L’invasione delle LIM è iniziata e non è più arrestabile, in un precedente post mettevo in guardia sugli errori più comuni che si possono fare quando introduciamo le Lavagne Interattive Multimediali a scuola. Anche oggi l’errore più comune rimane sempre la precarietà  delle installazioni: quando per qualche motivo irrazionale non installiamo in maniera fissa LIM proiettore e computer l’utilizzo diventa saltuario e riservato ai docenti appassionati dell’ultima novità . Ultima novità  neanche poi tanto visto che le LIM esistono da più di 10 anni…
Comunque oggi parliamo di quale tecnologia scegliere, sapete che esistono sostanzialmente due tipi di LIM:

  1. Con i pannelli touch screen
  2. Con i sensori a raggi infrarossi o radiofreqenza

La prima versione sente direttamente la pressione sullo schermo del dito o di un oggetto (tipicamente un pennarello finto o un cancellino) la seconda versione mendiante dei sensori più o meno evoluti e dei pennarelli attivi intercetta i movimenti degli oggetti che si avvicinano allo schermo. Appartengono a questa seconda famiglia anche le lim “artigianali” o super economiche, quelle realizzate applicando sensori a lato di lavagne vere e quelle realizzate con il telecomando del Nintendo Wii.
Ebbene quale tecnologia è più adatta ad una scuola? Cosa conviene usare con i bambini delle primarie? e cosa con i ragazzi delle superiori?
Fino ad adesso nessuno si è mai sbilanciato, bisogna essere politicamente corretti, ma se avete visto i bambini all’opera davanti ad una lim vi sarete sicuramente accorti che qualche differenza esiste…

Le lavagne artigianali, quelle realizzate con il telecomando del Wii, sono perfette per le scuole secondarie, anche di primo grado. Non tanto per il basso costo e per la funzionalità  ma perchè sono una ottima occasione di realizzarle con gli studenti. Ogni scuola media, ogni liceo e ogni istituto superiore potrebbe realizzarsi in casa con gli studenti le proprie LIM insegnando in maniera implicita i principi fondamentali della fisica, dell’optometria, dell’informatica e tante altre belle cose che consentono a un accrocchio economico di intercettare la posizione di un oggetto nello spazio. L’affidabilità  non è assicurata ma il divertimento si 😉
Per le scuole primarie, invece, il discorso cambia. Ho notato che l’assenza del tocco sullo schermo tende a confondere i bambini. I sistemi ad infrarossi, infatti, non sentono correttamente il “clic” ma tentano di interpretarlo in base al movimento del dito o dello stilo. Ho anche notato che i sistemi ad infrarossi si confondono facilmente con una manina con le dita corte non ben chiusa o con i bambini che tentano istintivamente di appoggiare le mani sulla lavagna; mentre l’utilizzo istintivo delle dita al posto di pennarelli o altri puntatori è davvero fondamentale per i bambini. Le stesse considerazioni si applicano agli studenti portatori di handicap: il toccare un oggetto è istintivo e corrisponde ad un feedback tattile che gli strumenti dotati di infrarossi e pennarelli a pulsante non offrono.
Per questo motivo mi sono convinto che una vera lavagna interattiva non può che essere uno strumento sensibile al tocco delle dita alla pari di un iPhone o di un tablet di ultima generazione. Gli strumenti a infrarossi, invece, vanno bene per utenti più grandi: dalle superiori in poi, fino agli utilizzi aziendali e di intrattenimento.

Dario Zucchini

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  1. Riporto il link sul mio blog, vale la pena far leggere a più gente possibile, sia quest che il vecchio post.

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  2. Anch’io lo metto nel mio post sull’argomento… da poco ne ho una montata in classe…

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  3. Non conscevo l’esistenza della tecnologia a raggi infrarossi; dunque non mi ero posto il problema. Comunque , buono a sapersi!!!

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  4. E cosa scegliereste tra LIM, PROIETTORE INTERATTIVO O UN SEMPLICE PROIETTORE con pannello o telo di proiezione e un DIGITAL PRESENTER?

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    • Oggi la tecnologia è ancora cambiata, quindi sceglieremmo un pannello LCD touch screen da 65 o più pollici per avere tutto nello stesso prodotto e una durata decisamente superiore alle lampade dei proiettori.

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