di
La scuola italiana si appresta a vivere una nuova fase per quel che riguarda il suo rapporto con le TIC. Si sta infatti sviluppando il piano nazionale di formazione sulle competenze informatiche e tecnologiche del personale docente (ForTic), secondo tre linee d azione………
di
Doriano Azzena
Marco Guastavigna
Giorgio Tartara
Dario Zucchini


La scuola italiana si appresta a vivere una nuova fase per quel che riguarda il suo rapporto con le TIC. Si sta infatti sviluppando il piano nazionale di formazione sulle competenze informatiche e tecnologiche del personale docente (ForTic), secondo tre linee d azione:

A, familiarizzazione con l’uso professionale e didattico delle TIC;
B, formazione di un consulente per l uso didattico delle TIC in ogni unità scolastica;
C, distinta in C1 e C2, formazione di figure rispettivamente per il funzionamento e la manutenzione delle infrastrutture delle scuole e per la progettazione e la realizzazione di attività di rete in interazione tra più unità scolastiche.

Aumenteranno le competenze e ciò avverrà sulla base di percorsi formativi unificati e sistematici. L’organigramma delle scuole comprenderà ruoli e persone con attribuzioni di responsabilità e compiti definiti. I dirigenti scolastici e i collegi docenti potranno effettuare le proprie scelte in ordine alle TIC a scuola rivolgendosi con figure professionali con un profilo più chiaro e delimitato che nel passato e che interagiranno tra loro in presenza e a distanza.

La scuola piemontese ha vissuto una sua ricca e specifica fase per quel che riguarda lo sviluppo delle TIC: i consistenti finanziamenti della Fondazione CRT sul servizio universale ; sui progetti delle scuole e sulla creazione di Centri di Servizio, Animazione e Sperimentazione (CSAS) e di Centri di Animazione (CA) e il coordinamento di Dschola hanno consentito lo sviluppo e il consolidamento di numerose esperienze qualificate, che costituiscono ora un patrimonio tecnico e soprattutto culturale a cui è necessario dare ampia diffusione.

La sezione ConForTic di Dschola nasce in questo contesto, con l’obiettivo di consentire un accesso consapevole e critico a tali risorse tecnico-culturali alle nuove figure professionali, prima in formazione e poi in azione.

Non abbiamo certo la pretesa di rispondere in modo organico a tutte le problematiche che si troverà di fronte chi si occuperà di progettazione didattica, di formazione e di interventi di manutenzione e di interazione di rete. Abbiamo però la certezza di essere in grado di dare un aiuto significativo su alcuni punti specifici, sulla base di alcune linee di indirizzo.

ConForTic sarà soprattutto un luogo in cui trovare documentazione e presentazioni di eventi e di workshop tematici a cui partecipare per approfondire e confrontare le proprie competenze.

Ci proponiamo infatti di rileggere i risultati della sperimentazione tecnologica realizzata in questi anni in chiave di bisogni effettivi per i quali si propongono soluzioni efficaci: sarà messo a disposizione delle figure B e C delle scuole un repertorio di materiali e di indicazioni relative a strumenti con cui risolvere problemi definiti

Le esperienze di formazione, di sperimentazione, di animazione e di servizio maturate dagli istituti coinvolti nel progetto Dschola hanno accumulato numerose e precise cognizioni su quali possano essere gli effettivi valori aggiunti dell introduzione delle TIC nella didattica, nella comunicazione, nella gestione e nell amministrazione a scuola: vogliamo offrire questo bagaglio di consapevolezze alle figure B e C.

In particolare, vogliamo lanciare un messaggio molto netto: dobbiamo tutti insieme uscire dalla affannosa rincorsa tecnologica in cui troppo spesso siamo caduti in questi anni -il software più potente, il motore di ricerca più nuovo, l’apparecchiatura più veloce e così via. A noi interessa andare oltre le intenzioni e quindi far sedimentare l’innovazione tecnologica, darle spessore, visibilità, estensione, verificare l efficacia delle proposte e se necessario modificarle.
Doriano Azzena
Marco Guastavigna
Giorgio Tartara
Dario Zucchini

No votes yet.
Please wait...
  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

    No votes yet.
    Please wait...
  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

    No votes yet.
    Please wait...
  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

    No votes yet.
    Please wait...
  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

    Rating: 2.6/5. From 11 votes.
    Please wait...
    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

      Rating: 4.6/5. From 8 votes.
      Please wait...
      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

        No votes yet.
        Please wait...
        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

          Rating: 5.0/5. From 1 vote.
          Please wait...

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.