L’attesissimo Open Office 2 è già  alla versione 2.1 ma non sembra avere ancora raggiunto lo scopo di spodestare Microsoft Office. Anzi proprio in un periodo dove Office non è mai stato così caro la rivoluzione informatica tanto sperata si attarda e forse non ci sarà  mai.
Il Sole 24 Ore ha fatto di Open Office una interessante recensione presentando pregi (economicità ) e difetti (compatibilità  con lo standard di fatto), ne è venuto fuori che l’emulo di Excel è di tutti il meglio riuscito…sarà  vero? Provo subito!
Ho fatto un test con una vera applicazione aziendale di Excel: un listino prezzi, ricco di macro, che si aggiorna automaticamente leggendo dei file di testo provenienti da un AS400 e che è in grado di svolgere parecchie altre operazioni automatizzate (confronto prezzi, medie annuali, stampe, esportazioni, ecc…) Ho utilizzato il lavoro fatto per una mia amica che produce cartucce per stampanti, ma i listini in excel con le macro sono una vera killer application del settore.
Ebbene: non funziona!!!
Il foglio e le formule sono caricate correttamente ma tutto il patrimonio aziendale delle preziosissime “macro” si perde in un attimo! In pratica il Calc non riesce a tradurre i programmi scritti in Visual Basic che compongono le macro.

Open Office è molto bello, alla moda, equo e solidale ma non è adatto alle piccole e medie aziende del mondo occidentale. Le funzionalità  come il formato documenti aperto sono interessanti per il mondo accademico e la pubblica amministrazione ma non per il frenetico lavoro delle aziende e aziendine che hanno già  trovato il loro standard di interoperabilità .
La realtà  è che i veri utenti in grado di imporre uno standard non sono le megaditte, gli atenei e neanche gli uffici pubblici ma i fiorai, le catene di franchising, i meccanici, i commercialisti, gli studi tecnici, le piccole e medie aziende. Oggi è facile gridare contro il monopolio, ma 20 anni fa, quando i BIG dell’informatica (tra cui la stessa SUN) snobbavano il mondo dei PC , dei liberi professionisti e dei i commercianti, la Microsoft sviluppava il software proprio per questi utenti.

  1. 1. L’attesissimo OpenOffice.org 2 non è alla versione 2.1 bensì 2.0.1.

    2. E’ noto e stranoto che le macro dei due programmi Microsoft Office e OpenOffice.org non sono compatibili.

    3. Il patrimonio aziendale delle preziosissime “macro” non esiste se non in realtà  molto limitate e circoscritte. La maggior parte degli utenti delle suite di Office non sa cosa sono e non usa le macro.

    4. Quanti sono i fiorai e i meccanici italiani che utilizzano le macro di Microsoft Office, magari importando dati da AS400?

    5. Prendiamole pure ad esempio le piccole e medie aziende del mondo occidentale, comprese quelle italiane. Contro il pericolo subdolo del software Open Source e i rischi insospettati dell’incompatibilità  delle macro è infatti nostro dovere tutelare queste realtà  così pure e indifese, che pagano regolarmente una licenza software per ogni loro PC e che rispettano alla lettera la legge sulla tutela del software. A meno che il “frenetico lavoro delle aziende e aziendine” consista nel duplicare abusivamente CD?

    6. In questo periodo difficile per le aziende sarebbero proprio loro a trarre benefici dal un risparmio sulle licenze, regolarizzando la loro posizione nei confronti della legge, ma soprattutto liberando così delle risorse per finalità  più produttive.

  2. Qualche tempo fa sono intervenuto come relatore A FAVORE dell’opensource a scuola in un seminario del MIUR (“e-lezioni con Linux”) al Ted di Genova http://www.osservatoriotecnologico.net/e-lezioni/.
    Mi accingo ad andare per la seconda volta a ragionare di Codigo Abierto in Argentina, dove il problema delle risorse (umane ed economiche) non è accademico, ma drammatico.
    Penso di essere quindi (anche se rifiuto di farmi addestrare da chiunque – quale che sia il sistema operativo a cui “crede”- e quindi non ho la patente) abbastanza poco sospettabile di agire per conto del più-cattivo-monopolista-della-storia-umana.
    Ricordo pertanto che proprio in quel dibattito istituzionale un collega ligure (né fioraio né meccanico, semplice insegnante di scuola di base, con il relativo stipendio) sollevò la questione delle macro dei fogli di calcolo e che, di nuovo, proprio quel giorno vi era sull’inserto Nova del Sole24Ore (che ha recentemente dedicato al tema del confronto Office vs. OpenOffice una serie di articoli) un’interessante riflessione, con interviste virgolettate, sulle difficoltà  incontrate nella migrazione tra software proprietario e software libero dalla pubblica amministrazione di (mi pare, vado a memoria) Monaco di Baviera (o città  di medesima importanza), sempre sulla questione della gestione delle procedure automatizzate: gli impiegati perdevano tempo e i servizi funzionavano meno.

    Del resto, basterebbero un po’ di vero senso critico e la fatica di una piccola ricerca in rete, per vedere che non bisognerebbe fare affermazioni di principio, ma soltanto i conti con la realtà  delle cose.

    Devo anche dire che il dogmatismo culturale implicito nel commento che precede il mio mi preoccupa, sul piano formativo, almeno altrettanto delle sorti di OpenOffice, la cui versione portatile ho per altro sul mio pendrive, in modo da non essere obbligato ad usare applicazioni Microsoft quando questo non sia indispensabile.

  3. Leggendo questo articolo mi è venuto subito in mente come un qualsiasi fatto possa essere preso da più punti di vista.
    Ciò nonostante bisogna cercare di essere oggettivi:

    Le aziende che sviluppano programmi con le macro in excel utilizzano un formato chiuso e proprietario, quindi sono in balia di microsoft che può fare il buono o il cattivo gioco dell’azienda: l’azienda perde il controllo sui propri dati e programmi.

    Quindi qualsiasi azienda farebbe bene ad utilizzare standard aperti e liberi, cosi da poter fare tutto ciò che vuole con i propri dati e programmi.

    Ancora: In excel le marco sono scritte in un formato proprietario chiamato microsoft visual basic for application, in OpenOffice invece viene usato Basic o ancor meglio Java, che di sicuro e un linguaggio più potente e flessibile, ma che soprattutto e più libero.

    Esempio: Hai voluto un programma in excel ? BENE ti sei accorto che non puoi farci nulla, se non usi una tale versione di office alla modica spesa di non so quanti euro… e obbligatoriamente su un sistema microsoft windows che non so quanto costa ogni licenza… poi immagina quanti computer debbano avere le aziende e quante licenze debbano possedere…

    ( Prezzo Office + Prezzo Windows ) * Numero PC = Troppo

    Ti renderai conto come la spesa sia proporzionale al numero di computer posseduti.

    Se invece l’avessi sviluppata in OpenOffice con Java avresti potuto utilizzare il programma AGGRATIS su qualsiasi computer!! Come Linux…

    ( Prezzo OpenOffice + Prezzo Linux ) = MOLTO DI MENO

    Il prezzo non è più lineare ma costante rispetto al numero di computer dell’azienda perchè non devi pagare le licenze.

  4. Leggendo questo “articolo” mi è tornata in mente una cosa e cioè la mania di fare i grandi e di parlare quando in realtà  non si capisce niente dell’argomento.

    OpenOffice NON è un programma per le medie e piccole aziende. OpenOffice nasce come programma open source per utenti piccoli, e al massimo piccole aziende che non pretendono troppo.
    Per le aziende piu serie c’è StarOffice della sun, che costa di più ed è fatto molto meglio, comprese le macro.

    prima di sparlare INFORMATI!

  5. Sono un’utente di MS Office ed ho installato OpenOffice 2 nella speranza di poter utilizzare un software Open Source anche presso miei clienti che utilizzano Access.
    Trove che Open Office 2 abbiano buon eleboratore di testi, un sufficente foglio elettronico ed uno scadente database (almeno per gli italiani).
    Purtroppo il database non dispone di documentazione (almeno in italino) sufficente a poter essere utilizzato, mi riferisco soprattutto alla creazione delle macro ma anche a quale linguaggio utilizzare per gestire i formulari da codice. Per esempio non ho trovato la minima ducumentazione su come creare una macro che apra una formulario; Macrio a collegare poi ad un pulsante che da un formulario ne apra un’altro.
    Vi ringrazio se potreste eventualmenta inviarmela.
    Saluti

  6. Condivido le perplessità  sui prodotti OpenOffice. Sono un utilizzatore quotidiano di questo pacchetto: sebbene sia veramente completo dal punto di vista funzionale ha alcuni grossi problemi. Non certo di migrazione / compatibilità .
    1 – E’ troppo instabile
    2 – E’ troppo powerdemanding (se un documento ha più di 20 pagine con qualche immagine è un pianto!)
    3 – Non è facile trovare una chiara e completa guida (Che comprenda il nuovo linguaggio per le macro in VBA)

    PS – Soprattutto: se non c’è un buon pacchetto office open: Linux non andrà  da nessuna parte! Perchè un OS senza pacchetto office è una barca a vela senza vela.

  7. Parlando di compatibilità  e di macro. ho scoperto da poco che le “preziosissime” macro NON sono supportate nella versione 2008 di Office per MacOSX.
    Ciò comporta che un’azienda che ha sviluppato le proprie macro su office 2004, se vuole aggiornare il proprio software, pagando fior di quattini, si ritrova con il proprio patrimonio perso!
    Ciò ovviamente riguarda solo MacOSX, ove l’utente è costretto a studiarsi AppleScript per riscrivere le macro non più supportate. Ma quanto tempo passerà  prima che il VBA venga abbandonato anche per Windows?

    Queste sono le motivazioni che mi hanno portato ad abbandonare totalmente la suite di Microsoft a favore di OpenOffice. Ho preferito ricominciare a studiare il Basic di OOo, che peraltro non è molto dissimile dal VBA, piuttosto che dover sviluppare macro diverse per Word 2003, Word 2004 osx, Word 2007, Word 2008 osx.

    Senza contare che la stessa macro (o meglio la stessa estensione, concetto sconosciuto in MSOffice…) funziona senza alcuna modifica sotto MacOSX, Linux e Windows. Inoltre, con OOo, è possibile far girare la suite come servizio, e far funzionare le macro anche via web!

    OOo non è esente da difetti, ma non certo peggio di Office, dove tra funzionalità  non documentate e comportamenti anomali di certi comandi c’è veramente da impazzire a scrivere macro di una minima complessità .

  8. Io Ho iniziato a fare shell script bash interfacciati a volte con DB oracle in cui si facevano insert e qualche query da riformattare con sed e awk per ricreare una base dati da riprocessare con lo script.
    Ora ho in piedi un db da quando c’erano i 386 che nel frattempo si e’ ampliato e riempito di macro….
    Ho scritto gia’ altri articoli del genere sul web… Basta che digitiate su google “tutti contro microsoft” e alla prima ricorrenza leggete gli articoli.
    Ma vedo che poi alla fine la gente non ci sente.
    Ritengo che si possano non condiidere le mie parole, ma il problema e’ che obiettivamente i fatti non stanno in modo diverso da come e’ scritto in questo sito nell’articolo “Open Office 2 – Provaci ancora, SUN”
    Faccio una domanda di riflessione…. guardate gli utenti telefonici tim e vodaf si spartiscono praticamente tutto il mercato. wind segue a fatica… e perche’???
    Secondo me perche’ le prime ad arrivare sul mercato per anni sono state le prime due aziende, chi tardi arriva male alloggia, e nonostante le buone offerte wind, i clienti non si sono convertiti in toto perche’ hanno gli amici con voda che conviene chiamare con voda.
    Da quando ho iniziato a vedermi il visual basic sono rimasto inorridito… non si capisce nulla, dicono che sia facile… senz’altro lo e’ a patto di imparare a memoria tutte le macchinazioni che si sono inventati, con una logica del tutto proprietaria, basti pensare che le macro che si aprono all’avvio supportano la funzionalita’ di autoaapertura solo a patto di avere il nomemacro Sub Auto_Open() cioe’ la funzionalita’ e’ relativa al tipo di nome utilizzato che dovrebbe essere un nome a piacere… ma non sempre… in 4 ore non so riuscito a richiamare 4 variabili e a farle comparire su una userform.
    Volente nolente, per quanto sia “fuori controllo” un codice scritto cosi’ e’ uno standard e oggi ci si chiede di farci i conti e basta.
    Qui si cerca ancora la compatibilita’ con il 486 per le istruzioni base del processore CISC e si pretende di rivoluzionare il mondo con il software incompatibile, costringendo tutti ad avere continui problemi e fermi…. 8000 convesioni manuali ogni 3 mesi… Per di piu’ chi contribuisce alla diffiusione di uno standard sono i piccoli meccanici, i piccoli studi tecnici, le piccole aziende, i pc di casa e non certo le grosse aziende che hanno i motori con unix o realta’ per calcolo parallelo per “lo studio di nuove molecole” che utilizzano eleganti unix – linux customizzati con 4096 e piu’ processori con un tera di ram.
    Per cui W l’opensource, ma bisogna riunirsi tutti quanti, per creare qualcosa di veramente alternativo e standardizzato e supportabile per anni, come lo e’ unix che e’ supportato da 35 anni.
    Anche io vorrei fare a meno dello sporco VBA ma pare che qualcuno ce lo ha dato e tocca supportare l’asinello, non si puo’ pensare di riscrivere tutto da zero ogni 4 anni.
    Non serve software piu’ elegante se e’ incompatibile o appartiene a relata’ di nicchia serve una nuova piattaforma che si possa diffondere e che sia la vera alternativa a un sistema che da anni si sta avviando verso una frammentazione fuori controllo.

    Saluti.

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