Capita spesso alle scuole di poter usufruire di donazioni di personal computer dismessi dagli uffici della pubblica amministrazione, ma anche da aziende, banche e da privati.
In linea di principio il discorso non è un gran che, vuol dire che ai fanciulli la nostra società  rifila cose vecchie e obsolete, mentre dovrebbe fare il contrario. Infatti nella maggior parte degli uffici i PC eseguono quasi sempre applicazioni tipo “office” che sono software in grado di funzionare bene anche sui vecchi 486, mentre non si può dire lo stesso dei software didattici e multimediali che fanno spesso largo uso di grafica, audio e interattività . Se pensiamo, poi, al problema dell’igiene noi diamo nelle mani dei bambini dei dispositivi usati per anni da persone adulte di cui si ignora lo stato di salute e di igiene personale…una nazione che ci tiene ai fanciulli dovrebbe dare i Pc migliori alle scuole per poi passarli agli uffici quando obsoleti 😉
Ma, per adesso, le cose vanno così e, quindi, ecco alcune linee guida per gestire al meglio i “PC donati alle scuole”

IGIENE
Secondo uno studio pubblicato in Arizona la tastiera è un oggetto molto più pericoloso sul piano batteriologico di quanto possa essere la tavoletta del gabinetto di un bagno pubblico!!! Secondo un altro studio di AOL UK ogni anno nelle tastiere britanniche si depositerebbe sporcizia per più di 300 quintali. Gran parte dei “rifiuti” che si accumulano nella tastiera utilizzata in ufficio sotto i tasti deriva da snack, crackers, merendine che gli impiegati mangiano e sgranocchiano durante il lavoro. Una percentuale molto minore di “elementi” contiene invece capelli, ciglia e polvere di pelle. Le mani passano con facilità  dal naso, alla bocca, alla tastiera e mouse… (per saperne di più)
Tastiere e mouse dei PC donati vanno lavati e disinfettati, anche le tastiere dei laboratori andrebbero lavate di sovente ma come?
Il metodo che ho visto fare al Majorana mi sembra molto valido: dopo averle aspirate con l’aspirapolvere le tastiere (ed i mouse) si lavano con una spugnetta per i piatti e detersivo disinfettante (con tanto di bacinella!), senza immergerle ma senza paura per la schiuma e per l’acqua, poi si lasciano asciugare per qualche giorno sul termosifone prima di ricollegarle 😉

SMALTIMENTO RIFIUTI
Lo smaltimento di apparecchiature elettroniche è un operazione che può avere dei costi e delle complicazioni difficili da gestire per una scuola. La nuova normativa RAEE obbliga i produttori a ritirare i PC obsoleti durante la fornitura di nuove attrezzature; ma se le scuole non comprano PC nuovi dovranno provvedere in proprio allo smaltimento di quelli obsoleti mediante una procedura ben precisa!
Ecco, allora, che bisogna stare molto attenti a cosa si riceve in dono: PC non funzionanti o troppo obsoleti non sono un dono ma un modo per spostare gli oneri di smaltimento dagli uffici alle scuole! 🙁 Facciamoci rispettare, le scuole non sono discariche! (RAEE: come smaltire rifiuti elettronici)

HARDWARE
Se abbiamo intenzione di chiedere dei PC dismessi accettiamo come minimo dei Pentium 3 con almeno 128 Mb di RAM. I PC di marca (detti “branded”) sono da preferire agli assemblati perchè non sono solo più belli esteticamente, più silenziosi, più affidabili ma, soprattutto, perchè richiedono pochissimo tempo per il ripristino del software; mentre i PC assemblati ci daranno moltissimo filo da torcere per l’installazione dei driver e la configurazione del sistema (se deve essere un regalo…)

SOFTWARE – LINUX
Le licenze dei PC donati sono spesso un problema, in questi casi la soluzione odierna è una sola: LINUX EduBuntu che è la versione educational di Ubuntu una delle migliori distribuzioni Linux del momento. Con Edubuntu risolviamo in un colpo solo tutti i problemi di licenze, di driver e di software. Infatti Ubuntu riconosce automaticamente quasi tutti i tipi di hardware esistenti molto meglio di Windows e, spesso, non richiede neanche l’installazione manuale dei driver. 🙂 Il corredo software è dei migliori con moltissimi programmi specifici per la scuola tutti gratuiti, i docenti, però, si dovrebbero aggiornare e dovrebbero avere la voglia di esplorare questi bellissimi programmi.
Il limite di Linux è che i Cd-ROM Multimediali con i giochi, i corsi di Inglese ed i software didattici che la scuola ha acquistato e che i docenti usano regolarmente non saranno più utilizzabili! 🙁

SOFTWARE – WINDOWS
Se la raccolta di software didattico e di Cd-Rom multimediali della scuola è fatta proprio per windows e non troviamo alternativa nel software open source dovremo probabilmente usare ancora Windows e, con un pochino di fortuna, lo faremo senza costi aggiuntivi.
I PC di marca vengono venduti, da oramai molti anni, completi di licenza Windows OEM (Original Equipment Manufacturer) e la licenza è certificata da un bollino adesivo incollato sul computer. Il bollino indica la versione di windows e il numero di attivazione. Quindi, sul computer che ci viene donato, possiamo installare gratuitamente la versione di Windows indicata nel bollino perchè questa fa parte della dotazione software del computer. Se siamo fortunati, e se il PC è di marca, ci consegneranno non soltanto il computer ma anche i dischi di ripristino così in pochi minuti il PC sarà  come nuovo 🙂
Se, invece, la versione di windows è troppo vecchia per il nostro software possiamo chiedere gratuitamente alla Microsoft le licenze di aggiornamento per Windows 2000 a patto che il PC sia al massimo un pentium 2 (Licenza Fresh Start). Anche se datato, Windows 2000, è un buon sistema operativo in grado di eseguire quasi tutto il software sviluppato per XP e di utilizzare i pen drive USB che non sono supportati da windows 98 ma che oggi sono molto usati.

PROGETTI
Da sempre l’Osservatorio Tecnologico del Ministero della Pubblica Istruzione si occupa del problema dei computer donati ed obsoleti:
PC obsoleti
Ricondizionamento vecchi PC
Pc obsoleti e riuso integrale con open source
In particolare il progetto F3S Four Freedoms For Students prevede l’utilizzo di un server LUNUX collegato in rete con un insieme di PC meno potenti che fungono da terminali. Questa soluzione è in grado di rinvigorire qualsiasi dotazione informatica, anche la più sfortunata. In questo caso l’utilizzo del software è limitato alle applicazioni previste (tipicamente office e navigazione) e la configurazione hardware obsoleta può rendere impossibile la fruizione dei contenuti multimediali (ad esempio i video – ecco un altro motivo per dare prima i PC alle scuole per poi, quando per le scuole saranno obsoleti, passarli agli uffici della PA!). Anche in questo caso il software didattico sviluppato per Windows non è, ovviamente, utilizzabile.

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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