Riceviamo da una delle nostre scuole associate e volentieri pubblichiamo.

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Il “VALLAURI” l’Istituto di Istruzione Superiore “Polo Formativo della Provincia di Cuneo per la Meccanica e le nuove Tecnologie con l’Utilizzo di Materiali Avanzati” ha aderito al progetto “Zero Robotics Competition per le scuole secondarie di secondo grado” promosso dalla Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, dal Politecnico di Torino ed in collaborazione con il Massachusetts Institute diBoston (M.I.T.)

Da alcuni anni il M.I.T. di Boston, sulla base dell’esperienza accumulata in anni di prove e coadiuvato da una notevole mole di programmi di supporto basati sul WEB, ha deciso di utilizzare gli SPHERES (satelliti spaziali di forma quasi sferica di circa 40 cm di diametro) come strumento per un programma di divulgazione scientifica etecnologica rivolto alle scuole secondarie di secondo grado.

Per fare ciò, indice una competizione annuale tra le scuole, denominata Zero Robotics Competition, che dallo scorso anno è estesa anche alle scuole europee ed è volta a far gareggiare tra loro squadre di scuole diverse che devono programmare le azioni di una SPHERE per raggiungere un obiettivo definito dalla gara.

Al progetto, promosso negli USA dalla NASA e in Europa dall’ESA, per l’edizione 2012 hanno partecipato 49 team americani e 47 europei di altrettante scuole secondarie di secondo grado.

Nella prima fase, iniziata a settembre 2012 e terminata il 29 ottobre, il “VALLAURI” si è classificato sesto nella classifica generale, preceduto nella classifica europea solo dal liceo “Democrito” di Roma e dell’ “Ernst Abbe Gymnasium” di Berlino. Lo
scorso 1 dicembre 2012 si è conclusa la fase di semifinale che prevedeva, in base al piazzamento ottenuto, un’alleanza di tre team di nazionalità diversa: il “VALLAURI” è stato abbinato come Team Leader all’ITIS “Natta” di Rivoli e alla scuola BVW di Aachen in Germania. L’alleanza italo-tedesca ha conquistato il sesto posto assoluto nella classifica mondiale e il terzo posto nella classifica europea, acquisendo così il diritto a partecipare alla fase finale programmata per il giorno 11 gennaio 2013 nella sede dell’ESA in Olanda.

Fossano 5 Dicembre 2012

Paolo Cortese
Dirigente Scolastico

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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