Proprio su Dschola, la scorsa estate, abbiamo provato per voi e recensito per primi Windows 10 Education. Ora abbiamo in anteprima una prima soluzione per un problema misterioso quanto grave che affligge i tablet Surface Pro di Microsoft.

Si tratta del consumo rapidissimo della batteria in stand-by (battery drain) un problema che Microsoft, da quello che si legge in rete, non sa ancora o non intende risolvere tanto da far coniare a Paul Thurrott, uno dei blogger più influenti su Microsoft, il termine Surfacegate.

Negli articoli presenti in rete si parla anche di altri problemi di gioventù dei nuovi modelli serie 3 e 4 e si associa erroneamente il problema dello stand-by battery drain agli ultimi modelli ma non è così.

Il Surface in mio possesso, prima serie con processore i5, aveva già presentato questo difetto nell’agosto 2015 dopo alcuni aggiornamenti di cui non ho tenuto traccia.

Ma quali sono i sintomi: Il tablet non entra correttamente in modalità stand-by (in realtà ci entra ma dopo pochi minuti si riaccende da solo) e scarica la batteria in poche ore. Se il tablet viene spento dopo pochi minuti si accende da solo poi, se nessuno lo tocca, ritorna in stand by e poi si riaccende e via così fino alla fine della batteria.

Inizialmente pensavo ad un malware o ad uno spyware ma poi ho notato che ripristinando il tablet alle impostazioni di fabbrica il difetto spariva, e che aggiornando il tablet il difetto si ripresentava. Quindi niente malware ma un problema di aggiornamenti.

A quel punto ho resettato alle impostazioni di fabbrica e fatto subito upgrade a Windows 10 ed il difetto è sparito per una decina di giorni per poi tornare con i primi aggiornamenti automatici.

Dopo numerose prove e ripristini ho finalmente individuato l’aggiornamento che crea questo terribile difetto: si tratta dell’apparentemente innocuo aggiornamento cumulativo del 18 agosto 2015:  kb 3081444

Senza questo aggiornamento e senza nessun’altro aggiornamento il tablet funziona correttamente, con questo aggiornamento (e con i successivi) il tablet non va più in stand by e addio batteria!

Ancora oggi, dopo 5 mesi sembra che non ci sia una soluzione: www.pcprofessionale.it/2016/01/29/surfacegate-gli-aggiornamenti-di-gennaio-non-risolvono-i-problemi/ e non potrebbe essere diversamente perché il problema sono proprio gli aggiornamenti!!!

Adoro le soluzioni paradossali, sono sempre le migliori:

  1. Ripristinare il tablet Surface alle impostazioni di fabbrica
  2. Se è un tablet con win 8 eventualmente aggiornarlo a Windows 10 ma con una ISO che non contiene il kb 3081444 (quelle di agosto ne erano sprovviste).
  3. Bloccare subito tutti gli aggiornamenti disabilitando il servizio Windows Update.

E gli aggiornamenti? Da settembre uso con soddisfazione Windows 10 su Surface Pro senza nessun aggiornamento!!! funziona benissimo veloce e con tanta autonomia… e mi tengo ben stretta la ISO di Windows 10 che non ha ancora inglobato il kb 3081444.

Ora verrebbe però da chiedersi cosa diavolo è stato messo negli aggiornamenti di agosto di Windows 8 e 10? dalla documentazione in rete sulla kb 3081444 non emerge niente di strano o di sospetto e gli stessi aggiornamenti su qualsiasi altro notebook non danno nessun problema. In rete si parla di problemi di firmware ma penso proprio non si tratti di un problema di firmware bensì di un qualche timer di wake-up impostato ad hoc per chissà quale motivo, come se a Windows fosse stato aggiunto un misterioso servizio di controllo dei surface che deve fare qualcosa ogni 5 minuti e che è talmente importante che deve essere eseguito anche se il tablet è in stand by, provocandone quindi la riaccensione. Insomma il mio sospetto iniziale sullo spyware non era poi così infondato 😉

www.associazionedschola.it/blog/windows-10-educational/

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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