Social network e libertà di parola

Un decreto del presidente USA Donald Trump si scaglia contro i social network… per censurare – diremmo noi – era ora! no! per limitare la censura dei contenuti!?!

Usa, Trump ha firmato il decreto contro i social: “Per difendere la libertà di parola da uno dei maggiori pericoli”. Limiterà loro immunità su censura contenuti – Il Fatto Quotidiano

Ma come? sono anni che il dibattito politico si concentra su fake news, fact checking, fonti certificate, web tax sulle notizie e metodi per censurare quello che “non va bene” e adesso arriva Trump e smonta tutto?

L’allarme lo aveva già dato Umberto Eco: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli!”

Come non dargli ragione, ma questo era sicuramente un discorso classista che vedeva il popolino buono solo per frequentare i bar e non certo la cultura. Lo stesso presidente per molti (e non solo per Eco) farebbe bene a parlare solo al bar, senza danneggiare la collettività con i suoi tweet (in questo momento Minneapolis è in fiamme) .

Tornando a Umberto Eco la soluzione da lui proposta era chiaramente sbagliata, obsoleta, perfino pericolosa: “Filtrare con un’equipe di specialisti le informazioni di internet perché nessuno è in grado di capire oggi se un sito sia attendibile o meno”.

Il comitato di specialisti altro non sarebbe che una nuova censura, ne abbiamo avute troppe nella storia, non auguro a nessuno di assistere a nuovi roghi di libri e neanche di caratteri ASCII.

Il fatto che un presidente – per interesse sia chiaro – difenda la libertà di parola lo mette, paradossalmente, al di sopra di tutti gli altri governanti che, sempre per lo stesso interesse, farebbero – ed hanno fatto in passato – esattamente il contrario…

La libertà di parola globale (di tutti e non solo di quelli dotati di pedigree culturale) è in realtà una conquista preziosa, che finirà certamente nei libri di storia, e di cui non ci rendiamo ancora bene conto. La usiamo non sempre bene e non diamo il buon esempio ai ragazzi che talvolta commettono errori e finiscono nei guai.

Oggi i social network si affidano alla moderazione e ai moderatori (ruolo inventato 30 anni prima con le chat ed i newsgroup), abbiamo meno certezze e molte più responsabilità. In qualsiasi caso la libertà di parola viene sempre prima e, proprio per evitare censure, oggi spetta a ognuno di noi essere autore autorevole e quindi credibile.

A scuola dovremmo insegnare solo questo: essere sempre autori e mai utenti delle informazioni e fare di tutto per diventare autori autorevoli, acculturati e credibili.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/05/28/usa-trump-ha-firmato-il-decreto-contro-i-social-limitera-loro-immunita-su-censura-contenuti-zuckerberg-contro-twitter-non-siamo-arbitri/5816669/

Una risposta a “Social network e libertà di parola”

  1. da tener ben presente però che Trump è stato eletto dal popolo del web, dal caso cambridge analytica e quindi ha tutti gli interessi per farlo in vista anche delle prossime elezioni.

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