Giovani diplomati, ma senza patente e – quindi – senza lavoro

A forza di Green Deal, Smart City, mobilità sostenibile, monopattini e piste ciclabili, soprattutto in città, i ragazzi rinunciano sempre più volentieri all’automobile e perfino alla patente. Bravi ragazzi, ma siamo proprio sicuri che non avere neanche la patente di guida sia davvero una scelta “qualificante”?

Oggi automobile e patente non sono più sinonimo di emancipazione, anzi avere l’automobile è da boomer e poi i costi dell’auto sono davvero insostenibili. Con i mezzi alternativi si è decisamente più smart e già  nel 2018 Wired segnalava il fenomeno: https://www.wired.it/lifestyle/mobilita/2018/04/16/ragazzi-italiani-patente-emancipazione/ 

A dirla tutta, forse le Smart City non sono però così intelligenti se non si accorgono che, per certi lavori,  la patente per i giovani è indispensabile. Per funzionare, infatti, tutti i centri urbani  hanno bisogno di tecnici, manutentori, professionisti, artigiani, commercianti, autisti, che non possono certo spostare persone, merci e attrezzature in monopattino. Se ne stanno invece accorgendo gli uffici del lavoro territoriali, dove i ragazzi non trovano o non possono accettare proposte  di lavoro perché sprovvisti della patente! 

Non parliamo quindi solo di corrieri, manutentori e postini – introvabili come i camionisti e gli autisti di autobus -, ma di tutti i lavori che prevedono interventi presso i clienti, il raggiungimento di sedi fuori dai grandi centri urbani, l’installazione e la manutenzione di attrezzature, i sopralluoghi nei cantieri, il trasporto di altre persone o disabili e così via.

Per i ragazzi che studiano negli istituti tecnici o professionali e per i giovani ingegneri avere almeno la patente a 18 anni – insomma – è ancora maledettamente indispensabile. Un’automobile in qualche modo si trova, nei piccoli centri va anche bene un’Apecar, spesso le aziende hanno in dotazione furgoni o pandini aziendali, altre volte viene offerta come benefit un’auto aziendale: in ciascuno di questi casi devi avere la patente, altrimenti “sei fuori dai giochi”.

Immaginiamo un intervento di installazione di una stampante presso un cliente o anche solo una riparazione o il ripristino di un computer infetto. Ve lo immaginate il tecnico che arriva in corriera o in monopattino? con la stampante, pc e monitor sulle spalle? senza attrezzature e pezzi di ricambio? 

Insomma nelle Smart City non lavorano solo professori, notai, banchieri e dipendenti comunali: ma una moltitudine di tecnici, ingegneri e professionisti, per i quali la patente di guida è ancora il titolo abilitante prevalente, perfino più importante e discriminante del diploma o della laurea.

Nelle ore di educazione civica – insomma – ricordiamo ai nostri studenti di prendere la patente, non la patente europea del computer, ma quella per guidare i veicoli a motore.

 

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