La “piattaforma” Share.Dschola.it” ha fatto da apripista a tutti i servizi cloud per le scuole. Lo siamo stati ante litteram, una delle prime piattaforme “2.0” per la scuola, dove gli “UGC” – i contenuti generati dagli utenti – non erano solamente amenità, ma lavori didattici.

Abbiamo avuto anche concorrenti illustri e agguerriti come “Scuola e Servizi” del CINECA, più tutta una serie di piattaforme che dovevano servire ai docenti per condividere contenuti e che invece si sono spente senza lasciare traccia. Hanno chiuso tutti, tranne Share.Dschola, che è ancora qui tra noi! La differenza con Share.Dschola, oltre a SharePoint, la faceva anche l’impostazione didattica e meno formale: nelle altre piattaforme – direi ancora oggi – tutti si preoccupano di come gestire gli utenti, mentre noi ci preoccupavamo di come condividere, pubblicare e valorizzare al meglio i contenuti di studenti e docenti… il vero spirito del WEB 2.0.

Con Share Point potevamo realizzare siti web, siti tematici e intranet collaborative. Avevamo la piattaforma giusta in anticipo sui tempi, in un mondo dove condividere la conoscenza e scambiare liberamente informazioni era un vanto e non determinava certo una violazione della privacy come invece accade oggi. I siti web delle scuole erano ancora un buon posto dove scambiare liberamente cultura, esperienze didattiche, progetti e saperi, prima di venire stritolati da incombenze leguleie quali il “.gov”, la “trasparenza”, l’albo pretorio, l’accessibilità e chi più ne ha più ne metta.

Share Dschola, a differenza delle piattaforme moderne, era stato configurato con l’accesso anonimo sempre abilitato e i contenuti venivano “pubblicati” e non soltanto “condivisi”, con il preciso scopo di poter essere fruiti da più persone e non certo blindati e protetti come spesso ci viene chiesto oggi.

Non è un caso che le moderne piattaforme di oggi obblighino, invece, gli utenti ad essere sempre “registrati” già anche solo per leggere o entrare da qualche parte. La privacy e la cultura della sicurezza ci stanno togliendo la libera circolazione del sapere e della cultura. Mettere una ricerca, un elaborato o anche solo un disegno in un drive ben protetto è destinare quel file all’oblio, pubblicarlo su un sito aperto è invece un gesto di condivisione in grado anche di motivare l’autore a fare meglio e ad essere una fonte autorevole tra le tante.

Ma bando alle ciance: dopo più di 15 anni di servizio il server share.dschola è diventato obsoleto, la tecnologia è superata e gli aggiornamenti di sicurezza non sono più disponibili…ma funziona ancora!!! Non fateci troppo affidamento… prima o poi ci schioppa e non avremo i pezzi di ricambio 😛

Ora che – finalmente!!! – le piattaforme web non mancano – e che siamo anche stati obbligati ad iscriverci tutti a causa del LockDown – vi consigliamo – caldamente – di migrare su una piattaforma gratuita più recente e più sicura.

Sul sito troverete alcuni tutorial su come migrare su Google sites/Blogger, WordPress o – meglio ancora – Microsoft Office 365, che alle scuole offre SharePoint ultima versione, garantendo una facile migrazione.

Conviene migrare tutta la intranet sullo sharepoint di office 365 e quindi, per il sito pubblico, adottare un hosting classico con wordpress o similari.

In tutti i casi, abbiamo messo sul sito Share.Dschola dei tutorial per agevolarvi nella migrazione:

http://share.dschola.it/Migrazione/

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