disegno articolato dell’insegnamento dell’informatica nelle diverse scuole.

Chi lo desiderasse può rivolgere domande o mandare osservazioni al seguente indirizzo grinta@grin-informatica.it

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