Laboratorio Linguistico ITI Majorana
Il problema dei PC obsoleti è un tormentone che le scuole si portano avanti da anni: hardware vecchio, computer lentissimi e instabili, durata media che non supera i 5 anni, carenza di investimenti e dismissioni di enti stanno veramente trasformando le scuole in “discariche del grigio”?
Ebbene, al Majorana, abbiamo le prove: il PC obsoleto è una bufala!
I computer possono durare anche 10 anni senza diventare obsoleti e la prova sta nella foto che vedete: è uno dei due laboratori linguistici dell’ITI Majorana di Grugliasco realizzato circa 10 anni fa. Potete venire di persona e verificare che, oggi, quel laboratorio è ancora perfettamente funzionante con gli stessi computer di allora! Non ha problemi di obsolescenza ed ha i computer discretamente reattivi (con processore celeron 433 – incredibile vero?)

Questo laboratorio è nato con dei Compaq Presario 5352 con processore Celeron a 433MHz, 128MB di Ram e windows 98, e da allora, i pc si avviano in meno di un minuto, non hanno mai perso la configurazione ed eseguono, senza problemi, tutto il software necessario al laboratorio linguistico (tipicamente riproduzione DVD, CD-Rom per lo studio delle lingue, office, internet, e registrazione digitale!!!)
Dove sta il trucco? Questi PC sono, da sempre, stati protetti con le Magic Card e con Deep Freeze.

Diciamoci la verità : se un pc rallenta non necessariamente è vecchio, sicuramente è pieno di programmi inutili e di configurazioni pasticciate se non, peggio, invaso da virus, spyware e malware di ogni tipo. Perchè la verità  è che i microprocessori non invecchiano!!! O si bruciano o funzionano sempre allo stesso modo!

Ricordiamoci che, un PC messo in una scuola senza deep freeze o magic card, diventa instabile e lentissimo dopo solo pochi giorni semplicemente perchè tutti gli utenti che si alternano pasticciano la configurazione, inseriscono pendrive infetti, scaricano per sbaglio malware, dialers, ecc.., installano programmi non autorizzati e chi più ne ha più ne metta. A poco serve impedire l’accesso ai dischi esterni, limitare i permessi degli utenti, mettere password e profili, perchè i virus ed i worm non chiedono nessuna password quando infettano! E serve veramente a poco mettere costosi antivirus su dei pc dove gli utenti stessi, che si alternano di continuo, non possono preoccuparsi della salute del computer e tanto meno dell’aggiornamento dell’antivirus… basta un attimo ed il computer è compromesso.

Con la nostra soluzione definitiva noi ci siamo risparmiati la sostitzione dei PC dopo soli 5 anni (che vuol dire un risparmio di almeno 12000 euro per dei PC che dopo altri 5 anni sarebbero diventati di nuovo obsoleti), non abbiamo mai pagato nessuna assistenza tecnica (ci sono scuole che spendono anche più di 3000 euro all’anno di interventi tecnici, manutenzione e ripristino) e abbiamo anche risparmiato sull’abbonamento dell’antivirus per 16 postazioni (circa 150 euro all’anno) .
In pratica, con una semplice soluzione tecnica a bassissimo costo, abbiamo probabilmente risparmiato in 10 anni decine di migliaia di euro di soldi pubblici!!! Risparmi che, in un certo senso, sono stati reinvestiti per aggiornare gli altri laboratori. Non avendo problemi di manutenzione ci siamo permessi il lusso di migliorare gli arredi e rendere i laboratori più accoglienti, giudicate voi stessi: www.itismajo.it/labs; mentre, in alcuni progetti di riuso dei computer obsoleti, PC come i nostri “Celeron” vengono utilizzati soltanto più come dei terminali di un server linux con oneri di configurazione e manutenzione decisamente superiori ai nostri. Linux, in realtà , è un ottimo sistema operativo che non patisce infezioni e non rallenta nel tempo come Windows; ma non tutti i docenti sono oggi in grado di utilizzarlo e, comunque, richiede ai docenti amministratori un livello di competenze tecniche non sempre presente in tutti gli ordini di scuole.

Purtroppo, in molte scuole, si perde tantissimo tempo a inventare le soluzioni più strane e pasticciate per riusare PC obsoleti e aumentare l’affidabilità  di quelli in esercizio non sapendo che il problema è già  stato risolto e la soluzione definitiva esiste dal 1999.

Ma come funziona?
Le magic card o il deep freeze impediscono qualsiasi operazione di scrittura sul disco rigido e conservano il PC “come nuovo” ripristinandolo ad ogni riavvio. Con un PC protetto in questo modo non avremo mai più bisogno di:

  1. Aggiornamenti
  2. Antivirus
  3. Deframmentazioni del disco
  4. Backup e ripristini
  5. Interventi tecnici
  6. Gestione password e profili
  7. Pulizia del disco e del registro

Una volta ricevuto il computer si installa il software necessario, si disinstalla quello inutile (tra cui i lentissimi antivirus), si disattivano tutti gli aggiornamenti automatici e si “blinda” il computer installando la protezione di deep freeze. Da quel momento in poi ci possiamo dimenticare la manutenzione dei computer. Diventa perfino superfluo e inutile installare diverse versioni di browser e/o configurare utenti limitati per migliorare la sicurezza e la stabilità  dei computer.
e se il computer si blocca? Basta spegnere e riaccendere, senza pericoli per il disco rigido 😉
Dario Zucchini

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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