“L'eccellenza nello sviluppo scientifico e tecnologico è centrale nell'assicurare il futuro dell'Europa”. Sono queste le parole con cui il Commissario europeo alla ricerca Philippe Busquin, che già a marzo aveva richiamato l'Europa a potenziare l'impegno nel campo del R&S, ha commentato i dati emersi dal Rapporto “Increasing human resources for science and technology in Europe”, presentato il 2 aprile nel corso di una conferenza dedicata alle condizioni della ricerca in Europa e redatto dal gruppo di lavoro ad alto livello istituito nel 2003 per analizzare l'efficacia delle politiche europee nell' indirizzare più risorse umane alla carriera scientifica e di ricerca.



Il gruppo, guidato da Jose Mariano Gago, ministro portoghese per la Scienza e la Tecnologia, è parte integrante della strategia della Commissione europea per l'attuazione degli obiettivi di Lisbona che vede proprio nell'innalzamento del numero di ricercatori e scienziati e nella costruzione di adeguate competenze uno degli strumenti fondamentali per far si che l'Europa diventi entro il 2010 l'economia basata sulla conoscenza più dinamica e competitiva al mondo, con una crescita economica sostenibile, più posti di lavoro e una migliore coesione sociale. A questo obiettivo si accompagna la Dichiarazione di Barcellona del 2002 che richiama l'Europa a portare il livello di investimenti nel campo della ricerca dall'attuale 1,9% al 3% del prodotto interno lordo europeo entro il 2010.

Purtroppo i dati presentati da Gago sono deludenti: l'Europa non sembra essere in grado di promuovere l'attività di ricerca, tanto da essere lontana “dal raggiungere gli obiettivi di Lisbona in termini di numero di scienziati necessari”.

Dopo aver consultato circa 300 tra centri di ricerca e istituzioni scientifiche e i rappresentanti istituzionali degli Stati membri, compresi quelli in fase di ingresso, il Rapporto ha evidenziato le diverse le cause alla base della crisi del settore. Tra queste:

  • uno scarso impegno da parte dei Governi nel promuovere il settore pubblico della ricerca, che non gode delle stesse condizioni ad esempio degli Stati Uniti, dove è costante l'attenzione a formare competenze adeguate e a garantire salari e prospettive di carriera appropriati;
  • una formazione non equilibrata da parte del mondo universitario, concentrato soltanto sugli sviluppi professionali accademici e poco complementare alle esigenze del mondo lavorativo e industriale;
  • una mancanza di promozione della cultura scientifica da parte della scuola sin dai primi anni di studio, con adeguati strumenti didattici in grado di stimolare l'interesse dei più giovani. Il rapporto ha infatti evidenziato che le situazioni migliori per numero di scienziati e per grado di alfabetizzazione scientifica tra i giovani si registrano in quei Paesi dove l'insegnamento è ampiamente connotato sotto ogni disciplina, e non frazionato in nicchie elitarie di apprendimento.

Per dare completa attuazione alle dichiarazioni di Lisbona e di Barcellona, l'Europa ha bisogno di ulteriori 700.000 ricercatori e per raggiungere questo risultato sono necessarie delle azioni concrete che il gruppo di lavoro ha riassunto in alcune raccomandazioni, tra le quali:

  • l'Europa deve investire di più nelle risorse umane e potenziare la promozione della carriera scientifica presso le nuove leve; a tale riguardo il rapporto chiama ad una maggiore collaborazione tra università e ricerca e, se è vero che anche l'industria high tech sta cambiando per cui il mercato va là dove sono presenti le risorse umane più preparate, sostiene la formazione e lo sviluppo di competenze a livello prima di tutto nazionale;
  • è necessario superare le differenze esistenti tra i vari Paesi europei in termini di formazione, di metodi di reclutamento e di prospettive di carriera e salariali, che impediscono una reale mobilità degli scienziati attraverso il territorio comunitario.

Per maggior informazioni:

Il comunicato stampa della Commissione europea: http://europa.eu.int/rapid/start/cgi/guesten.ksh?p_action.gettxt=gt&doc=IP/04/444|0|RAPID&lg=EN&display=

Il Rapporto: http://europa.eu.int/comm/research/conferences/2004/sciprof/pdf/hlg_report_en.pdf