Pubblicato su Smile venerdì 1 marzo 2002

Un recente studio, pubblicato dal Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale – Cedefop – e presentato a Parigi nel corso dell’e.learning expò (5-6 febbraio) analizza lo sviluppo dell’e-learning in Europa.

Lo studio è basato su un campione di interviste rappresentative dei diversi paese membri dell’Unione per ciascuno dei quali viene presa in considerazione la differente impostazione dei sistemi di insegnamento e formazione professionale; la molteplicità degli attori coinvolti nell’apprendimento; la separazione tra utenti e fornitori di formazione; le differenti discipline insegnate o i settori aziendali coinvolti e la distinzione tra le infrastrutture di formazione e i vari supporti per l’apprendimento.

Fra i dati più significativi ricordiamo la diversa penetrazione dell’e.learning rispetto alla formazione tradizionale: in media, circa il 30% dei cittadini Ue che dedicano del tempo all’insegnamento e alla formazione professionale fa appello all’e-learning, con soglie sorprendenti del 40% in Italia e Grecia contro valori altrettanto inaspettatamente inferiori al 20% in Danimarca, Germania e Belgio.

Altro dato a sorpresa, che rovescia convinzioni finora diffuse, è quello che registra come la percentuale di formazione erogata con le nuove tecnologie sia maggiore nelle aziende più piccole. Secondo lo studio del Cedefop, infatti, le società con meno di 50 addetti ricorrono al training a distanza per il 35% del proprio fabbisogno formativo, contro il 20% circa delle aziende fra i 50 e i 500 dipendenti.

Pubblicato su venerdì 1 marzo 2002



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