Tra i vari pc economici per rinnovare i laboratori o da utilizzare per le LIM in classe, ecco spuntare Remago Air X1, un mini pc dalle prestazioni davvero interessanti ed equipaggiato con una versione licenziata di Windows 10. Remago è una azienda Svizzera ma online si trovano anche altre versioni dello stesso PC con marchi diversi.

Il pc si presenta con delle caratteristiche interessanti: un processore Intel Atom Quad core 1,83Ghz, 2 Gb di Ram DDR3, un hard disk allo stato solido eMMC a scelta da 32 Gb o 64 Gb, uscita video HDMI e adattatore VGA, una scheda Wireless 802.11bgn dual band, Bluetooth, Scheda Ethernet, 2 porte USB, 1 Mini USB e uno slot per Micro SD fino a 128 Gb.

Il sistema operativo, come già detto, è Windows 10, fornito in versione Home Edition o Professional. Occorre ricordare che la principale differenza tra i due è che le versioni Home Edition non possono essere inserite in un dominio, opzione invece disponibile per le versioni Professional. Le scuole non hanno bisogno di inserire i pc in un dominio di rete:, che di solito è presente solo nelle segreterie. Acquistare la versione Home Edition può quindi costituire un notevole risparmio e non limita in nessun modo le funzionalità del PC.

La scatola del Remago è molto curata, c’è anche una carta con un fumetto divertente che indica la novità del prodotto.

Al suo interno troviamo l’alimentatore da 5v, un cavo HDMI, un adattatore HDMI-VGA e un cavo audio. Si nota subito che l’alimentatore sembra quello di uno smartphone: infatti il Remago ha un assorbimento di soli 5v, contro i 300w che in media consuma un pc desktop tradizionale. Dalle analisi fatte da Dschola questa caratteristica corrisponde ad un reale risparmio energetico, senza considerare il basso impatto sull’ambiente (il consumo medio di un pc desktop corrisponde al consumo di 60 Remago).

Sempre nella scatola troviamo un supporto metallico per l’installazione del pc a muro a fianco di una LIM o dietro un monitor. Questa staffa è decisamente comoda ed esteticamente molto gradevole ma costituisce un impedimento per la connettività wireless: infatti se il pc è “ingabbiato” in questo supporto il segnale wireless si riduce. Sarebbe stato meglio un supporto di plastica ma forse avrebbe perso in eleganza e sicurezza. Il problema si risolve se per la rete si utilizza il cavo ethernet. In alternativa si può montare la staffa senza installare il pezzo superiore, che si trova proprio sopra l’antenna wireless integrata (interna, posta in alto a destra).

Per avviare il pc occorre collegare una tastiera e un mouse usb. Essendo queste le sole due porte in formato tradizionale disponibili il pc rimarrà con una sola porta mini-usb. L’inconveniente si risolve con un adattatore da pochi euro che converte la mini-USB in una porta USB tradizionale oppure utilizzando un kit tastiera+mouse Wireless con il ricevitore che occupa una sola porta USB

Appena avviato la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un pc desktop: non ci sono differenze né grafiche, né di sistema. Installando tradizionali programmi il pc è reattivo, grazie anche all’hard disk allo stato solido che con le sue prestazioni aiuta il processore ad elaborare i dati. Con le principali operazioni di navigazione, gestione della posta, videoscrittura e utilizzo di software didattico si comporta egregiamente. Persino l’avvio di più software in multitasking permette al pc di essere reattivo.

Un ulteriore test per l’uso didattico è stato quello di collegare il pc alla LIM e installare il software Smart Notebook, notoriamente “impegnativo”. Ebbene, il nostro Remago ci ha davvero stupiti: si comporta in modo fluido e non perde nemmeno un click, sia esso fatto con il mouse che con il touch della LIM.

Questo uso è particolarmente indicato: con circa 110 € è possibile avere un pc funzionante da collegare alla LIM, senza avere l’ingombro dei cavi. E’ vero che si perde il monitor aggiuntivo che può dare un pc portatile ma si guadagna in sicurezza (niente cavi, né canaline), in estetica senza contare il risparmio economico.

Abbinando poi il nostro Remago ad una tastiera e mouse senza fili si continuano ad avere libere le porte usb e si ha un sistema gradevole e funzionale.

Riassumendo: per avere una postazione fissa è sufficiente un monitor (meglio se touch), una tastiera e mouse usb e volendo un cavo da mini-USB a USB, più il Remago. Con circa 200 € si può fare una postazione nuova con pc Windows 10 originale. Se invece voglio recuperare i vecchi monitor e le vecchie tastiere e mouse USB servirà solo il cavo adattatore e il Remago, spesa di circa 110 € .

Davvero un bel modo per far risparmiare i docenti affezionati al mondo Windows. Ah, una sola precisazione: non abbiamo ancora provato Remago con Autocad o altri software che richiedono notevoli caratteristiche tecniche ma…vi rimandiamo ad una prova più approfondita che pubblicheremo nei prossimi giorni sul canale GreenLab  www.associazionedschola.it/greenlab  con foto  benchmark.

Sito ufficiale Remago: http://remago.com/

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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