Segnaliamo due iniziative per gli appassionati di astronomia:

1) La notte della Luna, serata dedicata alla Luna. L’evento è l’analogo dell’americano Moon Watch. Organizzato dall’Osservatorio Astronomico di Torino, dall’INAF e dalla NASA, in collaborazione con CSP, Gruppo Astrofili William Herschel di Torino e con il supporto dell’Unione Astrofili Italiani (UAI), sarà uno degli eventi che si svolgeranno in contemporanea presso diversi osservatori italiani, coinvolgendo astronomi professionisti, principianti e semplici curiosi!
Per quanto riguarda il capoluogo piemontese, il Planetario INIFINI.TO e l’Osservatorio Astronomico offriranno una serata in compagnia del loro staff che sarà a disposizione per le domande sul nostro satellite prima di osservare la volta stellata presso il Planetario e poi, direttamente, attraverso l’oculare dei telescopi del Parco Astronomico. È prevista l’osservazione del terminatore, ovvero di quella linea che separa la parte luminosa da quella in ombra, dove le ombre sono più allungate e dove quindi è più facile l’osservazione della superficie lunare.
E se piove? – domanderà qualcuno. Nel qual caso, i visitatori si sposteranno al Planetario dove verrà proiettato lo spettavolo “Correva l’anno 1969…”
CSP sarà presente con il proprio telescopio e trasmetterà l’evento in diretta

2) “Tra le stelle” CSP e Osservatorio Astronomico di Torino vi vogliono portare Tra le stelle, letteralmente. O quasi. Lo vogliono fare con due bandi di concorso.
Il primo, un concorso di astrofotografia, è rivolto a tutti gli appassionati, professionisti e non, che avranno la possibilità di partecipare inviando un massimo di due scatti. E per chi non potesse permettersi tutta la strumentazione necessaria? Abbiamo pensato a un secondo concorso di narrativa e dal momento che il nostro progetto ha già coinvolto le scuole, quest’ultimo è riservato agli studenti della nostra Regione. In questo modo, anche loro avranno modo di partecipare seppur con gli strumenti più facili rappresentati dalle parole.
Ma ancora tante domande sono rimaste senza risposta: quali fotografie inviare? Vanno bene scatti del nostro Sistema Solare o del deep-sky? Quanto devono essere lunghi i racconti? E se sono minorenne? Nei due bandi reperibili qui troverete tutte le informazioni necessarie e se per caso non dovessero bastare a fugare i vostri dubbi, potrete scrivere a questo indirizzo: astro@csp.it.
Affrettatevi però, ché la scadenza dei bandi è fissata per la mezzanotte del 31 ottobre!

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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