Le LIM (Lavagne Interattive Multimediali) continuano ad essere il sogno proibito per molte classi: il 50% delle aule in Piemonte non possiede infatti nessun tipo di tecnologia. Parlando con alcuni colleghi emerge però che le LIM vengono per lo più utilizzate per proiettare qualcosa, molto poco per interagire con le funzioni touch: qualcuno ci scrive, molti scorrono le pagine con il dito e poco più. Le LIM costano anche parecchio e richiedono un KIT che comprende proiettore, staffe e PC che non sempre risulta essere perfettamente integrato. In tutti i casi il proiettore è l’anello debole del sistema: la luminosità nelle giornate di sole non è mai abbastanza,  la lampadina dura al massimo 3 anni e poi è da sostituire e spesso si danneggia anche il proiettore.

Se per noi il touch screen non è fondamentale allora una Smart TV LCD in classe potrebbe essere una ottima alternativa: lo schermo LCD è molto più luminoso di un videoproiettore, ha una ottima definizione e una durata dichiarata almeno 20-30 volte superiore a quella di un videoproiettore!

Per poter essere una valida alternativa le dimensioni dello schermo sono importanti: oggi con circa 700-800 euro (ma anche meno) si può acquistare una Smart TV da 65 pollici con risoluzione UltraHD/4K. Questo vuol dire che con i soldi di una sola LIM possiamo installare gli schermi in ben 3 classi!

Ovviamente lo schermo va collegato ad un computer, molte scuole hanno già un PC sulla cattedra e possono usare quello. Ma se non abbiamo un computer dedicato e se usiamo i tablet in classe la Smart TV è in grado di funzionare anche senza PC.

Le Smart TV sono infatti dotate di connessione wireless, presa di rete, porte USB, player multimediale, browser Web, mirroring per proiettare lo schermo del tablet sul TV e, in alcuni casi, anche di android e la possibilità di installare APP. Questo vuol dire che, senza avere un computer, possiamo portare un pennino usb con dei video e guardarli direttamente, portare il tablet in classe e proiettare mediante la rete wireless, collegare tastiera e mouse alle porte usb (meglio senza fili) e utilizzare il browser integrato nel televisore per navigare su siti e applicazioni web, non ultimo vedere i video di youtube sempre senza bisogno di un computer. Ovviamente, se si collega una antenna, possiamo anche vedere i programmi televisivi. Non gli manca neanche la parola: i televisori infatti sono già dotati di amplificazione audio e ci risparmiano il fastidio di collegare scomode e costose casse acustiche.

La scelta ulteriore di avere una Smart TV con Android e non con un sistema operativo proprietario la trasforma in un dispositivo incredibilmente potente, pensiamo alle migliaia di APP didattiche presenti sul PlayStore e alle Google Apps; ma le prestazioni delle nostre APP preferite e la presenza del PlayStore ufficiale di Google vanno provate e verificate prima della scelta del modello giusto.

La tecnologia del TV LCD/LED/oLED per la scuola non è molto importante, a noi serve lo schermo più grande al prezzo più basso. Basta fare un giro online o nei supermercati per inquadrare i  vari modelli e magari fare due prove di compatibilità per il mirroring.

Se poi vogliamo schermi ancora più grandi, larghi come una normale LIM, quindi da 75 pollici il prezzo di acquisto oggi è circa il doppio 1700€ (sicuramente destinato a scendere). Se puntiamo a dimensioni leggermente minori (magari per una scuola dell’infanzia o primaria) i 55 pollici oggi costano circa 400 euro, davvero poco.

Il Kit ideale prevede:

  • Smart TV 65″ con LAN/WiFi, USB, Browser; Mirror e Player Multimediale (opzionale con Android)
  • Staffe VESA per fissaggio al muro (piatte! non snodabili!!!) 15€
  • Tastiera wireless con touchpad 20€
  • Eventuale cavo HDMI di lunghezza adeguata per connessione al PC della cattedra (si può proiettare anche via WiFi)

Con 800€ avrete un kit multimediale davvero completo e di sicuro impatto, da affiancare alla lavagna tradizionale.

Al giorno d’oggi, dove perfino le macchinette del caffè espresso dei bar sono dotate di schermi LCD, gli schermi LCD mancano solo più nelle aule di scuola!!

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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