Durante questo mese di giugno il progetto Dschola è stato presentato in diversi convegni internazionali sul tema dell’education e delle ICT. I convegni sono stati l’occasione per fare conoscere in un contesto allargato, europeo, la nostra esperienza di network regionale e stabilire le basi per nuove eventueli future collaborazioni.

In particolare, le conferenze hanno trattato i seguenti temi:

Virtual Educa – Valencia 12-14 giugno
La conferenza ha avuto un taglio molto incentrato sui progetti e gli esempi di best practice in Europa e in Sudamerica, con un’attenzione particolare alle esperienze iberiche e ibero-americane.
Il convegno si è posto come un incontro strategico, una combinazione tra conferenza accademica e international exhibition. I partecipanti hanno presentato interventi su temi nodali quali:
new challenges: scuole impegnate nella diffusione della Società dell’Informazione, uso delle ICT nelle regioni in via di sviluppo…
modelli: università tradizionali e a distanza, centri di formazione, poli territoriali di riferimento per le ICT nella scuola…
analisi: lo stato dell’arte della diffusione delle ICT in ambito didattico ed educativo.
Il sito della confrenza

Telecities – e-Cities in an Enlarging Europe: Chances, Challenges and Cooperation – Gdansk 24-25 giugno
La conferenza è stata incentrata sulle politiche di cooperazione tra istituzioni cittadine attraverso l’uso delle ICT. In particolare il working group “e-Learning and social inclusion” si è concentrato sull’esposizione di alcuni esempi di best practice e case studies e su tavole rotonde sull’importanza della formazione continua, politiche cittadine e regionali in ambito educatico, iniziative di benchmarking, strategie di implementazione delle ICT in ambito educativo.
Il sito della conferenza

TIEC – Barcelona 26-28 giugno
La conferenza ha avuto l’obiettivo di esplorare i progetti con temi educativi nell’ambito della Società dell’Informazione. Gli interventi sono stati incentrati sulla valutazione critica degli sviluppi delle ICT, sul loro uso nell’insegnamento e nell’apprendimento, sul loro impatto sul futuro del campo educativo.
Il sito della conferenza

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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