Qualche mese fa vi  avevamo chiesto di segnalarci le vostre storie sull’inclusione perche’ il progetto Multinclude   parte proprio dall’analisi di casi di successo   per favorire l’interscambio di esperienze  e la creazione di tool per supportare le istituzioni educative ad essere più inclusive, riconoscendo e valorizzando le differenze – con il motto “be color brave” come vi abbiamo raccontato  qui

L’attività è stata più lunga e complessa del previsto, ma ora sono disponibili online buona parte dei casi che abbiamo raccolto che raccontano storie di bambini lungodegenti, di studenti con disabilità, di scolari “complicati” con disturbi nel comportamento, di giovani adulti che devono superare l’ostacolo della lingua di un nuovo paese per poter restare o trovare un lavoro, della difficile convivenza fra culture diverse, della difficolta’ di orientarsi dopo la scuola, di  fare amicizia quando conosci nessuno, di trovare nell’arte un motivo per continuare a provarci.

Tutti i casi sono dettagliati ed è possibile contattare i referenti di ogni storia.  Completata la fase di raccolta, è gia’ iniziata la fase di analisi che dovrebbe aiutarci a capire, cosa hanno in comune queste storie di successo e a costruire uno strumento che aiuti ogni istituto educativo a riconoscere la propria capacità di inclusione.

Vi aspettiamo al nostro primo webinar dove saranno illustrati alcuni casi che riguardano proprio gli studenti che con il loro comportamento creano difficolta’ in classe, se volete scoprire di cosa si è occupato il caso  “no bad kids” e di come si possano accompagnare questi ragazzi a completare il loro percorso di studi, iscrivetevi al nostro primo webinar il 15 marzo alle 15 . 

Vi aspettiamo!!

Ringraziamo per la foto “Fight!”  Aislinn Ritchie

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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