Playstation a scuola? Si può fare!

Negli anni 80 gli studenti andavano a scuola portando nel taschino le loro calcolatrici programmabili e si sentivano già  subito un pochino ingegneri e scienziati. Ma la scuola non ha capito e, a forza di divieti, la moda delle calcolatrici programmabili (veri e propri microcomputer dell’epoca) è sparita. Nonostante gli sforzi di TI, HP, Sharp e Casio per rilanciare le calcolatrici programmabili nella didattica ed i tentativi di vari progetti internazionali a favore dei palmari il terminale degli studenti è diventato inesorabilmente il telefonino. Gli studenti oggi non fanno più a gara su algoritmi e funzioni ma con video e suonerie 🙁 contenti? Forse era meglio non vietare le calcolatrici?
PSP a scuola Per fortuna, da due anni circa, gli studenti stanno adottando un nuovo dispositivo: la PSP – Play Station Portatile. Si tratta di un computer palmare molto potente, dotato di un display eccezionale e di connettività  wireless. La PSP costa meno di un palmare e condivide con questi dispositivi l’assenza della tastiera; ma può eseguire giochi, riprodurre musica, filmati e navigare su internet molto meglio di qualsiasi palmare o telefonino. Ecco perché gli studenti se la comprano e se la portano dietro nello zainetto…anche a scuola!

Ora, come scuola, abbiamo due possibilità : sfruttare l’occasione o ignorare il fenomeno e vietare. Ignorare l’esistenza di questo dispositivo ci farà  soltanto passare per matusa senza nessun altro beneficio, sfruttare l’occasione ci farà  entrare nel mondo degli studenti potendo stimolare usi proficui e didattici delle nuove tecnologie. Gli strumenti tecnologici, infatti, non sono di per sé negativi o positivi, ma è l’assenza di linee guida, di stimoli e di idee a consentirne un uso scorretto e non istruttivo.

Presso l’ITI Majorana di Grugliasco (TO) si è tentato di non ignorare il fenomeno e di dare alcune risposte per coinvolgere gli studenti dotati di PSP.
– Per prima cosa abbiamo offerto a tutti gli studenti dotati di PSP, di palmari e di Notebook l’accesso wireless ad internet. La navigazione è ovviamente protetta, gli studenti per avere l’accesso sottoscrivono la PUA (Politica Uso Accettabile della rete) e vengono messi in guardia circa i rischi che possono derivare da un uso scorretto della rete.
– Poi abbiamo invitato gli studenti interessati alle PSP nelle attività  del DopoScuola In Rete che prevedono l’apertura pomeridiana di un laboratorio connesso in rete. Al DopoScuola In Rete possono partecipare, su prenotazione, tutti gli studenti dell’Istituto per svolgere vari tipi di attività  che richiedono l’uso delle TIC. Pur non essendo consentiti i giochi (la scuola non è una sala giochi) gli studenti dotati di PSP partecipano volentieri per scaricare software, aggiornamenti e contenuti. www.itismajo.it/doposcuolainrete
Da settembre 2007 è iniziato il corso IG2 per diplomare periti in informatica esperti nella realizzazione di grafica e videogame. Per consentire agli studenti di non essere solo utenti passivi di queste tecnologie ma veri e propri creativi in un settore che vede fatturati da record in tutto il mondo. www.itismajo.it/ig2
– L’ultima idea è quella di fornire contenuti adatti alla PSP, di “iniettareâ€? all’interno del terminale dello studente i contenuti che la scuola produce, i materiali di studio, ecc… ecc… L’ambiente web di lavoro cooperativo della scuola si è rivelato subito compatibile con la PSP e questo ha semplificato le cose. http://share.dschola.it

ebook Partigiano a Mauthausen su PSP La prima realizzazione di questo processo, che è appena iniziato, è un ebook sulla deportazione realizzato digitalizzando documenti originali, di alto valore storico, di un partigiano deportato a Mauthausen. http://coalova.itismajo.it Questo ebook è disponibile in versione adatta ai palmari, ai cellulari ed alla PSP.

Dotare la scuola di attrezzatura idonea alle PSP è davvero semplice ed economico: bastano un cavo usb, un lettore di memory stick, qualche memory stick, la copertura wireless ed eventualmente alcune PSP in dotazione al laboratorio. Grazie a questi percorsi innovativi i ragazzi si accorgono quasi subito che le attività  di ricerca, installazione e personalizzazione fatte sul loro gioiellino tecnologico sono più affascinanti dell’utilizzo dei giochi stessi… 😉

La presenza di docenti in grado di confrontarsi su temi apparentemente lontani dal curricolare ma vicini ai ragazzi e la connessione internet protetta aiutano e guidano i ragazzi ad un utilizzo positivo di questi nuovi e formidabili strumenti. All’ ITI Majorana scommettiamo molto anche sul successo del corso IG2 che offrirà  ai ragazzi gli strumenti per realizzare in prima persona i giochi studiandone i meccanismi, le tecniche avanzate di programmazione, la grafica, la letteratura e le opportunità  di inserimento lavorativo nel dorato settore dell’intrattenimento.

Prof. Dario Zucchini
ITI Majorana – Grugliasco

Una risposta a “Playstation a scuola? Si può fare!”

  1. Io sono anni che utilizzo lo smartphone della nokia per leggere i libri in formato pdf: comodissimo. Anche quello poteva essere pensato per essere dotato nelle scuole. Ormai c’è di meglio, la tecnologia è in continua evoluzione ma è importante rimanere aggiornati.

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