Kinects

L’interfaccia multitouch, in pochissimo tempo, si è imposta come standard per gli schermi di tablet e smartphone e si sta diffondendo anche sui PC desktop. Nel frattempo le LIM si sono aggiornate ed ora sono disponibili le versioni touch e/o multitouch di qualsiasi marca.
Ma, mentre si discute ancora se la LIM va usata con il dito o con il pennarello (nella realtà  per scrivere sulla LIM usano quasi tutti la tastiera collegata al pc), ecco che arriva l’ennesima innovazione che prova a mandare definitivamente in pensione mouse e joystick:

con Kinetic, in greco “movimento”, per comandare il PC ora bastano semplici gesti

La nuova periferica si chiama Microsoft Kinetc e sembra una grossa webcam USB da posizionare al di sopra dello schermo. Così, per realizzare a basso costo un grande schermo interattivo, ora possiamo contare non soltanto sul WiiMote (da cui sono nate le lavagne Wiidea) ma anche sul nuovo Kinect. Basta avere uno schermo o un proiettore, un pc e il Kinect per poter comandare il computer in perfetto stile “Minority Report” e, con un pizzico di fantasia, fare molto di più:

Con dieci milioni di pezzi venduti in soli quattro mesi Kinetc è il dispositivo elettronico di consumo di maggior successo in assoluto, nessun altra diavoleria elettronica ha mai registrato vendite altrettanto rapide in un lasso di tempo così breve. La periferica, nata inizialmente solo per la console di gioco Xbox e che utilizza due microfoni, un accelerometro a 3 assi, una webcam a colori con risoluzione di 640×480 e un sensore ad infrarossi da 320×240 pixel, non è soltanto in grado di vedere e sentire ma anche di interpretare con ottima precisione i nostri movimenti nello spazio tridimensionale.

Grazie ai driver rilasciati dall’azienda israeliana che ha contribuito alla realizzazione della nuova periferica, come era già  successo per il telecomando Wiimote del Nintendo Wii, il Kinect è stato rapidamente adattato da sviluppatori indipendenti per essere utilizzato con qualsiasi PC e, a Giugno, la stessa Microsoft rilascerà  il sistema di sviluppo ufficiale.

Lo sviluppo dei software applicativi è ancora in corso ma giudicate voi stessi le potenzialità  guardando i video su youtube

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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