La notizia del 27 dicembre rischia di passare inosservata ma è una vera rivoluzione digitale. La RAI, secondo la bozza del nuovo contratto di servizio, disponibile in rete, si prende una serie di impegni mirati a rafforzare la propria presenza su Internet e, per quanto riguarda i diritti, offrirà la possibilità di scaricare via Internet tutti i contenuti radio-televisivi prodotti dalla RAI  con la licenza Creative Commons. Questo vuol dire che l’immenso patrimonio audiovisivo della Radiotelevisione Italiana potrà essere liberamente scaricato e utilizzato per i fini compatibili con la licenza CC.

In sostanza, la Rai si impegna a valorizzare i propri contenuti e il proprio marchio attraverso le diverse piattaforme digitale terrestre, satellitare, IPTV, mobile e in particolar modo Internet. La RAI offrirà tramite il suo portale «tutti i contenuti radiotelevisivi prodotti a tutti gli utenti che si collegano ad Internet dal territorio nazionale».

E per farlo la Rai adotterà il più innovativo sistema di copyright ad oggi disponibile (Creative Commons) che, a differenza dei tanto discussi DRM (Digital Rights Management) non vincolano e limitano digitalmente la fruizione dei contenuti scaricati. Le «creative commons»  sono licenze che permettono la libera riproduzione e diffusione dei contenuti, con alcune limitazioni esplicitamente indicate (relative, ad esempio, alla possibilità di manipolare i prodotti o di usarli per fini commerciali).

Per approfondimenti:

http://www.creativecommons.it/

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1819977

http://www.corriere.it/edicola/economia.jsp?path=TUTTI_GLI_ARTICOLI&doc=SCA11

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1792246