Tormentone delle amministrazioni pubbliche degli ultimi decenni il concetto di Smart City ha cavalcato tutti i filoni dell’innovazione tecnologica ma ora è a un bivio: Smart Working SI o NO? perché nel lockdown ha funzionato decisamente bene e i più attenti si sono accorti che, le città moderne, altro non sono che un girone dantesco che trae profitto da milioni di spostamenti quotidiani sui quali si regge un’enorme economia.

Ultimamente non sono mancate le riflessioni contro l’economia delle piattaforme web: dove i servizi apparentemente gratuiti che ricevi altro non sono che un piccolo ritorno dei grandi profitti che le piattaforme traggono gestendo e divorando i tuoi dati personali. Per fare un classico esempio sembra che google/facebook/ecc.. lavorino gratis per te ma invece sei tu che lavori aggratis per loro.

Ebbene la stessa riflessione andrebbe anche fatta sullo stesso concetto di città, zona industriale e lavoro. Sembra che abitare in città o in prima periferia ti offra mille servizi, ma sono tutti servizi che paghi a caro prezzo, e non soltanto economico ma anche e soprattutto in tempo perso, code e spostamenti e inquinamento che potrebbero essere inutili in un ottica di smart working.

Purtroppo gli spunti di riflessione su questa tematica mancano sia nei media tradizionali e ancor più negli ambienti politici. Sembra che tutti, giornalisti e politici, come anche il Sindaco di Milano Sala, desiderino farci tornare al più presto esattamente come eravamo prima: in coda sulla metro, in coda al bar, ammucchiati sul treno in ritardo, con un mutuo centenario per un bilocale in centro quando con gli stessi soldi avremmo garantito alla nostra famiglia una tenuta di caccia in campagna.

Allora ecco che conviene leggere questi due bellissimi articoli di Giacomo Dotta su Punto Informatico e conviene leggerli anche con i nostri studenti e farci molte riflessioni:

I nemici dello smart working non sanno di esserlo

Paradosso smart working (Sala sa di sbagliare)

Si teorizza da anni di una decrescita felice per tutelare l’ambiente e ora abbiamo lo strumento giusto: lo Smart Working è il futuro di molti mestieri e la decrescita (infelice?) di molte città. Meno spostamenti, meno veicoli, meno inquinamento, prezzi delle case più accessibili, la possibilità per i giovani di recuperare a poco prezzo abitazioni lontane dalle grandi città, risparmiando, inquinando meno e vivendo meglio. Per vendere i prodotti della tua bottega o per lavorare a distanza ti basta una connessione e sei al centro del mondo!

Ma c’è da scommetterci non sarà facile, lo smart working potrebbe scardinare un meccanismo che gira da secoli. Le città hanno bisogno delle affannate vite di milioni di formiche operaie. I politici potrebbero essere costretti a fare scelte sbagliate semplicemente perché non in grado di governare il cambiamento.

La riflessione prosegue su: Batteria non (più) ricaricabile

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