Il progetto Erasmus+ Stop Cyber Violence si rivolge ai giovani, agli operatori giovanili, agli insegnanti e alle famiglie e ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza aiutando gli adulti nel cogliere i segnali di cyberbullismo, fornendo un approccio metodologico adeguato per dare agli operatori giovanili, agli educatori e agli insegnanti gli strumenti per comprendere le opportunità e i rischi del mondo digitale.

Per raggiungere questi obiettivi il progetto produrrà materiali a supporto e organizza un corso di formazione gratuito della durata di 48 ore, che si svolgerà nei mesi di Ottobre e Novembre 2018.

Il corso affronterà le seguenti tematiche: Comunicazione efficace, Assertivitàe resistenza allo stress, Gestione del Tempo, Lavoro di Gruppo, Cyberbullismo e Social Media,  Identità digitale e privacy, Progettazione di un intervento formativo.

Il corso è organizzato con  attività laboratoriali, è gratuito e fornirà attestato di partecipazione. Il numero massimo di partecipanti è 30 persone a cui  è richiesto di organizzare a loro volta un intervento di formazione di almeno 4 ore, a conclusione del corso.

I destinatari del corso sono animatori giovanili, insegnanti, ricercatori, genitori, formatori educatori e studenti degli ultimi anni delle superiori e dell’Università.

CSP in qualità di partner del progetto, in collaborazione con vari Enti e Associazioni del territorio organizza un evento  di presentazione del progetto e del corso di formazione

 

19  Settembre 2018 delle 14.30 alle 17.30  

presso Ce.Se.Di in Via Gaudenzio Ferrari, 1 Torino

 

La partecipazione all’evento è gratuita ma si richiede iscrizione all’indirizzo  https://cyberviolence.eventbrite.it

Per maggiori informazioni sul progetto si rimanda al sito:

http://www.cyberviolence.eu

 

Per maggiori informazioni sul corso è possibile inviare una mail a eleonora.panto@csp.it

Maggiori informazioni: Programma  evento+corso

Allegati

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

    Rating: 2.8/5. From 4 votes.
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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

      Rating: 4.6/5. From 7 votes.
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