La cronaca di questi giorni ci offre almeno due spunti per riflettere con i nostri studenti su come usare al meglio gli strumenti di comunicazione (ICT). Una dirigente di banca realizza un video (modesto e artigianale) per scopi interni, il video finisce sui social e diventa virale perché fa molto ridere tanto sono impacciati gli improvvisati protagonisti, scatta la gogna mediatica e tutti si trasformano in terrbili haters.

La migliore risposta a questa imbecillità tecnologica è di J-AX e va letta in classe con i nostri studenti, andrebbe inserita nei libri di testo tanto è efficace e comprensibile nel linguaggio: www.gingergeneration.it/n/video-intesa-san-paolo-j-ax-283732-n.htm

Il primo spunto di riflessione, quindi, è di J-AX:

Parliamo spesso contro il bullismo, ma sappiamo distinguere quando il bullo siamo noi?

Lo confesso, anch’io ho riso, ma poi ho pensato, il mio divertimento che cosa comporta per quelle persone? Cioè siamo nel 2017, 40 milioni di italiani sono su FB non siamo i quattro gatti di una volta. […] provate ad immaginare 40 milioni di persone che improvvisamente si prendono gioco di voi e vi insultano. L’anno scorso una ragazza si è ammazzata dopo la diffusione di un video che doveva rimanere privato.

Il secondo spunto è come accettare che ci siamo tutti ammalati di incontinenza multimediale irreversibile.

Oramai è inutile pensare di poter gestire la privacy di foto, video, audio e documenti che passano sul nostro smartphone. Assolutamente sbagliato conservare sul PC, Tablet o Smartphone documenti scadenti, video privati, foto imbarazzanti pensando di condividerle solo con persone fidate. Siamo troppi e troppo iperconnessi: c’è e ci sarà sempre qualcuno che per sbaglio o per sfizio fa e farà clic sul pulsante “condividi” rilanciando il contenuto “riservato” ad altri milioni di siti ed utenti in pochissimi istanti.

L’incontinenza è globale e inarrestabile!

Inutile appellarsi alla privacy, a leggi più severe o a interventi di censura! I contenuti modesti vanno distrutti subito e non vanno neanche mandati ad amici e parenti. L’immondizia multimediale con cui riempiamo i nostri telefoni ed i social riesce a fare in pochissimo tempo il giro del mondo e ci danneggia. Se sono scappati su WikiLeaks i documenti più riservati di ambasciate e governi chi siamo noi per impedire che ai nostri file non accada lo stesso inesorabile destino?

A scuola (e dove se no?) dobbiamo insegnare ai ragazzi a realizzare solo contenuti di buona qualità, sempre pronti ed in regola per essere condivisi e pubblicati in ogni luogo. Tutto il resto è tossico e ce ne dobbiamo liberare immediatamente!!!

 

 

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