Pubblicato su La Repubblica mercoledì 27 novembre 2002

Un fenomeno sempre più diffuso, quello della pirateria informatica. Tanto da diventare un vero e proprio allarme sociale: basta pensare che il 96% degli enti pubblici e privati italiani ha subìto un qualche tipo di attacco ai propri server, e il 94% è stato contaminato da virus – contro il 78% dell’anno precedente.


A fotografare il fenomeno, sul territorio italiano, è l’Osservatorio sulla criminalità Ict 2002 realizzato dal Forum per la tecnologie dell’informazione, in collaborazione con Space – Università Bocconi. Un’indagine realizzata su dati del 2001, raccolti su un campione significativo di circa 200 tra imprese (di vari settori) e pubbliche amministrazioni.

Quanto alla tipologia delle violazioni, il fenomeno maggiormente in crescita, come già detto, riguarda i virus informatici. Ma sono in aumento anche l’uso non autorizzato di risorse e sistemi altrui, che colpisce il 12% degli enti (contro il 5% precedente); il vandalismo (dal 36,6 al 47,4); le azioni dimostrative (26,3); le frodi informatiche (18,4%). In generale, comunque, prevalgono nettamente gli attacchi esterni rispetto ai “sabotaggi” interni, cioè compiuti da un dipendente dell’ente o dell’azienda. I danni, per le imprese vittime dei pirati informativi, sono di vario tipo: economici, di immagine, organizzativi, perdita di competitività.

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