L’apprendimento basato sul gioco sta diventando sempre più popolare, come dimostrano il numero sempre maggiore di  “applied games” che vengono sviluppati oggi. Non c’è ancora abbastanza attenzione però a come implementare questa tipologia di giochi, proponendoli negli ambienti educativi assicurandosi risvolti significativi sull’apprendimento.

Per questo motivo dopo aver organizzato Turin Jam Today, ecco il primo seminario di formazione per gli insegnanti interessati a saperne di più su come usare i giochi nell’apprendimento.  Durante il seminario, dopo una breve introduzione sul progetto JamToday e sul tema,  sarà presentato “Compilator” uno dei giorni selezionato dalla Giuria Europea, progettati e realizzati durante la Gam Jam,  con l’obiettivo di valutarne l’usabilita’ e l’efficacia per l’apprendimento. Il seminario vedrà la partecipazione attiva dei partecipanti e la presenza di esperti, tra cui Marco Mazzaglia e gli autori del gioco “Compilator” Nunzio Cassisi e Bruno Candita.

Quando: 30 gennaio 2015

Dove: CSP – via Alassio 11/c  – dalle 1400 alle 1730

Programma: (NEW – aggiornato al 14 gennaio 2015) 

  • 14.00 Benvenuto/Presentazione del Progetto JamToday – Eleonora Pantò (CSP)
  • 14.10 Applied Game e didattica – Marco Mazzaglia (T-union)
  • 14.30  Giochi nella didattica: Sfide e opportunità – Attività in gruppi
  • 15.00 Presentazione “Compilator”: imparare il coding  con un gioco –  Bruno Candita e Nunzio Cassisi – Chickaboom
  • 15.15 Test di “Compilator” – Attività in gruppi
  • 15.45  Coffe Break
  • 16.00 Concept Development:  Come utilizzare i giochi per insegnare il coding – Attivita’ in gruppi
  • 16.20 Presentazione dei concept e discussione
  • 17.15  Chiusura del workshop

Costo: Gratis

Cosa Serve: un portatile e voglia di partecipare

Iscrizioni:  https://www.eventbrite.it/e/turin-jam-today-workshop-for-teachers-tickets-15044779340



JamToday è una thematic network co-finanziata dal programma EU CIP nato con l’obiettivo di  creare un hub centralizzato per l’implementazione sostenibile e la diffusione della prossima generazione di giochi educativi in Europa. L’ obiettivo della rete JamToday è quello di utilizzare i principi del game design applicato per creare giochi utili e significativi, ma anche per spiegare e progettare il contesto, ad esempio la classe o il curriculum, in cui il gioco può essere più efficacemente implementato e utilizzato.
Il metodo di lavoro del progetto è basato sull’organizzazione di eventi chiamati game jam, organizzati da diversi anni in tutto il mondo e percepiti come un potente strumento per stimolare l’innovazione nella creazione, nello sviluppo e nella distribuzione di giochi educativi. Si tratta di eventi sul modello dell’hackathon, ma incentrati sulla fase di sviluppo del gioco. Tipicamente organizzati per 48 ore consecutive in contemporanea in tutto il mondo, i game jam offrono la possibilità di sviluppare un’idea con una soluzione innovativa, costruendo nuovi network tra professionisti di ambiti e ambienti professionali diversi.
Jamtoday sostiene questo processo fornendo il supporto per gli eventi a livello locale, regionale, nazionale ed europeo e agendo da facilitatore. Compito del progetto è quello di trasformare  i professionisti dell’apprendimento in designer educativi  con l’aiuto della conoscenza e della pratica del game design. Allo stesso modo, il progetto può contribuire a trasfomare gli studenti in persone che ragionano secondo le logiche del gioco, portandoli alla transizione da semplici utenti di una tecnologia, ad esperti di ICT capaci di esprimere la propria creatività usando il videogame come medium. Nel corso dei 3 anni di sviluppo del progetto, JamToday offre l’opportunità di collaborare a  livello locale, regionale, nazionale ed europeo, organizzando una serie di  game jam su diversi temi, con l’obiettivo principale di migliorare le competenze in materia di ICT, in particolare l’apprendimento della programmazione e la creazione di giochi. Altri temi intorno ai quali verranno organizzati i game jam sono l’adozione di stili di vita sani  come la corretta alimentazione e l’apprendimento della matematica: con l’obiettivo  di fornire un ponte tra settori differenti per garantire una diffusione di successo della prossima generazione di giochi educativi in tutta Europa.

 

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

    Rating: 2.6/5. From 11 votes.
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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

      Rating: 4.6/5. From 8 votes.
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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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