Cittadini di oggi e di domani (di Rodolfo Marchisio)

E’ in corso di distribuzione il 1 volume del il testo  Il mondo della rete spiegato ai ragazzi, cittadini di oggi e di domani, che lega le tematiche della cittadinanza e della Democrazia con quelle della rete e dell’uso delle TIC, nel contesto del mondo dei ragazzi e della scuola in particolare.
Il taglio è divulgativo e amichevole, ma documentato (basato sinora sulla lettura di 61 libri e decine di articoli, ricerche e studi).

Il libro è una mappa del mondo della rete e delle sue problematiche, indirizzato ai ragazzi, ai docenti e genitori anche non esperti, per costruire una cultura digitale – fatta di competenze digitali – che ci permettano di dominare la rete e non esserne dominati.
Il dialogo coi lettori
è aperto sul sito www.reteragazzi.it su cui saranno pubblicati gli aggiornamenti, il secondo volume (gennaio 2016) e su cui si potrà richiedere l’invio del libro, disponibile in 3 formati: .pdf, .mobi (per Kindle), .epub per gli altri lettori e i tablet.

L’autore non richiede compensi, l’Ass. Gessetti colorati che ha sostenuto le spese di preparazione dei tre formati perché tutti possano leggerlo, essendo un Ente No profit richiede una offerta libera con le modalità che troverete sul sito www.reteragazzi.it
Le somme raccolte, al netto delle spese sostenute, saranno utilizzate per iniziative di formazione rivolte ai docenti e alle scuole.

Per informazioni e prenotazioni:

Segreteria Associazione     info@gessetticolorati.it
Rodolfo Marchisio                 rodolfo.marchisio@istruzione.it

Dicono del libro:

  1. Crupi  Una mappa molto utile per muoversi fra questioni davvero importanti.
    M.A. Donna Finalmente! Davvero un lavoro ricco e puntuale.  Una chiara, esauriente e “onesta” presentazione.
    G.C. Albertini Un buon testo di divulgazione!
    C. Foa Insomma… proprio un bel lavoro!
    A. Della Portella L’ho fatto richiedere dalla scuola E’ prezioso.

Per il piano dell’opera e per ulteriori informazioni scarica il volantino allegato o scrivi all’autore (rodolfo.marchisio@istruzione.it)

 

(Articolo pubblicato su http://www.pavonerisorse.it/democrazia/mondo_rete.htm)

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  1. Stefania Giorello

    …vedo solo ora questa interessantissima novità  e…penso proprio che ne approfitterò!!! Sono un’insegnante di lettere ed anch’io sono appassionata di blog…
    …quindi…arrivederci!!!

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  2. Maria Teresa Panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi.Grazie

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  3. maria teresa panunzio

    Buongiorno, sono una ex-insegnante di informatica e matematica.Ho partecipato per due anni come mentor nel Coderdojo di Biella e la mia prossima iniziativa è relativa a Scratch per dodicenni alla biblioteca dei ragazzi di Biella.Vorrei entrare in contatto con voi

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  4. come si puo pensare di dare queste informzioni e mettere le TIC all infanzia quando già i bambini sono bombardati da TIC e media fuori dalla scuola. La scuola dev essere un luogo dove i bambini devo fare esperienze dirette non farli rincretinire usando il computer o il tablet o schermi Gia a 4 anni alcuni portano le lenti figuriamoci se anche a scuola li mettiamo davanti a schermi illuminati. La scuola pubblica distruggerà la spontaneità dei bambini se continua cosi. Avremo dei sapientoni con cervelli pieni d informazione ma vuoti di ciò che sono le cose piu semplici e naturali.

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    • Gentile Luca,
      concordo con la sua posizione quando afferma che “la scuola deve essere il luogo per far fare esperienze dirette”, soprattutto nella scuola dell’infanzia. Infatti, tale grado di scuola richiede proprio che i bambini imparino a utilizzare tutti i campi di esperienza, come citato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2012. Questo però non esclude che tale esperienze venga fatta ANCHE attraverso le tecnologie. Sottolineo l’ANCHE che non richiede l’ESCLUSIVITA’. Utilizzare solo le ICT all’infanzia sarebbe patetico, oltre che poco funzionale.
      Inoltre mi permetto di fare il punto sulla MODALITA’. Il rapporto 1:1 con il computer non è un modello per la scuola dell’infanzia, dove il gioco ha la priorità. Non è possibile far utilizzare ai bambini dell’infanzia un dispositivo per ognuno. E’ invece possibile utilizzare i dispositivi in gruppo, usare il proiettore, usare il Coding, usare i video (brevi) , usare le immagini, interagire con la tecnologia.
      Il grande compito della scuola oggi è quello di sviluppare competenza digitale, i docenti devono insegnare a utilizzare le ICT con gli aspetti positivi e gli aspetti negativi (si veda il modello di competenza digitale DIGCOMP). Ovviamente ogni età ha una sua struttura cognitiva e i docenti dovrebbero essere formati per capire come le ICT si possono utilizzare in relazione al livello della scuola. A questo proposito si guardi il modello TCPACK: è molto interessante.
      Ultimo appunto: la creatività. Un uso consapevole delle ICT sviluppa creatività. Non si tratta di un uso istruttorio o procedurale ma l’uso creativo (ad esempio il Coding)
      La scuola potrebbe farne a meno e scegliere di non usare le ICT: ma se questi ragazzi non hanno imparano a utilizzare le ICT in modo intelligente a scuola dove altro possono avere occasione di imparare? La scuola dovrebbe essere maestra di vita, anche nelle ICT.
      Che ne pensa?

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      • D’accortissimo con lei, quindi posso sviluppare il coding unplugged all’infanzia come “utilizzo” delle TIC.?

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        • Mi inserisco nella discussione: per me il coding è e può essere solo plugged!
          Unplugged è qualcos’altro e certamente non ha a che fare con le TIC.
          Coding vuol dire programmare qualcosa: un robot, un tablet un pc, anche un giocattolo educativo programmabile o radiocomandato. ma non la carta e i cartoni!
          Quindi se non ho a che fare con qualcosa di programmabile non posso usare la parola coding.

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