Stiamo provando per voi Orbsmart RX-01, un Mini PC da soli 50 euro (49.90 su Amazon) perfetto per rinnovare  – con poca spesa – i nostri laboratori scolastici trasformandoli in moderni GreenLAB. RX-01 in realtà nasce come TV-Box da collegare al televisore ed è fornito anche di un piccolo telecomando; ma ha tutte le funzioni di un normalissimo computer moderno. La prima cosa che si nota è il prezzo: per averne 10 ci bastano 500 euro, il prezzo di un singolo PC Desktop. Costa talmente poco che possiamo rinnovare il laboratorio anche con una raccolta fondi, una gara di torte o una lotteria…

Il PC è molto piccolo ma decisamente potente: processore quad core AML S905, scheda video penta core in grado di riprodurre video 4K HD, 2GB di memoria RAM, disco a stato solido da 32 GB, uscita video HDMI, LAN Gigabit, Wireless Dual Band, Bluetooth, 2 porte USB e uno slot micro SD.

Il sistema operativo è una vera meraviglia: Remix OS! Si tratta di android con un desktop a finestre, menu di avvio e barra delle applicazioni in perfetto stile Windows 10. Remix OS ci offre il meglio dei due mondi fisso e mobile: abbiamo la rassicurante e comoda interfaccia utente in stile Windows 10, con tanto di pulsante start, unita alle migliaia di APP didattiche disponibili sul Play Store di Google.

Android è un ambiente ideale per le scuole: è decisamente moderno, tutti lo conoscono, offre convergenza con i dispositivi personali degli studenti e un catalogo sconfinato (soprattutto aggiornato) di APP, software e applicazioni. A dirla tutta il software didattico per PC non registra novità di rilievo da almeno 10 anni.

Nella scatola troviamo il piccolissimo PC, l’alimentatore, un cavo HDMI, e un piccolo telecomando utile nel caso intendessimo usare questo PC TV Box collegato ad un televisore. Ma a scuola ci serve avere un buon PC a basso prezzo e lo collegheremo ad un normale monitor per metterlo alla prova come PC tuttofare.

Per poterlo usare come PC bisogna collegare alle porte USB un mouse e una tastiera. Se non vogliamo occupare tutte e due le porte USB possiamo usare un kit tastiera e mouse wireless oppure abbinare il PC ad un Monitor Dotato di hub USB. Non rimane che collegare il monitor con il cavo HDMI in dotazione, l’alimentazione da soli 10W (consuma 1/25 di un PC Desktop!!!), il cavo di rete (se presente)  e siamo pronti.

L’avvio del PC è praticamente istantaneo (pulsante a sfioramento blu). La prima configurazione si fa in meno di 1 minuto (impostazioni, lingua, schermo, layout tastiera). L’ambiente di lavoro è assolutamente famigliare e, un utente non troppo concentrato, potrebbe non accorgersi di usare Android al posto di Windows.

Le prestazioni sono sempre ottime e la reattività agli input di tastiera e mouse è immediata: navigazione, documenti di office, Google apps, posta elettronica, office, registro elettronico, moodle, edmodo tutto scorre sempre liscio e senza esitazioni, questo stesso articolo è stato scritto con Orbsmart Rx-01. Anche i video in full HD di YouTube si vedono che è una meraviglia.

Durante l’uso prolungato la sensazione è di avere a che fare con un PC fisso dotato di processore i5 e, in molti casi, la fluidità si è dimostrata superiore al mio portatile personale 2in1, appena acquistato, dotato di processore i5, 4GB di RAM, disco ssd da 256GB e Windows 10 (sigh!). Anche chi sta pensando di rifare il laboratorio con una soluzione terminal server o thin client dovrebbe valutare attentamente questa alternativa: non esiste sistema bastato su server terminal o LTSP in grado di offrire la stessa fluidità nella fruizione di contenuti multimediali di questo scatolotto (d’altronde nasce come TV Box e questo mestiere lo fa bene)

Tra le app preinstallate troviamo Microsoft Office (l’originale!) Skype e un comodo file manager che ci consente di gestire i file e le cartelle come su un PC con Windows. Per aggiungere le app conviene registrare un account Google della scuola, sincronizzare e/o aggiungere tutte le app che ci servono per poi rimuovere dal PC l’account di servizio e disattivare tutti gli aggiornamenti prima di dare il PC “in pasto” agli studenti. Usare il PC senza account Google ci consente di rendere stabile la configurazione, in modo da evitare accessi non autorizzati al playstore da parte degli studenti e anche la propagazione di file e impostazioni da un PC all’altro. Con questi semplicissimi accorgimenti la manutenzione del dispositivo diventa praticamente nulla e non richiede i sistemi di congelamento utilizzati per Windows (Deep Freeze, Time Freeze, ecc…)

Con Orbsmart RX-01 il risparmio sul PC è tale che possiamo spendere qualche decina di euro in più per abbinarlo a monitor Full HD da 22, 24, 28 addirittura 32 pollici o un televisore, volendo anche 4k!  Il monitor, in effetti, rappresenta il 90% di un computer: è la comunicazione uomo-macchina ed è la prima cosa che vediamo quando entriamo in un laboratorio.  Ad esempio un monitor da 22 pollici Full HD HDMI con altoparlanti e HUB USB ci costa 135€, aggiungiamo computer RX-01, tastiera e mouse USB e il totale ci costa circa 190€. Se, invece, vogliamo riutilizzare i vecchi monitor ricordiamoci di prendere un adattatore VGA o DVI (5-10€).

Nei prossimi giorni pubblicheremo sul canale GreenLab  www.associazionedschola.it/greenlab la prova completa di questo PC e del suo concorrente diretto Remix Mini.

Ulteriori informazioni su:

http://www.orbsmart.com/products/orbsmart-rx-01/

 

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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