Ora che i ministri dell’innovazione e dell’istruzione intendono estendere la sperimentazione del computer in classe a «centinaia di migliaia di bambini», dalle elementari alle superiori tutti si sono riscoperti esperti di ICT e didattica in classe e sui giornali ed in rete abbondano i commenti, le critiche ed i consigli degli “esperti” del momento. Così esperti poi non sono, perchè quasi nessuno si è accorto della fondamentale differenza tra la sperimentazione piemontese e quella svolta a Roma e a Palermo, la counicazione nazionale ha inevitabilmente banalizzato la sperimentazione.
Dobbiamo, però, assolutamente precisare che solo in Piemonte ci siamo preoccupati della configurazione software e di come usare al meglio i computer in classe e a casa tutti i giorni!!!. Nelle altre due sperimentazioni nazionali i PC sono stati forniti così come si consegna un tostapane e i docenti hanno passato mezzo quadrimestre a sistemare i computer e a capire cosa ci potevano fare. Sempre solo in Piemonte abbiamo fatto configurare tutti i JumPC dagli studenti di una scuola superiore con tutto il software, il filtro web e qualche protazione per non richiedere ai docenti di primaria nessun tipo di manutenzione.

Infatti i JumPC piemontesi non hanno avuto nessun problema senza bisogno di antivirus e aggiornamenti (che non ci sono stati forniti come tutto il resto del software che ci siamo installati da soli) ma solo con il Magic Desktop da noi opportunamente modificato. Non è quindi un caso che noi potevamo dare i computer agli studenti per utilizzarli anche a casa, mentre a Roma e a Palermo non è stato possibile. Un pc pronto per l’uso e sufficientemente sicuro può essere usato al pari di una calcolatrice da qualsiasi studente e insegnante in qualsiasi momento, un PC che richiede manutenzione continua e aggiornamenti deve stare a scuola quando gli studenti non ci sono per l’inevitabile manutenzione.
Fin quando nessuno capirà  questa fondamentale differenza tra il rifilare hardware+formazione o il fornire un sistema completo e pronto per l’uso la rivoluzione non ci sarà . Per adesso nè i ministri nè i costruttori sembrano aver capito cosa abbiamo fatto in Piemonte o non vogliono… staremo a vedere 😉
http://share.dschola.it/olpc

  1. Credo che siamo in molti a non averlo capito. Mi aspettavo che avresti considerato più ammirevole il lavoro svolto da una modesta maestra che da sola ha fatto di tutto ( sia dal punto di vista tecnico che didattico) per raggiungere l’ obbiettivo di migliorare gli apprendimenti con minor fatica e in tempi più rapidi e aggiungo con il massimo gradimento e che non si è arresa dinanzi alla differenza di configurazione e al numero ridotto di Jumpc non sufficiente per tutti gli alunni delle sue due classi. Sono dispiaciuta che grandi luminari della tecnologia non abbiano colto la immensa passione e l’ estrema disponibilità  profusa ma soprattutto gli obietivi raggiunti nonostante tutto. Per fortuna i miei alunni e i loro genitori hanno compreso perfettamente. Scusa lo sfogo.

  2. Il tuo lavoro è sicuramente ammirevole ma con questo tuo commento confermi che hai avuto non poche difficoltà . Ora si parla di estendere la sperimentazione a migliaia di fanciulli e la tua immensa passione ed estrema disponibilità  non li potrà  aiutare.
    Se i PC verranno consegnati senza software e con una configurazione che richiede continue manutenzioni e aggiornamenti e ancor peggio senza navigazione protetta il progetto JumPC diventerà  uno dei tanti passi falsi della scuola italiana che nessuno si augura.

  3. Qualcuno sa dirmi come comunicare la mia adesione al progetto? Sono un docente di scuola primaria nel Centro storico di Genova Sono convinta dell?utilità  del progetto per una didattica veramente al passo con i tempi e decisamente molto motivante per i nostri allievi. Grazie

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