Pubblicato su La Stampa martedì 18 giugno 2002

Le perplessità dei presidenti di commissione
Roberto Gandini, dirigente dell´Itis «Sobrero» di Casale Monferrato, è il presidente delle commissioni dell´Itis «Avogadro», ben 13 commissioni tra corsi diurni e serali. Come lui, con oltre 12 commissioni a cui badare, in Italia ci sono soltanto altri 47 colleghi.


Un altro è il professor Alfonso Lupo, preside del «Peano», impegnato all´Itis «Pininfarina» di Moncalieri. A loro, per il surplus di lavoro, il ministero ha assegnato un extra pari al 30% del compenso. A preoccupare il professor Gandini – preside da 30 anni e dotato di una buona dose di ironia – non è il numero delle commissioni, «ma la loro dislocazione» nel grande edificio Liberty di corso San Maurizio. Lui e la collega Maria Antonietta Campetti, preside dell´Itis «Maxwell» di Nichelino, impegnata con le 9 commissioni dell´Itc «Sommeiller», sono la prova vivente che di questo esame, forse, non si è capito molto: il sito studentesco www.studenti.it ha infatti creato un servizio on line a disposizione dei ragazzi più preoccupati per conoscere le caratteristiche dei presidenti e addirittura le loro domande più frequenti.

«A parte il fatto che probabilmente avrò pochi spazi per fare capolino nelle classi durante i colloqui, non interrogo mai agli esami per principio – dice la professoressa Campetti -, sono anni che non insegno la mia materia. Ci mancherebbe…». E sulla stessa lunghezza d´onda è Gandini: «Non l´ho mai fatto, non ho nessuna intenzione di divertirmi a spese degli studenti». Poi, a commento delle nuove incombenze: «Ogni anno la situazione si fa più confusa. A me va bene così, la mia specialità è improvvisare».

Battute a parte, i presidenti avranno un ruolo totalmente diverso rispetto al passato. «Prima entravamo in commissione e seguivamo tutti i lavori. Ora – dice Campetti – staremo prevalentemente in ufficio con un ruolo di coordinamento, diciamo anche dirigenziale, che avevo un po´ sottovalutato. I vicepresidenti di ogni commissione verranno da me con i risultati. Noi potremo incidere solo se le griglie di valutazione sono chiare e ben fatte».

I presidenti, tra gli altri compiti, dovranno essere presenti durante i momenti deliberativi: finite le correzioni, finiti gli orali (i docenti arriveranno con una “proposta di voto”), durante gli scrutini.

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Pubblicato su martedì 18 giugno 2002

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